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Politica

Germania, Merz al capolinea? C’è già il nome del successore: Hendrik Wüst, governatore del Nordreno-Vestfalia

Per Merz si avvicina la resa dei conti. Il profilo del possibile sostituto si inizia a intravedere ed è quello del governatore Hendrik Wüst.

Friedrich Merz ha i mesi contati come cancelliere tedesco? Il leader di Berlino, a poco più di un anno dall’insediamento in una carica inseguita per un’intera carriera, dopo la lunga traversata del deserto nell’era della rivale Angela Merkel, vede scricchiolare la sedia di figura di punta del Paese e di riferimento dell’Unione Cristiano-Democratica che guida l’esecutivo.

Il profilo del possibile sostituto si inizia a intravedere ed è quello di Hendrik Wüst, 50enne governatore del Land del Nordreno-Vestfalia, lo Stato tedesco più popoloso (quasi 18 milioni di abitanti) e che produce da solo oltre un quinto del valore dell’economia tedesca, con più di 700 miliardi di euro. Uno “Stato nello Stato” nella roccaforte politica della Cdu. Nel 2022 Wust ha guidato la Cdu al 35,7% nel voto locale vestfaliano, conquistando 72 seggi su 195 e formando un governo locale in sponda con i Verdi.

Wust governa con tassi di approvazione notevoli e nei più recenti sondaggi, il consenso per la Cdu in vista del rinnovo del Landtag previsto per l’anno prossimo mostrano un’espansione dei consensi del successore di Amin Laschet, che nel 2021 partecipò come leader della Cdu alle prime elezioni del dopo-Merkel, venendo però sconfitto dalla Spd di Olaf Scholz. La Cdu è data al 34-35% nei sondaggi del Nordreno-Vestfalia e doppia lo spauracchio di Alternative fur Deutschland, che è prevista in boom dal 5,4% raccolto nel 2021 ma si ferma al 15-17%. Un dato in controtendenza con quanto avviene a livello nazionale, dove molte rilevazioni ormai danno l’estrema destra davanti sia alla Cdu sia, in alcuni casi, alla sua sommatoria col partito-gemello bavarese, l’Unione Cristiano-Sociale. E la ragione da molti è attribuita all’estrema impopolarità di Merz e alla sua agenda controversa su economia e Welfare, oltre che per la sua difficoltà nel contrastare Afd su fronti come il tema della crisi energetica, il riarmo e i rapporti con la Russia.

“Non si intravede una ripresa e molti, a quanto pare, non credono più che la coalizione sia in grado di cambiare le politiche in modo da portare un sollievo tangibile” e “non sorprende quindi che l’alleanza CDU/CSU stia valutando da diversi giorni un cambio al vertice”, nota il Frankfurter Rundschau. Lunedì a Meschede, nella regione del Sauerland, si terrà un “conclave” politico della Cdu per concretizzare quello che Merz ha definito “nuovo inizio” per la Germania e l’esecutivo. Wust, come ogni altro governatore cristiano-democratico, è atteso. Ha promesso sostegno politico incondizionato a Merz, ma testate come Stern prevedono che un piano per un avvicendamento sia in programma.

Cresce la sfida dell’AfD

Dopo la vittoria alle elezioni politiche del 2025 e la formazione del governo di coalizione con il Partito Socialdemocratico (Spd), Merz si proponeva come l’alfiere di un profondo e sistemico cambiamento per un Paese bloccato nella crescita e nelle prospettive di rilancio come grande potenza. La realtà parla di una crescita bloccata, di un problema cinese per l’industria tedesca pressata da competitività e sfide esterne, dall’emergenza energetica e dal per ora insoddisfacente tentativo di fare delriarmo l’alternativa industriale alla crisi dell’auto e di altri settori strategici.

Merz non è mai stato una figura capace di presentarsi come leader empatico o trascinatore, ma si è mosso puntando su concretezza e oculatezza gestionale, rivendicando come suoi risultati l’apertura del piano Readiness 2030 sulla difesa o lo sblocco di grandi quote di debito federale per investimenti strategici. In patria ha puntato sulla fedeltà della Cdu nei confronti del suo vertice, ma ora le prospettive scricchiolano.

Peraltro, con la Spd la convivenza è difficile e l’esperienza del governo locale di Dusseldorf offre prospettive per alleanze alternative, come quella Cdu-Verdi. Wust nel frattempo, ricorda il Financial Times, ha fatto diplomazia personale, recandosi in Polonia, mentre la Cdu attende come un redde rationem l’importante tornata elettorale che si terrà dopo l’estate: il 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania Anteriore l’Afd è data in grado di raggiungere punteggi vicini al 38%, quasi quattro volte i consensi di cui la Cdu è accreditata. In Sassonia Anhalt il centro popolare fa meglio, piazzandosi al 24-26%, ma qui Afd vola: 40-42% nelle rilevazioni. L’onda azzurra sull’Est rischia di pregiudicare la tenuta politica di Merz.

A Berlino, poi, le elezioni locali della capitale vedono la Cdu prima ma in netto calo rispetto ai voti del 2021 e del 2023, e nel giro di 5 punti, dal 15 al 20%, ci sono tutti: cristiano-democratici, Afd, Spd, Verdi e sinistra della Linke. Una Cdu in arretramento ovunque rischia di avere problemi politici strutturali. E se così fosse, Wust potrebbe apparire un’alternativa più credibile. Merz ha pochi mesi per invertire la rotta. Ma il suo sembra già un governo a termine.

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