Il 28 settembre, gli elettori afghani saranno chiamati, per la quarta volta dalla proclamazione della Repubblica islamica nel 2003, a decidere il loro prossimo presidente. Il processo di pace si è impantanato in un vicolo cieco: attentati, attacchi aerei e morti a decine sono, purtroppo, all’ordine del giorno.

I talebani continuano a ripetere che stanno mantenendo la porta aperta agli Stati Uniti, se la loro amministrazione deciderà di riprendere i colloqui di pace per porre fine a un conflitto in corso da 18 anni. Due settimane fa, dopo un attacco in cui un soldato americano e altri 11 civili sono stati uccisi, Donald Trump ha cancellato l’incontro segreto con i talebani, dichiarando “morti” i colloqui di pace. Ma il capo negoziatore Sher Mohammad Abbas Stanikzai, durante un’intervista esclusiva con la Bbc, ha insistito sul fatto che i negoziati sono rimasti “l’unica via per la pace in Afghanistan”. Ha respinto anche le denunce americane, affermando che i talebani non hanno fatto nulla di male.

L’ex presidente afghano Karzai, che ha governato il Paese dal 2004 al 2014, ha dichiarato che “il voto ora è come chiedere a un malato di cuore di correre una maratona”, in quanto potrebbe innescare attacchi talebani che getteranno ancor di più la nazione caos. “Non è il momento per tenere le presidenziali”, ha dichiarato, “non possiamo condurre elezioni in un Paese che sta attraversando un conflitto imposto dall’estero. Siamo in una guerra di obiettivi e interessi stranieri. Non è il nostro conflitto: noi ci stiamo solo morendo”.

Graeme Smith, autore e ricercatore canadese, lavora come consulente per l’International Crisis Group nell’ufficio dell’organizzazione a Kabul ed è uno dei maggiori esperti mondiali sull’Afghanistan. Abbiamo parlato con lui, in esclusiva, delle prossime elezioni presidenziali, del processo di pace e delle prospettive per un Paese dilaniato dalla guerra.

Può spiegarci qual è il clima che si respira in Afghanistan, nell’imminenza delle elezioni presidenziali?

È sempre meglio chiedere agli afghani come si sentono, ma alcune cose si possono osservare da straniero. La prima è la mancanza di comizi e di candidati che viaggiano nelle province. Nelle elezioni precedenti, i contendenti hanno investito tempo e denaro per ottenere voti. Questa volta, i partecipanti sembrano meno interessati al processo elettorale. Tutti sanno che la principale competizione per il potere si svolgerà al tavolo dei negoziati con i talebani, quindi il voto imminente ha suscitato meno entusiasmo.

Il terrorismo non si ferma: è un modo per cercare di influenzare le elezioni?

“Terrorismo” è un modo per descrivere il fenomeno. In un momento in cui le Nazioni Unite affermano che le forze filo-governative stanno uccidendo più civili delle forze anti-governative – e dal momento che né gli Stati Uniti né le Nazioni Unite annoverano i talebani nella lista dei gruppi terroristici – non sono sicuro che sia un’etichetta utile. Forse la vostra domanda riguarda gli alti livelli di violenza. Potete controllare l’ultimo riepilogo delle operazioni aerea pubblicato dall’esercito americano il 31 agosto: durante il periodo dei negoziati nel 2018 e nel 2019, gli Stati Uniti hanno lanciato più bombe sull’Afghanistan rispetto a qualsiasi altro anno precedente. Ho anche visto dati non pubblici che mostrano come gli attacchi dei talebani a Kabul siano aumentati negli ultimi mesi. E c’è sicuramente una percezione dell’opinione pubblica a Kabul secondo cui i talebani hanno aumentato drasticamente la loro violenza. È corretto affermare che entrambe le parti hanno esercitato pressioni militari man mano che la politica intensifica i suoi sforzi durante i negoziati. Questa è una buona ragione per avviare un processo di pace su vasta scala e lavorare per una mutua distensione.

Molti candidati si presenteranno alle elezioni: chi sono i favoriti? Ghani e Abdullah?

Ghani parte favorito e sembra probabile che vincerà se il voto andrà avanti. La sua vittoria sarebbe contestata dai candidati rivali che affermano che Ghani controlla i meccanismi delle elezioni e ha mobilitato risorse statali per aiutare la sua campagna per la rielezione.

i talebaniStanno diventando di nuovo forti? Quale ruolo hanno nelle elezioni e chi sostengono?

I talebani hanno promesso di disturbare le elezioni se andranno avanti. Hanno la capacità militare di dare un seguito alla loro minaccia. Sono preoccupato che le elezioni possano essere sanguinose. Indipendentemente da ciò che i talebani decideranno di fare, l’affluenza alle urne sarà probabilmente bassa. È stato riportato che, durante le elezioni parlamentari dello scorso anno, meno di uno su cinque aventi diritto ha partecipato al voto. Il caveat “è stato riportato” è importante, perché di solito le elezioni afghane sono caratterizzate da frodi che causano sovrastime sull’affluenza alle urne.

Lei riesce a vedere una possibile svolta per l’Afghanistan in queste elezioni?

No, le elezioni non cambieranno significativamente il corso della guerra afgana. Il presidente Ghani probabilmente rimarrà in carica.

Come puoi spiegare la decisione di Donald Trump di cancellare Camp David?

Trump era arrabbiato per il fatto che i talebani non volessero seguire il suo copione per il processo di pace. Non è chiaro se i negoziati possano essere rilanciati. Ciò che è chiaro è che gli Stati Uniti mancano di opzioni militari, quindi probabilmente torneranno alla diplomazia, prima o poi.

Un futuro di pace è ancora possibile in Afghanistan?

Sì. Una soluzione politica sarebbe l’opzione migliore.