I giornali lo hanno già soprannominato il ”Donald Trump giapponese”. Gli esperti si chiedono come diavolo abbia fatto a creare un partito quasi dal niente, a ottenere consensi attraverso video controversi diffusi sulla rete e finire così per essere incoronato come il nuovo re dell’estrema destra del Giappone. Sohei Kamiya, leader di Sanseito, ha ottenuto un exploit clamoroso alle ultime elezioni valide per il rinnovo della Camera Alta; qui il suo partito controlla adesso 14 seggi, in aggiunta ai tre già posseduti nella Camera bassa. “Siamo stati criticati per xenofobia e discriminazione. Il pubblico ha capito che i media avevano torto e Sanseito ragione”, ha detto Kamiya al termine del voto.
Sanseito è una sorta di contenitore politico che raccoglie il sentimento populista nipponico e il rigurgito anti straniero/anti immigrati, mescolandoli al vuoto politico emanato dal Partito Liberal Democratico (Ldp) di Shigeru Ishiba. Anzi: per certi versi possiamo affermare che il boom di Kamiya sia più una conseguenza della debolezza dell’Ldp che non il frutto della potenza di un movimento nato dal basso.

Japanese First
Kamiya ha ottenuto riscontro agitando due bandiere: gli avvertimenti di un’invasione silenziosa di immigrati (e stranieri) e le promesse di tagliare tasse (e spesa sociale). La sintesi del messaggio di Sanseito è, non a caso, Japanese First, e cioè Prima i giapponesi. “L’espressione “Prima i giapponesi” esprime la necessità di ricostruire i mezzi di sussistenza del popolo giapponese e resistere alla globalizzazione. Non sto dicendo che dovremmo bandire completamente gli stranieri o che tutti gli stranieri dovrebbero andarsene dal Giappone”, ha puntualizzato il 47enne astro nascente dell’estrema destra Made in Japan.
Kamiya, ex direttore di supermercato e insegnante di inglese, ha dichiarato prima delle elezioni di essersi ispirato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e ha paragonato il suo partito all’AfD tedesca e a Reform Uk. Ha plasmato Sanseito sulla base di un canale YouTube creato nel 2020 durante la pandemia di Covid-19. I video proposti al pubblico? Pieni di contenuti complottisti e critiche contro le élite globali. Il partito ha quindi fatto irruzione nella politica mainstream nel 2022 con la campagna “Prima i giapponesi”.

L’exploit di Kamiya
Oggi il canale YouTube che fa capo a Sanseito conta circa 400.000 follower, più di qualsiasi altri partito del Paese presente sulla piattaforma. Nella sua ultima campagna elettorale, il partito ha fatto promesse populiste, come tagli alle imposte sui consumi e un aumento degli assegni familiari, e attaccato gli immigrati.
Nel caso del Giappone gli immigrati sono in minima parte i lavoratori irregolari provenienti dal Sud Est Asiatico e altri Paesi, in larga maggioranza i turisti che con i loro viaggi hanno fatto rincarare l’economia nazionale. Kamiya, ex riservista delle Forze di autodifesa nipponiche e, per un breve periodo, attivo tra le fila dell’Ldp, ha spesso accusato gli stranieri di aver turbato l’ordine sociale giapponese e di essere responsabili di una serie di misfatti come il mancato pagamento delle spese ospedaliere e la guida contromano.
In passato questo bizzarro politico aveva chiesto all’imperatore del Giappone di prendere delle concubine, mentre di recente ha definito le politiche sulla parità di genere un errore che incoraggia le donne a lavorare impedendo loro di avere figli. I prossimi passi di Sanseito? Kamiya ha spiegato di voler seguire l’esempio dei partiti populisti emergenti in Europa, stringendo alleanze con altri piccoli partiti piuttosto che collaborare con il governo in carica a trazione Ldp.


