“La Dottrina Monroe ha protetto l’America, permettendole di crescere come una superpotenza senza nemici regionali. La Dottrina Trump farà lo stesso ma in un mondo molto più pericoloso.”
Con queste parole, George Papadopoulos, ex consigliere per la politica estera di Donald Trump e attuale commentatore politico, ha espresso la sua visione sul futuro degli Stati Uniti. Papadopoulos, che ha recentemente condiviso il suo punto di vista su X (ex Twitter) in merito alle dichiarazioni del tycoon su Groenlandia, Panama e Canada, ha risposto alle domande di InsideOver sull’importanza di una strategia che, come la storica Dottrina Monroe, a suo dire potrà garantire la protezione della supremazia americana in un contesto globale sempre più incerto e complesso.
Recentemente ha parlato della Dottrina Monroe in un tweet, suggerendo che potrebbe rendere più forte l’America, in relazione alle dichiarazioni di Donald Trump sulla possibile annessione di Groenlandia, Panama e Canada. Pensa che Trump raggiungerà questo obiettivo? E perché la Dottrina Monroe è così rilevante oggi?
“Molti nei media mainstream negli Stati Uniti ridono delle dichiarazioni di Trump riguardo al Canale di Panama, alla Groenlandia e al Canada. Ma, come qualcuno che ha contribuito a creare la politica estera di MAGA fin dal 2016, posso dirti che c’era un obiettivo preciso dietro queste affermazioni. Come nel caso della Dottrina Monroe, che nel XIX secolo sfidò l’espansionismo europeo, oggi Trump sta cercando di contrastare quello che definirei “colonialismo economico e politico” di Paesi come la Cina e la Russia. Questi sono i veri rivali globali degli Stati Uniti, e li vediamo operare in Asia, Medio Oriente, America Latina e Africa.
L’Artico, poi, diventerà un importante campo di competizione, visto che la Russia ne controlla gran parte. Le mosse di Trump, insieme a quelle della NATO, sono preparatorie per due scopi: creare economie “fortezza” e prepararci a un possibile conflitto con la Russia o la Cina, che hanno molto da guadagnare o perdere dalle politiche di Trump nell’emisfero occidentale. Trump è assolutamente serio riguardo a Panama, alla Groenlandia e al Canada, ma quest’ultimo è più una questione di negoziazione per consentire una presenza militare statunitense più libera, senza compromettere la sovranità”.

Simona Mangiante e George Papadopoulos sul set dell’intervista con Rudy Giuliani pubblicata sul sito di Tucker Carlson
Qual è la sua opinione sulle possibili relazioni di Trump con Bruxelles? L’Unione Europea ha dichiarato che non permetterà che i confini sovrani dei territori europei siano violati, riferendosi alla Groenlandia, un territorio autonomo della Danimarca, che è membro sia della NATO che dell’UE.
“La questione delle relazioni tra Trump e Bruxelles è complessa. L’Unione Europea ha fatto una dichiarazione forte sulla sovranità territoriale, soprattutto per quanto riguarda la Groenlandia, che è un territorio autonomo della Danimarca. Ma Trump ha sempre adottato una posizione pragmatica e non ideologica nei confronti delle alleanze. Credo che ci saranno negoziati, specialmente su come l’Europa può giocare un ruolo strategico in un futuro sempre più dominato dalla Cina e dalla Russia. La vera sfida per l’Europa sarà adattarsi ai cambiamenti nelle dinamiche geopolitiche globali”.
Cosa pensa delle accuse di interferenza rivolte a Elon Musk dall’establishment europeo e dall’opposizione in Italia?
“Elon Musk è un uomo d’affari di successo e ha sempre cercato di mantenere una posizione indipendente dalle pressioni politiche. Le accuse di interferenza sembrano più una risposta a ciò che Musk rappresenta: un uomo che sfida lo status quo, soprattutto nel campo della tecnologia spaziale e dell’intelligenza artificiale. L’Europa è preoccupata dell’influenza crescente di Musk, che non solo ha un impatto economico, ma sta cambiando anche il panorama della politica globale con le sue decisioni imprenditoriali”.
Pensi che Trump riuscirà a trovare un accordo con Vladimir Putin riguardo all’Ucraina?
“Trump ha sempre avuto una visione chiara: evitare conflitti prolungati e cercare soluzioni che siano vantaggiose per gli Stati Uniti senza entrare in guerre interminabili. Credo che Trump riuscirà a trovare un accordo con Putin, come ha già fatto in passato. Tuttavia, il contesto attuale è più complesso e richiederà molta diplomazia. Trump sa come negoziare, e credo che ci siano margini per una soluzione se ci sono le giuste condizioni”.
Parlando di Russiagate, il giornalista investigativo Aaron Maté ha riportato che, dopo una richiesta di Freedom of Information da parte di RealClearInvestigations nell’agosto 2022, l’FBI ha rilasciato, il 31 dicembre, una versione pesantemente censurata del documento che ha avviato l’indagine su Russiagate. Pensa che Kash Patel riuscirà a scoprire la verità sul Russiagate?
“Il Russiagate è ancora un capitolo oscuro della storia recente. La verità è stata nascosta per troppo tempo, ma le indagini stanno finalmente facendo luce su molti dettagli. Kash Patel ha fatto un lavoro straordinario e sono fiducioso che alla fine riuscirà a rivelare la verità. Ovviamente, il processo potrebbe richiedere più tempo di quanto ci si aspetti, ma le evidenze emergono, e spero che vengano portate alla luce tutte le informazioni necessarie per capire davvero cosa sia successo”.
Ha recentemente spiegato che la domanda più importante, ancora senza risposta, riguarda il destino di Joseph Mifsud. Pensi che il misterioso docente al centro del Russiagate possa essere ancora in Italia, nascosto da qualche parte?
“La domanda su Joseph Mifsud è cruciale, perché potrebbe rivelare molte cose che ancora non sappiamo riguardo al Russiagate. La mia sensazione è che sia nascosto in Italia, ma non abbiamo prove concrete. È una figura chiave di tutta questa vicenda, e la sua storia potrebbe finalmente spiegare molte delle circostanze misteriose legate al Russiagate”.
Cosa pensa della decisione del presidente Joe Biden di onorare George Soros e Hillary Clinton?
“Biden sta cercando di celebrare la vecchia guardia del Partito Democratico, ma questa scelta rappresenta anche una visione che sta perdendo terreno. Soros e Clinton sono simboli di un tipo di globalismo che non risponde più ai bisogni degli Stati Uniti e delle sue persone. Biden sta cercando di mantenere un certo status quo, ma non credo che la sua politica sia più in sintonia con la realtà di oggi”.
Lei e sua moglie Simona Mangiante parteciperete all’inaugurazione di Donald Trump. Siete entusiasti per questa occasione?
“Simona ed io non vediamo l’ora di partecipare all’inaugurazione di Trump. È una data storica e segna il ritorno di una leadership che rappresenta milioni di americani. Trump ha sempre avuto il coraggio di affrontare le sfide e di restituire forza e orgoglio all’America. Sarà un momento speciale, e siamo entusiasti di farne parte”,

