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Politica

Giuliani è pronto a “inchiodare” Biden e i democratici

Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e avvocato del presidente Usa Donald Trump, è pronto a sganciare la “bomba” sui democratici. È lo stesso Trump ad aver dichiarato ai cronisti sabato, come riporta The Hill, che il suo avvocato...
Rudy Giuliani (LaPresse)

Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e avvocato del presidente Usa Donald Trump, è pronto a sganciare la “bomba” sui democratici. È lo stesso Trump ad aver dichiarato ai cronisti sabato, come riporta The Hill, che il suo avvocato consegnerà un rapporto al Congresso e al Procuratore generale William Barr sui rapporti controversi tra l’ex vicepresidente democratico Joe Biden, ora candidato alla Casa Bianca, e l’Ucraina. “Consegnerà una relazione, penso al Procuratore generale e al Congresso. Dice di avere molte buone informazioni. Non gli ho ancora parlato rispetto a questo”, ha spiegato Trump.

“Non mi ha detto cosa ha trovato, ma penso che voglia andare prima del Congresso e dal Procuratore generale, oltre che al Dipartimento di Giustizia”, ​​ha aggiunto. “Ho sentito che ha trovato molte informazioni interessanti”. Nel suo ultimo e recente viaggio in Ucraina, Giuliani ha incontrato diversi funzionari del governo ed ex diplomatici di Kiev oltre all’ex procuratore generale Yuriy Lutsenko. Lo scorso 5 dicembre, Giuliani ha brevemente anticipato in un tweet le sue prossime, scottanti, rivelazioni che inchioderebbero Biden e i democratici: “Il popolo americano apprenderà che Biden e altri funzionari dell’amministrazione Obama hanno contribuito all’aumento del livello di corruzione in Ucraina tra il 2014 e il 2016. Queste prove saranno presto rese note”.

Trump e Giuliani pronti alla controffensiva

Nelle scorse settimane, Giuliani si era lasciato andare a dichiarazioni esplosive. “Ho scoperto un modello di corruzione che la stampa di Washington ha coperto per anni” ha annunciato l’ex primo cittadino della Grande Mela su Twitter. “Devasterà il partito democratico. Credete davvero che io sia intimidito?”.

La mafia, ha sottolineato, “non è riuscita ad uccidermi, quindi no, non sono preoccupato della swamp press (la stampa della palude)”. Sempre su Twitter, l’avvocato pubblica una lettera inviata a Lindsey Graham, il senatore capo del Comitato giudiziario del Senato degli Stati Uniti e molto vicino al presidente Donald Trump, nella quale Giuliani sostiene che vi siano “prove dirette” della “cospirazione criminale dei democratici con gli ucraini” ai danni di Trump. Nei giorni scorsi Graham ha avviato un’inchiesta che si concentra sui colloqui telefonici che Joe Biden ebbe con l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko riguardo al licenziamento del principale procuratore del Paese, nonché sulle comunicazioni che facevano riferimento all’indagine di Kiev su Burisma, la compagnia ucraina di gas naturale che assunse Hunter Biden, figlio del candidato alle primarie del partito democratico, a 50mila dollari al mese.

Così Joe Biden rischia di essere travolto dall’Ucrainagate

Graham intende fare chiarezza sulle controverse attività dell’ex vicepresidente Joe Biden e del figlio Hunter in Ucraina. Lindsey Graham vuole esaminare il ruolo a dir poco controverso di Hunter Biden, figlio dell’ex vicepresidente e candidato alle primarie, con la società ucraina Burisma Holdings. “Non sto dicendo che Joe abbia fatto qualcosa si sbagliato – osserva Graham – ma voglio leggere le trascrizioni, e se non c’è nulla sarò il primo ad ammetterlo”. Se al posto di Joe Biden ci fosse un repubblicano, sottolinea, “sarebbe sicuramente indagato”.

Nel maggio del 2016, Joe Biden in qualità di vicepresidente e uomo di punta designato da Barack Obama per l’Ucraina, volò a Kiev per informare Poroshenko che la garanzia di un prestito ammontante a ben un miliardo di dollari americani era stata approvata per permettere a Kiev di fronteggiare i debiti. Ma si trattava di un aiuto “condizionato”. Se Poroshenko non avesse licenziato il procuratore capo nello stretto giro di sei ore, Biden sarebbe tornato negli Usa e l’Ucraina non avrebbe più avuto alcuna garanzia di prestito. Kiev capitolò senza alcuna resistenza. Il procuratore stava indagando proprio sugli affari della Burisma Holdings, compagnia che aveva collocato nel proprio board operativo il figlio del vicepresidente. Lo stesso Biden si vantò di aver minacciato nel marzo 2016 l’allora presidente ucraino Poroshenko di ritirare un miliardo di dollari in prestiti se quest’ultimo non avesse licenziato il procuratore generale Viktor Shokin che stava indagando proprio su suo figlio Hunter.





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