Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano uno dei più importanti attori geopolitici del Medio Oriente. Nonostante la loro minore presenza mediatica rispetto alle altre monarchie del Golfo o ad altre potenze regionali, il loro ruolo come ago della bilancia del Golfo Persico sta aumentando velocemente, tanto che a oggi sono effettivamente da considerare una potenza regionale al pari delle altre. Grazie al notevole patrimonio economico raccolto nel corso degli anni e alla capacità di investire le risorse nello sviluppo tecnologico e militare, gli Emirati hanno saputo anticipare le altre monarchie del Golfo in molti ambiti e ritagliarsi un proprio spazio di manovra autonomo che permette loro di possedere basi all’estero e una proiezione non soltanto legata allo scarso territorio a disposizione. Tra le chiavi dello sviluppo degli Emirati c’è sicuramente il settore tecnologico, in cui il Paese vuole diventare leader a livello mondiale. Un piano che non è soltanto un’idea, ma una vera e propria strategia a lungo termine codificata nel progetto UAE Centennial 2070. Punto centrale di questo piano per i prossimi decenni è l’intelligenza artificiale, di cui fa parte un ulteriore progetto a lungo termine del governo degli Emirati appositamente denominato UAE Artificial Intelligence Strategy 2031.
La conferma dell’importanza centrale dell’intelligenza artificiale per gli Emirati Arabi Uniti è arrivata da una scelta politica rivoluzionaria non soltanto per la regione, ma per tutto i governi mondiali. Il governatore di Dubai, Mohammed Bin Rashid al Maktoum, vice-presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato a sorpresa un rimpasto di governo in cui sono stati inseriti nuovi ministri con una media di età di circa 30 anni. Non è solo, a scelta della giovanissima età dei nuovi ministri a far comprendere la proiezione nel futuro di questa nuova era degli Emirati, ma sono gli stessi dicasteri creati a rappresentare nella pratica la scelta del governo di Abu Dhabi. Il vicepresidente degli Emirati ha annunciato così la nomina del primo ministro per l’intelligenza artificiale. Si tratta del giovanissimo Omar Bin Sultan, che ha già un curriculum politico incentrato alle nuove tecnologie in quanto guida del vertice mondiale dei governi e delle strategie degli Stati per l’Intelligenza artificiale. Un segnale davvero rivoluzionario per il mondo, considerando che bin Sultan sarà il primo ministro al mondo ad avere un dicastero incentrato esclusivamente sullo sviluppo di una tecnologia che, a detta del governo emiratino, riuscirà a ridurre gli impatti delle crisi finanziarie e ad ottimizzare ogni tipo di risorsa e processo di sviluppo del Paese, oltre che a rappresentare uno dei mercati più ricchi del prossimo futuro. Negli ultimi anni, gli investimenti mondiali nel settore hanno raggiunto la cifra considerevole di 40 miliardi di dollari, e attualmente, nonostante Cina e Stati Uniti sono già tra i Paesi che investono maggiormente nel settore, ci sono i colossi di internet (in particolare Google e Amazon) ad avere un loro programma di investimenti indipendente. Il fatto che uno Stato del Medio Oriente sia all’avanguardia, o voglia esserlo, in un settore così proiettato nel futuro come quello dell’A.I., dimostra la volontà degli Emirati di primeggiare tra le potenze del Golfo Persico ma anche del Medio Oriente, ritagliandosi uno spazio centrale nella tecnologia che potrebbe rivoluzionare in modo decisivo la vita dell’essere umano ad ogni latitudine.
L’idea che gli Emirati vogliano diventare un polo della scienza e della tecnologia di livello mondiale, attraendo investimenti stranieri e superando la dipendenza dall’export di idrocarburi, è confermata poi dalle nomine di altri ministri. Sara al Amiri, ragazza appena trentenne, è stata nominata ministro responsabile del dossier delle Scienze avanzate. Un’altra donna, sempre giovane, Miriam al Muheiri, è stata nominata ministro di Stato e responsabile della Sicurezza alimentare, altro tema particolarmente sentito per un Paese che dipende totalmente dall’importazione di alimenti. Un altro ragazzo, Mohammed Balhul, è il nuovo ministro di Stato per le Alte scienze e le competenze avanzate. E sono stati creati infine un ministero per le Risorse umane, uno per lo Sviluppo sociale e infine il dicastero per la Tolleranza. Temi altrettanto centrali per un Paese che, ancorato all’islam conservatore e reazionario, deve per forza di cose relazionarsi con le opportunità del mondo globalizzato. Gli Emirati hanno deciso che vogliono essere loro la potenza principale tra le monarchie del Golfo, e per farlo, devono superare Arabia Saudita e Qatar. Avere i miliardi dei petroldollari, nel prossimo futuro, potrebbe non bastare.
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