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Politica

Gli Stati Uniti sono a un bivio: chi vince ora si prende il mondo

Un viaggio a sorpresa in Afghanistan e le voci nei corridoio della Casa Bianca si fanno ancora più insistenti: Rex Tillerson, tra non molto, dirà addio all’incarico di Segretario di Stato. L’ex ceo di ExxonMobil in questi giorni è stato...

Un viaggio a sorpresa in Afghanistan e le voci nei corridoio della Casa Bianca si fanno ancora più insistenti: Rex Tillerson, tra non molto, dirà addio all’incarico di Segretario di Stato.

L’ex ceo di ExxonMobil in questi giorni è stato protagonista di un tour incredibile in Medio Oriente, passando per l’Arabia Saudita, l’Iraq e, infine, l’Afghanistan. Nonostante il suo attivismo, in molti stanno parlando di un possibile “Rexit”, ovvero di un suo allontanamento in quanto sempre più distante dal presidente Donald Trump. Secondo quanto riporta ilWashington Post, Tillerson rimarrà in carica fino a gennaio, per completare la riorganizzazione del dipartimento di Stato. Per quanto riguarda i suoi possibili successori, sono in pole position Nikki Haley (ambasciatrice Usa all’Onu e mente della nuova strategia sul nucleare iraniano di Trump) e Mike Pompeo, l’attuale direttore della Cia. Entrambi sembrerebbero essere molto più in sintonia con Trump di quanto lo sia  Tillerson.





Nikki Haley, ex governatrice dellla Carolina del Sud, ha conquistato il presidente americano in quanto “dura” su dossier delicati come la Corea del Nord e la Siria. Una sua nomina a segretario di Stato porterebbe a Foggy Bottom una repubblicana che, per quanto su posizioni da falco, è assimilabile alle posizioni tradizionali dell’establishment.

Il passaggio dal Palazzo di Vetro a Foggy Bottom potrebbe però non essere un vantaggio per la Haley che, secondo molti osservatori, sta accumulando un pesante curriculum in politica estera che potrebbe esserle utile per una candidatura presidenziale. 

Ma Tillerson potrebbe esser sostituito anche da un’altra donna: Dina Powell, ex Goldman Sachs ed ex membro della squadra politica estera di George Bush. La Powell possiede un arabo fluente (è infatti nata al Cairo, in Egitto) e, fatto da non sottovalutare, è molto vicina a Ivanka Trump e Jared Kushner.

Infine, c’è l’ipotesi Mike Pompeo, che potrebbe apparire, almeno sulla carta, più in linea con il presidente americano (non a caso Trump lo incontra quotidianamente per i briefing sulla sicurezza).  Una sua uscita sarebbe inoltre gradita alla Cia dal momento che, secondo quanto scrive il Washington Post,  in questi mesi l’ex deputato si è mosso più da politico che da capo dei servizi. All’Agenzia potrebbe però arrivare un altro politico, Tom Cotton, in ottimi rapporti con Trump. 

Il valzer delle nomine indica come Trump si trovi ad un punto di non ritorno della sua amministrazione, stretto soprattutto dai falchi, che spingono sempre più ad un confronto militare con la Corea del Nord e con l’Iran. Tillerson invece incarna, almeno per il momento, le colombe. Chi vincerà deciderà il futuro della politica estera americana. E mondiale. 

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