Gli Stati Uniti, la Trilaterale e la corsa all’India

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Il 2023 è l’anno dell’India, l’eterna superpotenza in the making la cui posizione geostrategica e le cui molteplici-ma-inespresse potenzialità l’hanno portata inevitabilmente al centro delle liti fra Russia, Cina e Stati Uniti.

Le tre potenze in lotta per la ristrutturazione del sistema internazionale non possono e non potranno fare a meno di tenere in considerazione il fattore India, dal cui schieramento da una o dall’altra parte – o da nessuna – dipenderà molto dell’esito della competizione tra grandi potenze, perciò hanno iniziato a corteggiarla.

La Russia ha trascorso il 2022 a vendere straordinari quantitativi di petrolio a prezzi fuori mercato alle industrie indiane, chiudendo all’insegna del record: primo fornitore di oro nero di Nuova Delhi, davanti a Baghdad e Riad. La Cina ha incaricato Qin Gang di prendere in mano l’annoso dossier delle schermaglie frontaliere. E poi ci sono gli Stati Uniti, che, in marzo, hanno tirato fuori il jolly dal mazzo: la Commissione Trilaterale.

La Trilaterale a Nuova Delhi

Pressing per l’ingresso nella guerra in Ucraina nelle vesti di paciere. La nomina di un popolare politico, il losangelino Eric Garcetti, a capo dell’ambasciata di Nuova Delhi – vacante da due anni. Il supporto alla candidatura di Ajay Banga alla presidenza della Banca Mondiale. L’amministrazione Biden ha premuto l’acceleratore sul corteggiamennto dell’India a inizio 2023, ricorrendo all’aiuto dell’influente Trilaterale nel mese di marzo.

La Trilaterale è una delle più importanti organizzazioni internazionali nongovernative del Blocco occidentale, del quale favorisce la coesione fungendo da forum di discussione e di risoluzione, e quest’anno ha curiosamente scelto Nuova Delhi come sede della sua prima sessione plenaria. Un evento storico: la prima volta della Trilaterale nel Paese. Un tempismo curioso: la corsa all’India.

L’evento (rigorosamente) a porte chiuse, che ha avuto luogo dal 10 al 12 marzo, ha avuto una lista degli invitati alquanto ampia, più di 260 da 46 paesi, ed è stato prevedibilmente focalizzato sui temi più sentiti dell’attualità: dal cambiamento climatico alla guerra in Ucraina e dalla scarsità idrica all’intelligenza artificiale.

L’India secondo gli Stati Uniti

L’India, in quanto sede della riunione, ma, soprattutto, in qualità di oggetto della corte degli Stati Uniti, è stata l’osservata speciale degli ospiti. La Trilaterale ha ringraziato Nuova Delhi per aver contribuito a ridurre l’escalation in Ucraina nel corso del 2022, aiutando i belligeranti a trattare durante l’assedio della centrale nucleare di Zaporiggia e facilitando gli accordi sul grano, e si è informalmente unita alla RAND Corporation nell’auspicare che Narendra Modi sottragga ad altri lo scettro del paciere. Pax Indica.

Secondo i partecipanti della Trilaterale, la sola via realisticamente percorribile dall’India, più che il non allineamento, è l’allineamento con l’Occidente. L’alternativa, invero, sarebbe una posizione scomoda, tra una Cina impegnata a violare “la pace e la tranquillità” del sistema internazionale e un Pakistan costituente una “sfida per la regione e per il mondo”.

Ciò che è emerso, in estrema sintesi, è che Washington è intenzionata a posizionare Nuova Delhi al centro della sua grand strategy per l’Indo-Pacifico, mettendo sul piatto investimenti, supporto diplomatico, partenariati militari e prestigio internazionale, ma in cambio chiede uno schieramento netto o, perlomeno, un’astuta triangolazione che sia in grado di far naufragare l’asse Mosca-Pechino. Politiche e volontà, ad oggi, mancanti.

2023, anno uno di una nuova epoca

Quel poco che gli organizzatori di un evento noto per l’alto livello di segretezza hanno voluto dare in pasto al pubblico, inclusa una presunta lite tra gli ospiti indiani e cinesi, è più che sufficiente per fare un bilancio. Amici di una vita sono diventati dei rivali. Non tutte le sfide apparenti potrebbero essere tali nei fatti. Tempi cangianti richiedono aggiustamenti orientati al lunghissimo termine.

Amici di una vita sono diventati dei rivali, come il Pakistan – del quale gli Stati Uniti hanno ammesso a malincuore, attraverso i ventriloqui inviati alla sessione indiana della Trilaterale, di averne frainteso le intenzioni in Afghanistan.

Ma non tutto ciò che è cinese vien per nuocere, ha spiegato ad evento finito uno degli ospiti, l’ex capo diplomatico egiziano Nabil Fahmy, intravedendo nell’accordo di normalizzazione diplomatica irano-saudita un “buon primo passo” in direzione della “stabilità in Medio Oriente”. La Cina, stabilizzando una regione dalla quale gli Stati Uniti si stanno disimpegnando nell’ottica della corsa all’Indo-Pacifico, farebbe paradossalmente l’interesse americano: meno conflitti regionali, meno preoccupazioni, dunque più risorse attentive sull’Estremo Oriente.

I tempi sono cambiati. Un relatore, il cui nome non è stato rivelato, ma il cui intervento ha catturato l’attenzione del pubblico, ha dichiarato il 2023 “l’anno uno di un nuovo ordine globale”. Ordine che ha messo fine a “tre decenni di globalizzazione integrata, deflazionistica e basata sul libero mercato” e che spianerà la strada “ad un periodo pluridecennale di globalizzazione frammentata, non più basata sul libero mercato ma sulla politica industriale, e strutturalmente inflazionistica”.

L’ordine mondiale in divenire, ha proseguito l’invitato senza volto, non è e non sarà plasmato da nessuna “battaglia titanica tra autocrazie e democrazie”, ma dagli interessi divergenti e prettamente economici di Stati Uniti e Cina. E sarà un ordine, post-unipolare, che vedrà gli Stati Uniti costretti ad interfacciarsi con potenze emergenti, “come India, Arabia Saudita e Turchia”, la cui ambizione è di “costruirsi una propria strada, soppesando gli interessi economici, strategici e difensivi”.

Non è dato sapere dove condurrà questo periodo di distruzione creatrice, all’interno del quale un ruolo-chiave potrebbe essere giocato dall’intelligenza artificiale – altra potenziale minaccia da affrontare. Quello che alla Trilaterale sembra certo, invece, è che l’Occidente resisterà all’erosione dei tempi, dato che si è parlato dello sviluppo di un’agenda per i prossimi cinquant’anni. Ai posteri l’ardua sentenza.