Skip to content
Politica

G7, il dibattito sui migranti

Emergenza migranti, l’Italia dovrà cavarsela da sola. Inizia in salita per il nostro Paese il G7 in corso a Taormina, appuntamento su cui il governo Gentiloni puntava al fine di trovare una soluzione condivisa sull’annosa questione dell’immigrazione: da inizio anno,...

Emergenza migranti, l’Italia dovrà cavarsela da sola. Inizia in salita per il nostro Paese il G7 in corso a Taormina, appuntamento su cui il governo Gentiloni puntava al fine di trovare una soluzione condivisa sull’annosa questione dell’immigrazione: da inizio anno, infatti, sono più di 43mila le persone che hanno attraversato il Mediterraneo verso il nostro Paese. Secondo quanto riporta l’autorevole Foreign Policy, Stephen Miller, consigliere del presidente statunitense Donald Trump e ideatore del «Muslim Ban», avrebbe agito per conto della Casa Bianca al fine di minare l’iniziativa dell’Italia, la quale voleva mettere al centro del summit la questione della crisi migratoria e il riposizionamento dei migranti. Washington, dunque, attraverso Miller, avrebbe bloccato sul nascere gli sforzi del premier Gentiloni. Al contrario, gli Stati Uniti hanno chiesto di incentrare la discussione sulla lotta al terrorismo islamista.Il ruolo di Stephen Miller, consigliere di TrumpL’azione diplomatica, come racconta Foreign Policy, è stata condotta dal trentunenne Stephen Miller, «architetto» del Muslim Ban, in linea con la dura politica sull’immigrazione condotta dall’amministrazione Trump. Come osserva Colum Lynch sulle colonne della rivista geopolitica statunitense, «la presa di posizione degli Stati Uniti riflette la grande influenza dei collaboratori di Trump come lo stesso Miller, in un ambito che tradizionalmente è gestito da esperti di sicurezza nazionale del Dipartimento di Stato. Ma quest’ultimo è a corto di personale, e il vuoto politico è stato riempito dunque dalla Casa Bianca. Il Segretario di Stato Rex Tillerson ha mostrato scarso interesse verso la questione dei rifugiati».La richiesta di GentiloniC’è un altro interessante retroscena che riguarda il premier Paolo Gentiloni e il presidente statunitense Donald Trump secondo quanto riportato da Usa Today. Il primo ministro italiano avrebbe tentato di convincere il tycoon ad ammorbidire la sua rigida opposizione a reinsediare rifugiati negli Stati Uniti, chiedendo inoltre agli stessi Usa uno sforzo finanziario per aiutare l’Italia nell’affrontare le operazioni di salvataggi dei migranti nel Mediterraneo. A tale richiesta non è ancora noto cosa Trump abbia effettivamente risposto ma risulta improbabile pensare che The Donald sia andato incontro alle richieste del presidente del consiglio.Posizioni lontaneI funzionati dell’amministrazione Trump interpellati da Foreign Policy sostengono che i burocrati del G-7 hanno sviluppato la cattiva abitudine, nel corso degli anni, di sviluppare lunghi comunicati con allegati altrettanto voluminosi che non sono conformi alla visione del presidente americano. E’ inaccettabile, inoltre, secondo gli uomini di Trump, che il presidente riveda le sue posizioni su partite delicate come l’immigrazione: «Il presidente degli Stati Uniti ha fatto una campagna elettorale basandosi su alcuni principi e non li abbandonerà solo perché un altro paese vorrebbe da noi una politica diversa» – ha affermato un alto funzionario della Casa Bianca. «Noi non vogliamo imporre la nostra politica sugli altri, ma agli altri non devono di cercare di imporla a noi».L’amministrazione Trump ha espresso la propria contrarietà a numerose proposte avanzate dagli altri Paesi, tra cui l’invito ad appoggiare l’iniziativa dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, definita «disastrosa» dal tycoon durante la campagna elettorale. Posizioni controverse anche sul clima e sull’Accordo di Parigi, che Trump potrebbe decidere di abbandonare.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.