Scontro durissimo sulla Cnn fra il conduttore Chris Cuomo e l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani. Il legale di Donald Trump ha prima negato e poi ammesso di aver chiesto all’Ucraina di indagare su Joe Biden. E’ successo nel giro di pochi secondi durante un tesissimo faccia a faccia con il conduttore. Incalzato da Cuomo, Giuliani ha negato qualsiasi coinvolgimento sulla richiesta di avviare un indagine per capire che ruolo avesse avuto Biden nelle dimissioni del procuratore generale che stava indagando il figlio dell’ex vicepresidente, Hunter, dirigente di un’azienda ucraina del gas coinvolta in una storia di corruzione.

“Certo che no. Non ho chiesto all’Ucraina di indagare su Biden, ma di verificare se c’erano davvero state interferenze degli ucraini nel 2016 per favorire Hillary Clinton“. “Lei non ha chiesto niente riguardo Hunter Biden? – ha ribadito il giornalista – non ha mai chiesto niente riguardo Joe Biden e il suo ruolo con il magistrato”. “L’unica cosa – ha ribattuto Giuliani – è aver chiesto di andare a fondo della vicenda per capire perché il procuratore avesse abbandonato il caso”. “Allora lei ha chiesto di indagare su Biden”. “Certo che l’ho fatto”, ha risposto Giuliani. A quel punto Cuomo dichiarato: “Hai appena detto di non averlo fatto” e  Giuliani ha sottolineato: “No, non ho chiesto loro di indagare su Joe Biden. Ho chiesto loro di esaminare le accuse relative al mio cliente, che, marginalmente, hanno coinvolto Joe Biden in un massiccio piano di corruzione”.

Lo scontro: Giuliani contro Cuomo

Rudy Giuliani e Chris Cuomo sono stati protagonisti di un diverbio durissimo, fatto di accuse reciproche. “Sei un venduto”, ha detto Giuliani al conduttore della Cnn a un certo punto dell’intervista, sottolineando che Cuomo aveva aperto lo spettacolo con informazioni “totalmente errate” e “completamente inventate”. L’avvocato del Presidente Usa ha affermato che i presunti legami del figlio di Biden con le nazioni straniere sono una questione molto più grave delle affermazioni fatte da un informatore anonimo. Come riporta Formiche, infatti ,al centro della vicenda c’è una presunta e misteriosa ‘promessa’ che l’inquilino della Casa Bianca avrebbe fatto durante una telefonata a un leader straniero dall’identità finora ignota, ma che secondo le ultime ricostruzioni dei media d’oltreoceano potrebbe essere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. 

Vicenda che è stata liquidata come “un’altra fake news” dal Presidente Donald Trump ma che è stata al centro della puntata condotta da Cuomo a cui ha partecipato proprio Rudy Giuliani. L’avvocato del Presidente ha contestati la “denuncia anonima degli informatori” contro il Presidente con quella che ha definito “una prova schiacciante del fatto che il figlio di Biden ha ricevuto 1,5 miliardi di dollari dalla Cina”. Cuomo ha infine accusato Giuliani di aver distrutto la sua credibilità affidandosi a Trump: l’ex sindaco della Grande Mela ha replicato che la Cnn è coinvolta in un “insabbiamento” di notizie e che la rete rappresenta “un orrore per il Paese”.

Ucraina pronta a indagare su Joe Biden

Come scrive il Daily Beast, l’Ucraina è pronta a indagare sui collegamenti che il figlio di Joe Biden, Hunter, ha avuto con la società ucraina di gas naturale Burisma Holdings. Lo afferma Anton Geraschenko, un consulente senior del ministro degli interni del paese che avrebbe supervisionato tale indagine. Geraschenko ha dichiarato al The Daily Beast in un’intervista esclusiva che “non appena ci sarà una richiesta ufficiale” l’Ucraina esaminerà il caso, ma che “attualmente non ci sono indagini aperte”.

Per quanto riguarda invece la posizione di Donald Trump, secondo il Washington Post, il sospetto è che il Presidente abbia cercato di manipolare il governo ucraino per favorire la sua rielezione. L’ispettore generale della Intelligence Community Michael Atkinson, al quale è stata presentata la denuncia lo scorso 12 agosto, è stato ascoltato per tre ore dalla commissione Intelligence della Camera a porte chiuse. Atkinson ha rifiutato di svelare l’oggetto della denuncia presentata dal funzionario dell’intelligence dicendo che non era autorizzato a farlo. Al termine dell’incontro il presidente della commissione Intelligence della Camera, Adam Schiff, ha avvertito di possibili azioni legali nel caso in cui i funzionari dell’intelligence non condividessero la denuncia del ‘whistleblower’, termine per indicare i funzionari Usa che violano la riservatezza a cui sono tenuti.

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