La popolazione di Okinawa protesta contro la base americana

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In Giappone, la popolazione di Nago nella prefettura di Okinawa è scesa in strada per protestare contro l’espansione della base americana di Camp Schwab.

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Soltanto agli inizi di maggio, un migliaio di persone hanno preso parte alla tradizionale tre-giorni di proteste con marce che avevano come obiettivo quello di arrivare davanti alla base. Il governo spinge per il suo allargamento. L’idea di Tokyo, come spiegato dal  Japan Times, è che nella zona costiera di Nago sia trasferito l’Us Marine Corps Air Station Futenma. Attualmente, il corpo si trova a Ginowan, sempre nella prefettura di Okinawa.

La manifestazione è ormai  una tradizione annuale che si è tenuta per la prima volta nel 1978 per protestare contro la presenza delle basi statunitensi a Okinawa anche dopo ritorno al pieno controllo del governo del Giappone nel 1972. Solitamente non sono proteste di massa. Ma spesso hanno anche raggiunto le decine di migliaia di partecipanti. E negli ultimi tempi, il rapporto fra popolazione locale e militari Usa è divenuto sempre più complesso.  

La tensione fra residenti e militari Usa a Okinawa

Le tensioni non sono una novità. Da tempo i residente di tutta la prefettura di Okinawa sono in rivolta contro l’eccessiva presenza delle forze armate americana nel territorio. Una presenza che crea soprattutto problemi sotto il profilo della sicurezza. Gli incidenti sono in aumento. 

Il sindaco di Naha,  Mikiko Shiroma, ha parlato del pericolo cui è esposta la popolazione a causa della presenza di soldati americani. E l’incremento non lascia dormire sonni tranquilli: “I crimini e gli incidenti legati alle basi continuano a verificarsi senza che vi sia una fine in vista”. 

All’inizio di quest’anno, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, James Mattis, si è ufficialmente scusato con il governo giapponese per quanto accaduto nei mesi precedenti nelle basi Usa in Giappone. Le esercitazioni militari espongono le comunità locali al rischio di incidenti. E il movimenti continuo di mezzi, in particolare elicotteri, mette in pericolo i residenti e crea molti fastidi.

Soltanto a gennaio, due atterraggi di emergenza compiuti da elicotteri Usa avevano creato non pochi disagi alle persone del posto. Non c’erano stati feriti, ma in quel caso le proteste furono molto accese, in particolare da parte delle autorità locali. Un velivolo era stato fatto atterrare all’interno dei terreni di un albergo perché gli si era accesa una spia. Un altro elicottero, invece, era stato fatto atterrare in spiaggia con le persone che erano state costrette a fuggire. 

Nel 2016, fu la volta dell’omicidio di una donna, in cui era implicato un ex-marine che lavorava come dipendente di una base a Okinawa. Mentre nel novembre del 2017, il Pentagono fu costretto a emettere il divieto di consumo di alcolici per tutti i soldati di stanza in Giappone dopo che un uomo, proprio a Naha, era stato investito da un camion guidato da un soldato americano in stato d’ebbrezza.