Gli Stati Uniti perdono volontariamente terreno, la Cina si espande per riempire il vuoto lasciato dagli americani. Questa tendenza è evidente un po’ in tutti i settori. In economia Washington si è trincerata dietro il protezionismo, abdicando al ruolo di guardiano della globalizzazione. Adesso Trump ordina un nuovo ritiro, questa volta in campo militare.
Gli eserciti occidentali si ritirano
L’esercito americano leverà presto le tende dall’Afghanistan. Con loro se ne andranno anche i soldati europei, italiani compresi. Secondo quanto riportato dal New York Times, gli Stati Uniti hanno trovato una bozza d’intesa con i talebani. Questi ultimi si sarebbero impegnati a fare tutto il possibile per impedire che il Paese finisca nuovamente nelle mani dei terroristi. In vent’anni di presenza, i marines hanno raggiunto soltanto adesso un accordo di pace con quel gruppo per anni hanno considerato una minaccia. Alla fine il conto pagato è di decine di migliaia di morti e pochi vantaggi. E ben poco di cui vantasi in politica estera.
Cosa succederà a Kabul?
La domanda che gli analisti si pongono è che cosa succederà a Kabul dopo il ritiro degli eserciti occidentali. La verità è che nessuno riesce a prevederlo con certezza. Quel che è certo è che Trump ha adottato una nuova strategia militare per gli Stati Uniti. Basta guerre terrestri. Al loro posto ci sarà un dominio dei cieli. Ma chi veglierà sull’Afghanistan? Qui entra in ballo la Cina. Pechino sta investendo miliardi di dollari per la costruzione della Nuova via della Seta. Per il governo americano, in Afghanistan i cinesi sarebbero addirittura meglio di russi o iraniani. Considerando poi che gli yankees hanno in mano l’arma dei dazi per minacciare il Dragone, Trump si sente in una botte di ferro. Che Xi Jinping riempia pure questo vuoto.
L’inserimento della Cina
Non può esserci errore peggiore per gli Stati Uniti. La Cina è abituata a ragionare sul lungo periodo, a progettare investimenti in vista del futuro. Se la mossa di Trump porterà benefici geopolitici istantanei a Washington, i guai arriveranno in futuro con tanto di interessi. L’Iran e la Russia, con l’innesto della Cina, saranno tagliati fuori dalla questione afghana. Ma Pechino sa come trasformare cocci di bottiglia in diamanti, e potrebbe capitalizzare al meglio il regalo offerto da The Donald. Già, perché nei prossimi 40 anni il gigante cinese dovrà necessariamente estendere la propria influenza sulle ex Repubbliche Sovietiche. Ma anche su Paesi limitrofi, proprio come l’Afghanistan. Xi Jinping si sfrega le mani, e intanto pensa a quali infrastrutture proporre a Kabul.