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Donald Trump è deciso a mettere in campo tutte le armi possibili affinché gli Stati Uniti escano il più possibile indenni dagli sconvolgimenti sociali ed economici causati dall’epidemia di Coronavirus. E con i contagi che si stanno di stanno moltiplicando giorno dopo giorno nel mondo, la necessità di mostrare coesione ed unità di azione ha spinto il presidente americano ad annunciare la possibilità di fare ricorso al Defense Production Act, una legge dello scorso secolo messa a punto per la Guerra fredda.

Il Defense Production Act è una risposta al coronavirus?

Il Dpa – implementato negli anni Cinquanta a causa della guerra di Corea – è uno strumento legislativo che mette il presidente degli Stati Uniti nella condizione di poter decidere le produzioni dei privati, indirizzandole verso l’interesse pubblico. Implementata più per convertire le industrie americane in fabbriche da guerra nell’eventualità di un conflitto dal calibro mondiale, la legge potrebbe rivelarsi essenziale anche per fronteggiare altre eventualità, come il rischio di una epidemia in suolo americano di coronavirus.

Secondo quanto dichiarato dai funzionari americani e riportato da Reuters, nello specifico Trump sarebbe intenzionato a potenziare la produzione degli strumenti atti a difendersi dall’epidemia, come le mascherine N95. Tale prodotto, che dovrebbe diventare disponibile alla totalità del popolo americano, sarebbe attualmente in sotto-scorta a causa della bassa domanda del mercato, che in questo momento rischia però di dover subire un rapido incremento a causa delle probabili spinte governative. E proprio grazie al Dpa, Trump verrebbe messo nelle condizioni di poter obbligare i privati a potenziare la produzione di maschere N95, al fine di soddisfare così il fabbisogno americano essenziale per proteggersi dall’epidemia, almeno in attesa del raggiungimento di una cura.

Qual è il rischio Coronavirus per gli Usa

Lo scorso mercoledì Trump aveva ribadito come negli Stati Uniti il rischio che giunga una pandemia di coronavirus è molto basso. Tuttavia, anche per garantirsi la fiducia dei mercati e la sicurezza del popolo americano, il Paese è obbligato a mettere al vaglio ogni possibile soluzione volta a prevenire i danni che stanno colpendo già adesso l’Europa e l’Est asiatico.

Per questo motivo, per la guida della Task force per gestire la faccia americana della crisi globale Trump si è affidato al vicepresidente del Paese e suo uomo di fiducia, Mike Pence. E stando a quanto riportato da La Stampa, alla sua persona avrebbe affiancato i ricercatori del Centrers for Disease Control and Prevenetion, incaricati di seguire la fase di ricerca nei riguardi del Covid-19.

Nonostante le critiche subite dalla controparte democratica, il governo di Trump si è attivato con anticipo per prevenire una rapida diffusione dell’infezione, particolare non riscontrabile in molti altri Paesi. E nonostante contagi e casi sospetti siano stati già riscontrati negli Stati Uniti, le unità sanitarie sono già state allertate per portare avanti tutti i controlli del caso e gestire la situazione.

Limitare i contagi è essenziale per gli Stati Uniti

Senza considerare la necessità di non sfigurare in vista delle presidenziali alle porte che nel 2020 decideranno chi sarà la nuova guida del Paese, Trump è deciso a mostrare al mondo come gli Stati Uniti – nonostante le continue critiche – siano una delle avanguardie industriali e mediche del mondo. Ed è in questo scenario che bisogna analizzare la scelta del ricorrere al Dpa al fine di smuovere l’intera filiera produttiva americana verso il contrasto all’epidemia di coronavirus. Dimostrando unità di intenti e riuscendo nell’isolamento dei casi riscontrati sino ad adesso, gli Stati uniti dimostreranno anche la propria solidità a livello mondiale, a differenza di quei Paesi – spesso avversari, come la Cina e l’Iran – che non sono riusciti alla pari nell’impresa.

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