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Quello fra Grecia e Stati Uniti è un asse che si rafforza ogni giorno. Il governo di Alexis Tsipras era partito con l’idea di rappresentare il ponte ideologico fra Occidente e Oriente, con Atene che guardava a Cina e Russia, colpiva l’Unione europea e si distaccava dall’orbita atlantica. Ma il governo greco non è più quello di Syriza da battaglia. È un altro tipo di governo fatto di compromessi, di strategie e soprattutto ha compreso di essere diventato il centro di una sfida mondiale per il controllo del Mediterraneo.

E la Grecia sembra che abbia scelto da che parte stare: quella di Washington. Non che prima non lo fosse stata: l’appartenenza alla Nato e al blocco occidentale è sempre stata un pilastro della strategia greca. Ma in questi ultimi mesi, Atene si è quasi completamente spostata a Occidente, legandosi a doppio filo alle istanze del Pentagono e di Donald Trump.

L’ennesima conferma di questa fedeltà greca agli Stati Uniti è arrivata da un annuncio fatto dal ministro della Difesa, Panos Kammenos, che, come riporta Ekathimerini, “ha esortato gli Stati Uniti ad aumentare la cooperazione bilaterale di sicurezza con la Grecia, sollecitando Washington a espandere la propria presenza militare a Volos, Alexandroupoli e Larissa”.

Insomma, dalla sinistra radicale, il governo è passato a una linea fortemente filo-Usa, troncando di fatto ogni tipo di discorso su possibili e ulteriori alleati. “Voglio affermare che la Grecia considera gli Stati Uniti un partner strategico e un alleato, oso dire l’unico”, ha detto Kammenos incontrando James Mattis al Pentagono.

Parole che per Mattis e Donald Trump sono risuonate come musica. La Grecia sta diventando infatti uno dei partner più affidabili di Washington . Il governo greco, nonostante la crisi che ha devastato l’economia del Paese, non ha mai tagliato i fondi per la Difesa. Il tetto del 2% è stato sempre un punto fisso di Atene e Mattis ha ringraziato Kammenos anche per aver versato 1,5 miliardi di euro per l’aggiornamento degli F-16 dell’aviazione ellenica. Un esborso che è stato particolarmente apprezzato dal Pentagono.

 

In questo continuo rafforzamento dell’asse fra i due Stati, non va dimenticato il ruolo che ha la Russia, vero obiettivo della Difesa americana. E proprio sotto questo punto di vista, particolarmente importanti sono le dichiarazioni del Pentagono dopo il vertice fra i due ministri, in cui è stato detto che il titolare della Difesa statunitense “ha anche ringraziato il ministro della Difesa greco per le recenti azioni del suo Paese per combattere le attività maligne russe nella regione“. Il riferimento è all’espulsione dei diplomatici russi da Atene, accusati di aver voluto interferire nel processo che ha portato al referendum (fallito) sul cambio di nome in Macedonia.

Del resto, da un punto di vista strategico la Grecia è a dir poco fondamentale. Incastonata alle porte del Mediterraneo orientale, il suo territorio controllo l’acceso a uno dei mari più caldi del mondo. Inoltre, insieme alla Turchia, controlla l’Egeo e quindi il passaggio della flotta russa dal Mar Nero alle acque d’interesse strategico per Mosca. E a proposito di Turchia, le crescenti tensioni fra Stati Uniti e Turchia rendono ancora più importante per il Pentagono avere in Grecia un alleato fidato e dove la propria presenza militare può crescere, visti anche i difficili rapporti fra Ankara e Atene.

Infine, non è da sottovalutare il ruolo che può avere il gas in questa convergenza d’interessi fra Stati Uniti e Grecia. Il Paese ellenico rappresenta uno dei terminali fondamentali dei progetti di gasdotti dal Mediterraneo orientale come l’East-Med. Pipelines che servono a Washington e ai suoi alleati regionali (Israele in primis) per far arrivare gas naturale in Europa strappando quote di mercato a Mosca. Una centrale di interessi che gli Stati Uniti non cederanno mai e che anzi, sono pronti a stringere ancora di più sotto la propria ala.