La tensione tra Washington e Tokio continua a crescere. Nonostante il Giappone stia ospitando in questi giorni il G7. Infatti, non sembrano placarsi dalla scorsa settimana le proteste popolari ed istituzionali dei giapponesi contro la presenza militare americana nel Paese del Sol Levante. A scatenare la rabbia contro i militari statunitensi è stato l’arresto, lo scorso giovedì, dell’ex marine Kenneth Franklin che ha dichiarato alla polizia di aver stuprato e strangolato una 20enne giapponese. L’ex militare era impiegato come operaio civile alla Kadena Air Base nell’isola di Okinawa, come scritto dal Guardian.“L’incidente non può essere tollerato – ha detto il governatore di Osaka Takeshi Onaga al quotidiano Asahi Shimbun – Nel corso degli ultimi decenni abbiamo sentito diverse centinaia di volte le autorità militari statunitensi dire di voler rafforzare la disciplina dei propri soldati e adottare misure per evitare ulteriori incidenti. Ma la situazione è sempre rimasta immutata”“Chiederò ad Obama, – ha proseguito Onaga – nel nostro incontro bilaterale a margine del vertice del G7, di adottare misure severe nei confronti dei suoi militari”.L’omicidio della giovane e le proteste popolari hanno riportato l’attenzione pubblica giapponese sulla questione della presenza militare americana su territorio nipponico. Un tema del quale si dibatte da decenni, dalla firma nel 1951 del Trattato di San Francisco, sottoscritto da 49 nazioni per pacificarsi con il Giappone, e che determinò l’inizio del protettorato statunitense sul Paese del Sol Levante. Contro quel trattato si schierò apertamente lo scrittore Yukio Mishima, suicidandosi a Kyoto il 25 novembre del 1970, dopo aver assaltato il quartier generale delle forze di autodifesa nipponiche.L’incidente di giovedì sembra riportare la mente al 1995, quando fu rapita e stuprata una ragazza giapponese di 12 anni, sempre ad Okinawa, da tre militari degli Stati Uniti. Quell’episodio determinò numerose proteste di massa, e portò Washington a promettere  di rafforzare la disciplina delle proprie truppe in Giappone e ridurre la sua presenza sull’isola.La prefettura di Okinawa attualmente ospita più della metà dei 47.000 soldati statunitensi in Giappone e il 75 % delle sue basi.Vent’anni fa Tokio e Washington si accordarono per trasferire la base di Futenma ad Okinawa, dalla sua attuale posizione,  alla costa dell’isola, alla periferia della città di Nago. A quel progetto si opposero con forza i cittadini di Okinawa e il loro governatore, preoccupati dei danni ambientali che la costruzione di una nuova base avrebbe potuto determinare.

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