Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE
Politica /

È la fine dei finanziamenti pubblici al calcio argentino. E potrebbe essere la fine dello stesso calcio se i singoli club non riusciranno a trovare una soluzione in tempi brevi. Il presidente dell’Argentina Mauricio Macri del resto è stato chiaro, “il calcio è in una crisi terminale – ha dichiarato di recente – forse addirittura peggio della crisi del paese quando abbiamo assunto la presidenza”. Nei mesi scorsi infatti il suo governo ha eliminato il discusso programma “Futbol para Todos”, “Calcio per tutti” in italiano, fortemente voluto e sostenuto dal suo predecessore Cristina Fernández de Kirchner fin dal 2009, anno della sua creazione.

Un programma che rappresentava la spina dorsale economica del calcio nazionale, con un finanziamento statale di 170 milioni di euro l’anno, attraverso un contratto tra governo e l’AFA, la discussa e corrotta Federazione argentina di calcio, in base al quale venivano trasmesse gratuitamente, ovvero in chiaro sul canale statale, le partite principali dei campionati di Apertura e Clausura.L’idea di fondo era che l’accesso al calcio dovesse essere garantito a tutti. In molti però, accusarono la Kirchner di usare lo sport più amato dagli argentini come espressione massima del suo populismo. Ma al di là se questo fosse vero o meno – di certo “Futbol para Todos” è stato usato moltissime volte dal kirchnerismo durante le campagne elettorali degli ultimi anni – la statalizzazione del calcio aveva comunque avuto effetti disastrosi sui club.Nonostante gli aiuti governativi infatti, ed in assenza di una Lega indipendente dal governo, la maggior parte delle squadre di calcio argentine è andata vicina al fallimento economico e, adesso, la situazione è diventata drammatica. “Lo stato non parteciperà più al programma “Calcio per tutti’ con l’AFA -ha dichiarato Macri giorni fa rivolgendosi ai diretti interessati. Sono sei mesi che avreste dovuto saperlo perciò spero che abbiate pensato a come farete da febbraio in poi”. Già poche settimane dopo la sua elezione, del resto, la prima mossa di Marci era stata quella di togliere la trasmissione gratuita delle partite delle principali squadre: Boca Juniors, River Plate, Independiente e Racing Club.Adesso, dopo la pressione delle FIFA che ha minacciato addirittura di escludere l’AFA dalla Federazione calcistica internazionale e l’Argentina dal Mondiale russo del prossimo anno, nella migliore delle ipotesi il campionato argentino comincerà il 3 di marzo prossimo, con un mese di ritardo sulla solita tabella di marcia. Ma il rischio, secondo molti tra cui Maradona è che “finché continuano le riunioni di oggi, con sei contro sei, non s’inizierà nulla neanche a marzo. Cerchiamo di fare riunioni serie e con sponsor all’altezza del blasone del calcio argentino del passato perché quello di oggi è fallito”.

Qual è il crocevia del mondo di domani?
È lì che vogliamo portarvi