Tbilisi, 27 ottobre. Dopo una nottata e una giornata all’insegna dell’incertezza e dell’attesa, alle 21 di oggi, ora locale, la presidente della Georgia Salome Zourabichvili si è espressa, dopo un silenzio che durava da ieri sera. Sul suo account X, dopo i primi exit poll, Zourabichvili aveva commentato quella che per qualche ora era sembrata essere la vittoria delle coalizioni filoeuropee di opposizione, contro il partito di governo Sogno georgiano: “La Georgia ha dimostrato democrazia, europeità e maturità” aveva twittato la presidente, “Sono orgogliosa e fiduciosa nel nostro futuro europeo!”.
Dopo i risultati ufficiali, resi pubblici questa mattina dalla Commissione Elettorale Centrale (CEC), e la vittoria, dopo il conteggio manuale, di Sogno georgiano, i toni sono decisamente cambiati: “Queste elezioni non si sono potute svolgere correttamente. Non sono legittime, e nulla può renderle tali”, ha dichiarato la presidente, continuando: “Non riconosco queste elezioni, non possono essere riconosciute. Farlo sarebbe come accettare l’invasione della Russia e la sottomissione del nostro Paese”. Zourabichvili ha definito il processo elettorale con cui si è svolto ieri il voto “un nuovo tipo di invasione da parte della Russia,” sostenendo la tesi, diffusa nelle ultime ore, di ingerenze nelle elezioni da parte di Mosca. In chiusura, l’invito a scendere in piazza: “Nessuno può privarci del nostro futuro europeo. Mi rivolgo alla popolazione perché non accetti i risultati di queste elezioni […] Domani alle 19 ci riuniremo a Rustaveli (sede del Parlamento ndr.) per far vedere al mondo che non riconosciamo queste elezioni”.
Nel frattempo è arrivato, dalla clinica penitenziaria dove è detenuto, anche l’appello dell’ex-presidente Mikheil Saakashvili, che nel 2003 aveva guidato la Rivoluzione delle Rose: “Ora è il momento delle proteste di massa,” ha affermato in un video diffuso questa sera, “dobbiamo mostrare al mondo che stiamo lottando per la libertà e che siamo un popolo che non tollera l’ingiustizia”. Dopo il discorso di Zourabichvili anche la reazione del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel non si è fatta attendere: “Le presunte irregolarità,” ha scritto su X, “devono essere seriamente chiarite e affrontate. Ribadiamo l’invito dell’UE alla leadership georgiana a dimostrare il suo fermo impegno nei confronti del percorso del Paese verso l’UE”.
In giornata, in una dichiarazione congiunta, l’ufficio dell’OSCE per le istituzioni
democratiche e i diritti umani (ODIHR), l’Assemblea parlamentare dell’OSCE (AP
dell’OSCE), l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE), l’Assemblea
parlamentare della NATO (AP della NATO) e il Parlamento europeo (PE), hanno riportato che “le elezioni parlamentari in Georgia sono state caratterizzate da una radicata polarizzazione e da preoccupazioni per la legislazione recentemente adottata e per il suo impatto sulle libertà fondamentali e sulla società civile, oltre che da una retorica di campagna altamente divisiva e da diffuse segnalazioni di pressioni sugli elettori”. Le commissioni di osservatori internazionali sembrano tuttavia essersi concentrate prevalentemente sulle grandi città, un fatto che potrebbe aver avuto un impatto sul risultato del voto. Nelle maggiori città, tra cui Tbilisi, Kutaisi e Rustavi, con l’eccezione di Batumi, Sogno georgiano non ha infatti ottenuto la maggioranza, recuperando nelle zone rurali, meno attentamente monitorate. Un caso eclatante è quello di Marneuli, cittadina a maggioranza azera, dove sono state documentate alcune tra le più gravi violazioni e frodi, portando anche alla chiusura anticipata di uno dei seggi con relativo annullamento dei voti.
Nella regione di Marneuli, Kvemo Kartli, Sogno georgiano ha ottenuto l’89% delle preferenze.
Tutte le coalizioni di opposizione hanno rifiutato di riconoscere i risultati delle elezioni e si uniranno alle manifestazioni di domani e dei prossimi giorni. Tutto questo avviene dopo che il sindaco della capitale, l’ex calciatore Kakha Kaladze, aveva assicurato, già da ieri, “una risposta molto severa” se qualcuno “osa prendere provvedimenti contro la legge,” in riferimento a possibili manifestazioni. Dichiarazioni che non sembrano fermare l’opposizione. Tra tutti, Lasha Bakradze, famoso esperto di storia dell’occupazione russa e candidato con UMN, United National Movement, ha invitato i cittadini in piazza dalla sua pagina Facebook,
arrivando a parlare delle elezioni come di un “colpo di Stato”. Per quanto possano piacere ai partner internazionali dell’una o dell’altra fazione, resta indubbio che uno scambio di dichiarazioni come quello delle ultime ventiquattro ore non potrà che esacerbare le divisioni interne e minare la già precaria stabilità del Paese.
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