Il 17 giugno sono entrate in vigore le sanzioni contenute nel Caesar Syria Civilian Protection Act, la legge approvata dal Congresso americano a fine del 2019 con l’obiettivo ultimo di indebolire ulteriormente il presidente Bashar al-Assad. Le sanzioni però avranno degli effetti negativi non tanto sul Governo siriano, quanto sulla popolazione civile e di riflesso anche su altri Stati con cui la Siria faceva affari, primi fra tutti il Libano.

Cosa prevedono le sanzioni

A livello economico, il Caesar Act colpisce le compagnie, le istituzioni o i singoli individui sia siriani che stranieri che fanno affari con il Governo di Damasco; a livello invece umanitario, la legge permette invece l’invio di aiuti ma prevede un controllo sugli interventi delle Nazioni Unite o di qualsiasi altra organizzazione non governativa per evitare che il loro operato possa avvantaggiare il presidente Assad. Il Caesar Act, tuttavia, avrà delle conseguenze negative prima di tutto sul processo di ricostruzione del Paese, che sarebbe dovuto iniziare a breve grazie ai contratti già firmati da Damasco con la Russia e la Cina. A causa delle sanzioni però il progetto di Assad rischia di bloccarsi a tempo indeterminato, dato che la sospensione del Caesar Act è subordinata all’implementazione di riforme che garantiscano la tutela dei diritti umani nel Paese. La legge infatti prende il nome dallo pseudonimo usato dall’ufficiale che ha diffuso più di 50.000 foto che testimoniano gli episodi di violenze, torture e altre violazioni portate avanti da Damasco nelle carceri sotto il suo controllo.

Le sanzioni hanno avuto effetti negativi sulla Siria ancora prima della loro entrata in vigore: nelle settimane precedenti infatti la lira siriana ha subito una drastica svalutazione, a stento arginata dal Governo attraverso l’immissione di dollari sul mercato. La crisi economica ha scatenato nuove proteste nel Paese, con la comunità drusa che per la prima volta dall’inizio della guerra è scesa in strada per chiedere la rimozione di Bashar al-Assad. Obiettivo ultimo degli Usa è proprio quello di aumentare il malcontento all’interno della popolazione sotto il controllo di Damasco per dar vita a nuove manifestazioni che portino alla caduta del presidente. È infatti evidente che le nuove sanzioni, dirette sì contro Damasco e i suoi alleati, colpiranno in realtà i civili siriani, già stremati da nove anni di guerra e desiderosi di voltare pagina. La svalutazione della lira e l’impossibilità di procedere con la ricostruzione però sono destinate a far piombare ancora una volta il Paese nel caos.

Gli effetti sul Libano

Uno degli Stati ad essere maggiormente interessato dalle nuove sanzioni americane è il Libano. Il Paese dei cedri è uno dei pochi ad avere rapporti commerciali e soprattutto finanziari con la Siria e l’indebolimento del legame economico con il vicino renderà ancora più acuta la crisi che il Libano sta già attraversando. Beirut infatti è a corto di dollari ormai da mesi, le proteste – sempre più intense – si stanno via via polarizzando lungo le ben note linee settarie e le trattative con il Fondo monetario internazionale non lasciano presagire nulla di buono per il futuro. Anche in questo caso il fine ultimo degli Usa è quello di spingere la popolazione civile a chiedere un cambiamento ai vertici del Governo, nella speranza che Hezbollah venga allontanato dalla vita politica libanese. Più in generale, come spiegato ad Al Jazeera dall’analista Zaki Mehchy del Chatham House e co-fondatore del Syrian Centre for Policy Research, le sanzioni Usa possono essere considerate come un messaggio diretto indiretto a tutti coloro che erano intenzionati a partecipare alla ricostruzione della Siria e a normalizzare i rapporti con Damasco tramite l’economia, ossia Russia, Cina, Stati del Golfo e gli stessi Paesi europei.

Le sanzioni previste dal Caesar Act non solo certo le prime usate dagli Usa contro la Siria: nel 2004 fu imposto lo stop all’export dei prodotti americani, fatta eccezione per i medicinali; nel 2011 furono applicate sanzioni sul commercio del petrolio; mentre di recente si è assistito all’implementazione di misure contro soggetti e istituzioni vicine a Damasco. Secondo gli analisti, però, l’impatto del Caesar Act sarà più vasto delle misure precedentemente adottate dato che andranno a interessare un’economia già distrutta dalla guerra e una popolazione allo stremo.

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