Che la guerra in Ucraina abbia coinvolto anche il mondo del calcio è stato chiaro a tutti fin da subito, come ha dimostrato l’esclusione della Russia dalle competizioni. Ma che le sue conseguenze potessero arrivare fino in Brasile era tutt’altro che prevedibile. Mentre la diplomazia discute di un possibile accordo di pace, e anche nello sport si pensa a una prossima riammissione degli atleti e delle atlete russe, nel Paese sudamericano è scoppiato un caso legato al calciomercato.
Lo scorso 21 maggio, il Botafogo, un importante club di Rio de Janeiro, ha comunicato l’annullamento del trasferimento del centrocampista Wendel dallo Zenit San Pietroburgo. Si tratta di un giocatore di 27 anni che milita in Russia dal 2020, dove ha vinto quattro campionati, una coppa e quattro Supercoppe nazionali. Il Botafogo aveva annunciato il suo acquisto lo scorso gennaio, anche se il trasferimento avrebbe dovuto concretizzarsi solo all’inizio di giugno, ed era stato accolto con molto clamore in Brasile. Il suo arrivo era stato visto come un grande colpo per il club, visti lo status di Wendel e le difficoltà che sta vivendo il Botafogo in questa stagione (dopo aver vinto il titolo nazionale e quello continentale nel 2024).
L’aspetto più discusso della vicenda, però, sono le motivazioni date dalla società per l’annullamento della trattativa: nella sua nota, il Botafogo ha citato infatti delle “motivazioni geopolitiche”. Secondo la squadra sudamericana, non sarebbe possibile intrattenere relazioni commerciali di alcun tipo con lo Zenit, per via delle sanzioni emesse dal Governo degli Stati Uniti dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Queste sanzioni hanno colpito diversi miliardari russi, alcuni dei quali attivi anche nel calcio europeo. Su tutti Roman Abramovič, il facoltoso proprietario del Chelsea, che è stato costretto a cedere il club inglese allo statunitense Todd Boehly. Le sanzioni non dovrebbero avere alcun peso in Brasile, ma si dà il caso che il Botafogo sia di proprietà di John Textor, un imprenditore americano che dal 2021 ha iniziato a investire largamente nel calcio. Oggi Textor non possiede solo il Botafogo, ma anche l’Olympique Lione, il RWD Molenbeek e il Crystal Palace.
In poche parole, Textor ritiene che l’acquisto di un giocatore da un club russo da parte di una società di sua proprietà rappresenti una violazione delle sanzioni emesse dagli Stati Uniti tre anni fa. Molto rilevante è anche il fatto che lo Zenit è controllatao da Gazprom, il colosso energetico statale russo. Non si tratta quindi di una semplice transazione commerciale tra soggetti privati del mondo dello sport.
Tuttavia il caso Wendel ha subito generato delle polemiche in Brasile, a partire dai tifosi del Botafogo, molto delusi dalla cancellazione del nuovo acquisto. Lo stesso giocatore si è detto “sorpreso” della decisione del club: Wendel aveva infatti già fatto ritorno in patria per terminare la riabilitazione da un infortunio, stava cercando casa e ha detto che era molto fiducioso nel progetto del club. Sorprendente è anche il fatto che, al momento dell’acquisto del centrocampista, il Botafogo e Textor avrebbero certamente già dovuto sapere delle sanzioni americane, invece di accorgersi del problema addirittura quattro mesi più tardi.
Ma c’è di più: negli ultimi tre anni, i club controllati dall’imprenditore statunitense avevano già fatto affarri con la Russia. Nell’agosto 2023 l’Olympique Lione aveva ceduto il centrocampista brasiliano Camilo all’Akhmat Grozny, club della Cecenia legato a Ramzan Kadyrov, al punto che lo stesso nome della squadra deriva da quello di suo padre, Akhmat Kadyrov. Ma addirittura lo stesso Botafogo aveva comprato già dallo Zenit l’attaccante Artur, cedendo alla società di San Pietroburgo l’ala Luiz Henrique. Questi ultimi due trasferimenti sono avvenuti proprio nel gennaio 2025, senza creare alcun problema ai brasiliani né al loro proprietario.
Un caso di questo tipo, per la verità, si era già verificato nel gennaio 2024. In quell’occasione, al centro dell’intrigo c’era il centrocampista brasiliano Du Queiroz, anche lui all’epoca allo Zenit e sul punto di rientrare in Sudamerica. Il giocatore si era già accordato con il Vasco da Gama, ma all’ultimo momento la trattativa era saltata a causa delle sanzioni, visto che la proprietà del club era il fondo statunitense 777 Partners.
Questo però non spiega come siano state possibili le altre operazioni tra i club di Textor e quelli russi. ESPN Brasil suggerisce che le “questioni geopolitiche” lamentate dal Botafogo potrebbero essere in realtà una scusa, dietro cui si nasconderebbero ragioni economiche. Il club brasiliano avrebbe dovuto pagare allo Zenit 20 milioni di dollari per il trasferimento del giocatore, ma al momento un altro club di Textor – l’Olympique Lione – si trova a rischio fallimento. La società francese sta cercando di ottenere l’ok da parte delle autorità transalpine per quando riguarda la propria situazione economica, e dato che tutti i club controllati da Textor operano in un sistema di cassa unica, limitare le spese in Brasile potrebbe servire per salvare la squadra in Francia.
Pure nel caso di Du Queiroz e del Vasco da Gama è ipotizzabile un retroscena di questo tipo, considerato che a sua volta 777 Partners aveva noti problemi finanziari. Il fatto che Textor non abbia subito ancora alcuna conseguenza per le operazioni delle scorso gennaio con Artur e Luiz Henrique sembra avvalorare questa tesi. Curiosamente, quindi, la guerra in Ucraina e le sue conseguenze sarebbero divenute una comoda scusa per degli imprenditori statunitensi per annullare operazioni economiche rivelatesi improvvisamente non più convenienti. Dal canto suo, Wendel dovrà ora tornare in Russia: il suo contratto con lo Zenit, ancora in vigore, dura fino al 2028.
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