Gli sforzi diplomatici messi in campo dall’amministrazione Trump per porre fine alla guerra in Ucraina stanno dando i primi frutti. Certo, il presidente Usa ha dovuto fare i conti con la dura realtà di non poter chiudere il conflitto in “24 ore” come aveva annunciato in campagna elettorale, ma rispetto all’amministrazione Biden si vede il netto cambio di passo. Merito, in particolare, dei viaggi in giro per il globo – non ultimo, a Mosca – di Steve Witkoff, l’inviato speciale di Donald Trump, che evidentemente qualche risultato lo hanno raggiunto.
Sta di fatto che il Cremlino ha dichiarato una cessazione unilaterale di tutte le ostilità a partire dalle 18:00 di oggi, ora di Mosca, fino alla mezzanotte del 21 aprile, in concomitanza con le celebrazioni pasquali. Ad annunciarlo il presidente russo Vladimir Putin, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Tass, a seguito di una riunione al Cremlino con il capo di stato maggiore Valery Gerasimov. Putin ha esortato l’Ucraina a seguire l’esempio di Mosca, sottolineando che le forze russe rimarranno vigili contro possibili violazioni o provocazioni da parte ucraina. Tale dichiarazione arriva dopo che, lo scorso 25 marzo, Mosca ha concordato una tregua parziale, che includeva un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero e una pausa di 30 giorni negli attacchi alle infrastrutture energetiche.
Tregua umanitaria e monito a Kiev
“Ordino un cessate il fuoco durante questo periodo. Ci aspettiamo che la parte ucraina segua il nostro esempio”, ha dichiarato Putin, secondo quanto riferito da Tass. Il Presidente ha tuttavia avvertito che le truppe russe resteranno pronte a rispondere a eventuali azioni aggressive, citando oltre 100 violazioni da parte di Kiev di un presunto accordo per evitare attacchi alle infrastrutture energetiche.
Durante l’incontro, Gerasimov ha aggiornato Putin sui progressi militari nelle regioni di confine. Ha riferito che il 99,5% della regione di Kursk, precedentemente occupata da forze ucraine, è stato liberato, pari a circa 1.260 chilometri quadrati. Secondo Gerasimov, la situazione lungo la linea di contatto rimane stabile e favorevole alle forze russe, che stanno avanzando “sistematicamente”. Ha aggiunto che, una volta completate le operazioni nelle regioni di Kursk e Belgorod, verranno forniti rapporti dettagliati.
Apertura al dialogo
Putin ha ribadito la disponibilità della Russia a negoziazioni per una risoluzione “giusta e pacifica” della crisi ucraina, accogliendo con favore l’interesse di Stati Uniti, Cina e altri Paesi per un dialogo costruttivo. L’annuncio della tregua pasquale rappresenta un primo passo significativo, ma la sua effettiva implementazione dipenderà dalla risposta di Kiev e dalla capacità di entrambe le parti di giungere a un compromesso accettabile.
L’annuncio della tregua arriva dopo che Bloomberg ha riferito che gli Stati Uniti sarebbero pronti a riconoscere la Crimea come territorio russo, base di partenza di un eventuale e futuro accordo negoziale. Sul fronte ucraino, nelle scorse ore, come già riportato da InsideOver, Washington e Kiev hanno raggiunto un accordo non solo per il fondo di investimento per la ricostruzione ma anche un accordo strategico sulle terre rare. Le fondamenta di un accordo sono state gettate: ora si entra nelle settimane decisive, da cui dipenderà il futuro della guerra in Ucraina e della sicurezza in Europa.

