Altro che Millennials clintoniani, le nuove generazioni stanno con Putin. Questo l’esito dell’inchiesta del Washington Post – testata difficilmente tacciabile di essere simpatizzante del leader del Cremlino – in vista delle elezioni russe della prossima settimana. La demonizzazione occidentale nei confronti di Vladimir Putin spinge il popolo russo a stringersi attorno al suo presidente e, secondo lo studio degli esperti Ivan Krastev e Gleb Pavlovsky pubblicato dal European Council of Foreign Relations, chi in Occidente crede che i giovani russi non apprezzino il proprio presidente sbaglia di grosso.
Lo studio condotto dal Laboratorio per gli Studi Politici della Scuola Superiore di Economia di Mosca riportato dal Washington Post smonta anche il mito di Navalny che alcuni, in America e in Europa, hanno cercato in più riprese di montare. Secondo i campioni da loro analizzati oltre il 47% degli studenti intervistati hanno detto che voteranno per Putin mentre solo il 7% hanno dichiarato che daranno il loro voto al candidato di opposizione. Quali sono i tre punti cardine sui quali ruota il consenso per il presidente russo? Inutile girarci intorno: lavoro, sicurezza e patriottismo.
La maggior parte dei media occidentali e dei commentatori nostrani vorrebbero far credere che all’interno dei confini russi i cittadini siano preoccupati dalla leadership ‘autoritaria’ dell’attuale presidente, ma l’inchiesta del Washington Post dipinge tutt’altra situazione. I giovani russi entrano in un mercato del lavoro che difficilmente si può dire abbia visto tempi migliori mentre, per quanto riguarda la sicurezza interna, Putin non ha mai vacillato e ha sempre dato l’impressione di avere sotto controllo la situazione; questo nonostante il terrorismo islamico sia un tema pù che spinoso per la Russia. Il tutto è condito da un sano patriottismo, elemento che in Russia non è mai mancato e che rappresenta la base sulla quale costruire un paese forte, oltre che consenso politico.
Passando allo studio pubblicato dal European Council on Foreign Relations gli analisti Ivan Krastev e Gleb Pavlovsky spiegano che la maggior parte dei cittadini supportano Putin proprio perché preoccupati dalla retorica anti-russa occidentale. Con l’attuale presidente si sentono al sicuro e se possono aspettare un altro mandato prima di un “salto nel vuoto” perché non confermare la presidenza di chi ispira loro fiducia e garantisce la difesa dell’interesse nazionale, dimostrando allo stesso tempo rispetto nei confronti degli attori internazionali. Protagonisti della scena internazionale con i quali Putin ha saputo riallacciare ottimi rapporti, passando dall’Iran a Israele, dalla Siria alla Turchia fino ad arrivare alla Cina di Xi Jinping con la sua Belt and Road Initiative.
A questo punto, freschi di elezioni, viene spontanea un’altra considerazione: in Russia i giovani difficilmente credono che Putin , nonostante i suoi difetti, possa tradire gli interessi della madrepatria. Che questo sia vero poco importa. La domanda che dovrebbero porsi i detrattori di Putin in Italia è: quanti giovani sono pronti a dire la stessa cosa dei nostri politici?
La risposta, che apprezzino Putin come politico o meno, dovrebbe spingerli a riflettere.
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