George Galloway: “Musk-Starmer? Il premier destinato a cadere”

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George Galloway è uno dei più interessanti politici britannici degli ultimi decenni. Ex parlamentare, giornalista e conduttore, è noto per il suo spirito indipendente e le sue posizioni controcorrente su temi di politica interna e internazionale. Galloway si è spesso schierato contro l’imperialismo occidentale, le guerre in Medio Oriente e l’establishment politico del Regno Unito, guadagnandosi seguaci fedeli e detrattori accaniti. Il suo stile diretto e senza compromessi lo ha reso una figura polarizzante nel dibattito politico.

Lo scrittore inglese ed ex parlamentare laburista, noto avversario di Tony Blair e fuoriuscito dal partito in segno di protesta contro l’invasione dell’Iraq nel 2003, negli ultimi vent’anni si è affermato come un commentatore incendiario e anti-establishment. Feroce critico della NATO, ha attaccato la politica estera del Regno Unito e dell’Alleanza Atlantica in conflitti come quelli in Libia, Siria e Ucraina. Oggi è leader del Workers Party of Britain. Lo abbiamo raggiunto per porgli qualche domande sull’insediamento di Donald Trump e sullo scontro tra il premier Keir Starmer ed Elon Musk.

Nel Regno Unito, il dibattito sui “grooming gangs” e gli anni di abusi sessuali nascosti dominano i titoli dei giornali. Cosa significa questo scandalo per il Partito Laburista di Keir Starmer?

Un sondaggio di YouGov per il Times ha rilevato che la popolarità di Keir Starmer è crollata al suo livello più basso, con due terzi degli inglesi che hanno un’opinione negativa del Primo Ministro. I suoi attacchi ai pensionati, agli agricoltori e il suo continuo supporto per il genocidio in corso in Palestina sono aggravati da una generale ripulsione nei suoi confronti per il suo operato come capo della Crown Prosecution Service (CPS). Un rapporto del Times del 2011 ha identificato che la CPS aveva avviato solo 17 procedimenti contro le bande di “grooming” nei 14 anni precedenti.

La pressione sul governo Laburista cresce quindi senza segnali di sollievo. Se questa traiettoria continua, non sarebbe sorprendente vedere Starmer sostituito da un altro. Se fossi un uomo di scommesse, cosa che non sono, punterei su Wes Streeting per sostituirlo nel 2025.

C’è stato uno scambio acceso tra Elon Musk e Keir Starmer riguardo “grooming gangs”. Considerando i forti legami di Musk con Donald Trump, crede che la “relazione speciale” tra Stati Uniti e Regno Unito sia in pericolo?

La cosiddetta “Relazione Speciale” si basa sulla sudditanza britannica, e non è destinata a cambiare. Questi commenti di Musk sono indirizzati più al Partito Laburista che allo stato britannico.

Molto prima che Musk prendesse di mira il Partito Laburista, il portavoce principale del partito e attuale Ministro degli Esteri David Lammy aveva accusato Donald Trump di essere un “sociopatico che simpatizza con i neo-nazisti”, un “pagliaccio pericoloso” e un “seriale bugiardo e imbroglione”. Trump mi sembra un uomo dalla lunga memoria e dal carattere vendicativo, quindi non mi sorprende vedere il suo team mettere pressione su un governo Laburista incompetente.

Donald Trump non ha escluso l’uso della forza per acquisire la Groenlandia, un territorio autonomo della Danimarca, membro sia dell’UE che della NATO. Ha twittato che “l’Europa merita che Trump prenda i loro territori. E anche il Canada. Se lo meritano.” Cosa intende dire con questo?

Gli Stati-nazione sono o sovrani o vassalli. O sei indipendente, o ti pieghi alla volontà dell’impero. Il Venezuela capisce bene, dalla propria esperienza storica, cosa vuol dire essere dominato dall’impero.

L’imperialismo statunitense rispetta una sola legge: la legge della giungla, dove i forti prendono dai deboli. Se permetti che i tuoi interessi nazionali siano dominati dagli Stati Uniti, sei su una strada pericolosa. Se inizi a vendere gli interessi del tuo popolo, non sorprenderti se il giaguaro non ti spoglia di tutto, per poi tornare a rovistare nelle ossa.

A suo parere, quali saranno le prime mosse di Trump dopo aver preso l’incarico? Pensa che riuscirà a raggiungere un accordo con Mosca per l’Ucraina? E per quanto riguarda Gaza, la strage di civili continuerà?

Trump è molto esplicito sul suo desiderio di concludere accordi sia in Ucraina che in Medio Oriente. Riuscirà a farlo? Solo il tempo lo dirà. Ma qualsiasi pace è temporanea sotto l’attuale sistema economico, dove le nazioni e gli interessi delle multinazionali sono costantemente in guerra. La guerra non è altro che la continuazione della politica con altri mezzi, più violenti. Con ciò in mente, il 2025 sembra essere un altro anno molto difficile per i popoli del Medio Oriente, dove il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione è sommerso nel sangue.

In Europa, sono speranzoso per un accordo in Ucraina se l’Occidente sarà disposto ad accettare i chiari termini fissati dalla Russia, che sta ora raggiungendo i suoi obiettivi sul campo di battaglia: smilitarizzare l’Ucraina, garantire la sicurezza dei popoli dell’Ucraina orientale e impedire che l’Ucraina entri nella NATO. Una volta che i diplomatici occidentali avranno il permesso di riconoscere questa realtà, la guerra finirà.

L’UE, con il presidente Emmanuel Macron, ha denunciato l'”interferenza” di Elon Musk. In Italia, l’opposizione di sinistra ha criticato la Premier Giorgia Meloni per un accordo multimilionario con Starlink, seguito dal suo viaggio a Mar-a-Lago. Le élite europee temono Musk e Trump? Sono pronte a un secondo mandato del tycoon?

Le élite europee sono nelle mani delle grandi imprese, dell’imperialismo e soprattutto degli Stati Uniti. Soffiano con i venti prevalenti dall’altra parte dell’Atlantico e si abitueranno a qualsiasi profumo provenga da Washington.

Le élite europee hanno abbandonato l’eredità dell’Illuminismo, non hanno una visione per un futuro sovrano, nazionale e democratico per le loro nazioni. La speranza, come sempre, è nel popolo. I popoli d’Europa mostrano segni di essere stanchi del neoliberismo, del declino terminale, della decadenza economica e industriale, e della degenerazione morale. Le forze populiste di destra che emergono in Europa sono una risposta a questo, ma non hanno soluzioni ai problemi sistemici che affrontiamo. Deve emergere un nuovo populismo di sinistra che possa riconnettersi con le masse lavoratrici, se vogliamo evitare un futuro devastato dalla guerra, dall’ignoranza e dalla povertà.