A Hong Kong qualcosa si muove. Anzi, sarebbe meglio dire che qualcosa si muove verso Hong Kong. Un video pubblicato dal People’s Daily of China e dal Global Times mostra un lungo serpentone di mezzi militari dirigersi a Shenzen, città situata a una trentina di chilometri dall’ex colonia britannica. Il messaggio della Cina, l’ennesimo, appare quanto mai chiaro: basta giocare con il fuoco. Anche se la polizia militare si stava ufficialmente preparando per esercitazioni su larga scala, una scossa ha attraversato le schiene dei manifestanti di Hong Kong. La polizia militare (People’s armed police) inviata da Pechino fa tremare i polsi ai manifestanti, e un suo eventuale intervento in stile piazza Tienanmen causerebbe un altro massacro. Evitabile, tra l’altro, se le forze in campo decidessero di sedersi a un tavolo per intraprendere un processo di pace, ma nessuno sa più per cosa sta combattendo e quella che era una manifestazione legittima è sempre più simile a una guerra civile.

I compiti della polizia militare

Lo scorso weekend un convoglio della polizia militare cinese si è radunata a Shenzen, in anticipo sulla data di esercitazioni stabilita da calendario. I mezzi sono stati immortalati in una superstrada della città e, dalle immagini si notano vari camion e 10 corazzati Apc (Armoured Personnel Carrier, cioè trasporto corazzato di personale). Questi ultimi avevano le torrette prive di armi, segno che non era previsto un loro imminente intervento. E in effetti la truppa si è accampata a Shenzen, in attesa dell’ipotetica esercitazione o, chissà, di altri eventuali ordini. Quali sono i compiti della polizia armata? Secondo la legge della Cina continentale, la partecipazione a trattative contro ribellioni, rivolte, incidenti violenti e atti illegali, ma anche attacchi terroristici e altri incidenti di sicurezza sociale. Ricordiamo che Pechino ha definito la protesta di Hong Kong una ribellione e ha paragonato alcuni episodi ad attacchi terroristici. La polizia armata popolare risponde agli ordini della Commissione Militare Centrale, mentre la semplice polizia è sotto al Ministero della Pubblica Sicurezza. Ma c’è anche un nuovo tassello a completare il mosaico dell’eventuale pugno duro del governo cinese: la polizia di Shenzen, lo scorso 6 agosto, ha condotto altre esercitazioni con 12.000 agenti di polizia, veicoli blindati ed elicotteri.

Xi Jinping temporeggia

Nel frattempo a Hong Kong l’escalation continua. L’aeroporto internazionale della regione semiautonoma cinese ha annullato i voli in partenza e in arrivo dopo l’occupazione dello scalo da parte di 5.000 manifestanti per protestare contro le violenze degli agenti. Fino a quando durerà la pazienza della Cina? Secondo Willy Lam, studioso e giornalista, è improbabile che Xi Jinping sguinzagli i suoi uomini prima della festa che celebra i 70 anni della Repubblica popolare cinese del prossimo ottobre. Le parole di Lam, riportate da Asianews, sono eloquenti: “Xi non sta nemmeno considerando di mandare l’esercito prima delle celebrazioni della Festa nazionale del primo ottobre. Ogni spiegamento delle truppe prima di quella data rovinerebbe l’atmosfera di festa perché indicherebbe la fine del criterio “un paese, due sistemi”. Inoltre umilierebbe la Cina agli occhi del mondo e sarebbe una perdita della faccia per il presidente cinese”.