A dieci anni di distanza dalla fine della guerra dei “34 giorni” o “seconda guerra del Libano” tra Hezbollah e Israele, le capacità militari del Partito di Dio destano ancora preoccupazione tra i diplomatici e gli esperti militari israeliani.Per approfondire: Perché Hezbollah non teme la morteÈ significativo in tal senso il recente report elaborato dal quotidiano israeliano Haaretz intitolato “Hezbollah from terror group to army”. Il rapporto, rilanciato anche dallo stesso sito dell’emittente di Hezbollah, al Manar, confronta le capacità militari del Partito di Dio nel 2006 con quelle odierne e le risultanze confermerebbero le elevate capacità di combattimento dei miliziani di Hezbollah, paragonabili a quelle di un vero e proprio esercito di medio livello.Questo per gli analisti israeliani significherebbe che, in caso di un nuovo conflitto, gli attacchi aerei contro Hezbollah non sarebbero sufficienti. I dati contenuti nel rapporto stimerebbero la consistenza numerica degli effettivi di Hezbollah a 45 mila combattenti contro i 20 mila del 2006, un arsenale di 120 mila razzi contro i 14 mila del 2006.Da quello che emerge nel rapporto si evincono numeri rilevanti anche sul fronte dei droni, dei missili terra – mare, degli anti carro e dei sistemi anti aerei di fabbricazione russa di qualità superiore di quelli utilizzati nel 2006. Il quadro che emerge tiene infatti in considerazione le nuove capacità acquisite dai miliziani e dai comandanti di Hezbollah nel campo di battaglia siriano in questi ultimi anni.Il report non si sofferma solamente, come si è detto, alla stima della quantità dell’arsenale di Hezbollah ma soprattutto alla qualità. Per questo motivo gli analisti israeliani sono più preoccupati della differente tipologia di razzi in possesso di Hezbollah che non della loro quantità. Se nel 2006 la gittata dei razzi di Hezbollah era stato di circa un centinaio di Km, potendo colpire la cittadina costiera di Haifa oggi, alla luce dei nuovi sistemi di cui il Partito di Dio sarebbe ora in possesso, disporrebbe di razzi (Grad, Fajr, Fateh e Zelzal di fabbricazione iraniana) la cui gittata si aggirerebbe intorno ai 400 Km. Proprio partendo dai dati di questo rapporto ha esordito martedì l’Ambasciatore Israeliano alle Nazioni Unite Danny Danon, nel corso di una sessione speciale del Consiglio di Sicurezza dell’Onu dedicata al Medio Oriente.Per approfondire: Hezbollah vuole la guerra con Israele?L’Ambasciatore Danon ha riscontrato che, a 10 anni dalla cessazione del conflitto e dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Hezbollah possiede più missili nascosti nei suoi bunker di quanti ne abbiano dislocati gli alleati europei della NATO sul campo. Danon ha, inoltre, criticato il governo libanese per non essere stato in grado di contrastare l’apparato militare di Hezbollah. L’Ambasciatore, nel corso della sua missione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha anche distribuito delle foto aeree scattate dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) che mostrano il villaggio di Shaqra nel Sud del Libano, dove un lanciarazzi e un deposito di munizioni sono nascosti tra le case e posti vicino a scuole e moschee.L’accusa rivolta dall’Ambasciatore ad Hezbollah sarebbe quella di commettere un doppio crimine: prepararsi ad attaccare i civili israeliani ma anche usare i civili libanesi come scudo umano per difendere le loro attività terroristiche. Con queste motivazioni e prove l’Ambasciatore Danon ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell’Onu di “riconoscere Hezbollah per quello che è, e rimuovere questi terroristi dal Sud del Libano”. Non sfugge che l’appello dell’Ambasciatore Danon si collochi in continuità con la linea tenuta da Israele in questi anni, così come non è la prima volta che vengono utilizzate e mostrate in pubblico foto delle IDF per indicare le strutture militari di Hezbollah situate in prossimità dei centri abitati. Non si può pertanto escludere che la volontà di mostrare queste foto altro non sia che un messaggio implicito rivolto ad Hezbollah per far capire che le autorità israeliane conoscono e monitorano le attività di Hezbollah e sono pronte a rispondere e a difendere i propri cittadini nella maniera più energica possibile se e quando Hezbollah dovesse aprire un nuovo fronte di guerra con Israele.

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