Hunter Biden è indagato dall’Fbi. Il bureau, riferisce l’agenzia Nova, avrebbe avviato una indagine per riciclaggio di denaro a carico del figlio del candidato alla presidenza democratico, Joe Biden. Lo riferiscono fonti del dipartimento di Giustizia rilanciate per prima dall’emittente “Sinclair Broadcast Group” secondo le quali l’indagine a carico di Hunter Biden e di suoi soci in affari è in corso già dallo scorso anno. L’emittente televisiva sostiene inoltre di aver contattato uno dei testimoni chiave dell’indagine, secondo cui Joe Biden era a conoscenza degli affari illeciti del figlio: una apparente conferma di quanto testimoniato a Fox News da un ex socio dei Biden Tony Bobulinski, secondo cui i Biden hanno ricevuto milioni di dollari da aziende in Ucraina e in Cina. Tali accuse paiono corroborate da una serie di documenti e da alcune delle email estratte dal portatile di Hunter Biden, oggetto dei recenti articoli del New York Post.

Gli sms che inchiodano Hunter Biden

In un’intervista esclusiva rilasciata a Tucker Carlson di Fox News, infatti, il super testimone Tony Bobulinski, ex capo della SinoHawk Holdings, ha sottolineato che le dichiarazioni di Joe Biden di non aver avuto rapporti d’affari con il figlio, “sono delle bugie”. Gli sms pubblicati da Fox News la scorsa settimana includono uno scambio tra Bobulinski e James Biden, il fratello minore di Hunter. “Fammi sapere se faremo cena presto con tuo zio e tuo padre e dove, anche per la traduzione dei documenti?” Bobulinski scrive ad Hunter il 2 maggio 2017. “Papà non sarà qui prima delle 11” risponde l’interessato. Più tardi Bobulinski invia un messaggio a Jim, il fratello di Joe Biden, lo stesso giorno, il 2 maggio 2017, dicendo: “È fantastico conoscerti e passare un po’ di tempo insieme, grazie Joe per il suo tempo”. Qual era l’oggetto dell’incontro? Forse un prestito alla famiglia. Un’altra e-mail inviata a Tony Bobulinski da un alto funzionario cinese il 26 luglio 2017 mostra che la compagnia energetica cinese Cefc propone un prestito “senza interessi” di 5 milioni di dollari alla famiglia del candidato dem “sulla base della loro fiducia”. Meno di due settimane dopo, l’8 agosto 2017, 5 milioni di dollari vengono trasferiti dalla Cefc all’azienda di Hunter Biden, secondo i documenti in possesso del Senato.

Ecco l’oggetto dell’indagine

La notizia dell’indagine a carico del figlio di Biden, che ora trova ulteriori conferme, era emersa già alcuni mesi fa. Come riportato da InsideOver lo scorso 3 gennaio, infatti, Hunter Biden, era “oggetto di più di un’indagine penale che contempla frode, riciclaggio di denaro e contraffazione” secondo alcuni documenti giudiziari depositati presso un tribunale federale dell’Arkansas e diffusi dal New York Post. Secondo quanto riportato all’epoca dalla società di investigatori privati D&A Investigations, con sede in Florida, che lavora per Lunder Roberts, Hunter Biden sarebbe al centro di un’ampia indagine penale con l’accusa di frode e riciclaggio di denaro. Una delle presunte inchieste si riferisce al controverso ruolo di Hunter Biden presso la Burisma Holdings, la compagnia energetica ucraina di cui era entrato a far parte con un maxi-compenso mentre suo padre, Joe, era vicepresidente degli Stati Uniti. Secondo gli investigatori privati, Biden e un gruppo di soci in affari avevano “istituito conti bancari e finanziari per la Burisma Holdings Limited” nell’ambito di “uno schema di riciclaggio di denaro”.

Secondo quanto riferito da Fox News, la società investigativa privata, assunta da Lunder Roberts, avrebbe ottenuto documenti che confermerebbero coinvolgimento del figlio dell’ex vicepresidente in “un massiccio sistema di riciclaggio di denaro”. Un’accusa pesante, ma per comprendere il ruolo di Joe Biden e del figlio Hunter occorre fare un passo indietro. Come ricorda il giornalista investigativo Max Blumenthal su Grayzone, l’allora vicepresidente di Obama fece la sua prima visita a Kiev nell’aprile 2014, proprio quando il governo post-Maidan stava lanciando la sua operazione militare contro i separatisti russi nel Donbass. Rivolgendosi al parlamento di Kiev, Biden dichiarò che “la corruzione non potrà più avere spazio nella nuova Ucraina”, sottolineando che gli Stati Uniti “sono la forza trainante dietro il Fmi” e stavano lavorando per assicurare a Kiev “un pacchetto multimiliardario per aiutare” il governo. Nello stesso periodo, Hunter Biden venne nominato nel consiglio di amministrazione di Burisma.

Le foto dello scandalo

Come riportato da IlGiornale.it, nei giorni scorsi sono spuntati alcuni video che immortalano Hunter Biden fare sesso con alcune donne dopo aver assunto stupefacenti. I video-tape sono stati pubblicati su un sito cinese collegato all’ex advisor del presidente Donald Trump, Steve Bannon. The Gateway Pundit è passato ulteriormente all’attacco e ha pubblicato altre foto del presunto Hunter Biden in compagnia di alcune cittadine russe e di alcuni amici, in una festa all’insegna del sesso risalente al 2018 e svoltasi in una lussuosa villa di Hollywood. “Hunter ha trascorso un po ‘di tempo nel 2018 con alcuni russi in una proprietà a West Hollywood, impegnandosi in attività sessuali perverse. Questi atti sono stati registrati e fotografati”. Da qui, scrive il sito dell’estrema destra Usa, “i Biden divennero oggetto di ricatto”. Sappiamo, scrive sempre The Gateway Pundit, che almeno una delle donne nella villa di West Hollywood era una cittadina russa che si è recata negli Stati Uniti nel 2017-2018 con un visto turistico. “Lo sappiamo perché abbiamo una copia del suo passaporto”. Sesso, droga e accuse di riciclaggio di denaro: le attività del figlio di Joe Biden rischiano di pesare sulla sua corsa alla Casa Bianca e sulle intenzioni di voto degli ultimi indecisi.

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