I primi incontri nella storia tra Usa e Talebani si stanno svolgendo a Doha, in Qatar. L’Algeria, con la visita del capo di Stato maggiore a Mosca, è sempre di più al centro degli interessi europei e russi. Si intravedono le prime crepe nei rapporti tra Emirati Arabi Untii e Arabia Saudita in competizione sul settore energetico. Non si fermano le violenze nella Cisgiordania occupata dove un palestinese ha fatto sei feriti in una sparatoria e la Francia sta evacuando in fretta e furia i suoi connazionali in Niger per paura di rappresaglie. Ecco le cinque notizie del giorno.
Talebani e Usa si incontrano per la prima volta
Dopo la caduta della Repubblica islamica dell’Afghanistan, il 15 agosto 2021, per mano dei talebani, il Paese è stato tagliato fuori dal resto del mondo. Senza nessuna relazione diplomatica – fatta eccezione per qualche Paese come l’Iran – Kabul è isolata e sotto embargo. La crisi economica non ha tardato ad arrivare provocando una diffusa povertà tra tutti i ceti sociali. La crisi umanitaria che ne è scaturita ha spinto gli Usa ad aprire i primi dialoghi con i Talebani che si stanno svolgendo adesso a Doha, in Qatar. “Abbiamo discusso della situazione economica nel Paese, di diritti umani, di esigenze umanitarie, di preoccupazioni in materia di sicurezza, di inclusione e di contrasto al narcotraffico”, ha scritto Thomas West, rappresentante speciale degli Usa per l’Afghanistan, sul suo profilo ufficiale su Twitter al termine dei due giorni di colloqui. Gli Usa si sono dichiarati disponibili a un “dialogo tecnico” con i talebani aprendo così un scenario completamente inedito.
La mano russa imperversa ancora in Africa: armi all’Algeria
“Le relazioni russo-algerine si stanno sviluppando in modo particolarmente dinamico e positivo. Abbiamo dato un chiaro segnale al mondo intero che la Russia e l’Algeria sono impegnate a portare avanti una politica estera indipendente e a difendere i loro interessi nazionali, nonostante le pressioni senza precedenti dell’Occidente”. Queste le parole del ministro della Difesa russo Sergej Shoigu che oggi ha accolto a Mosca il capo di Stato maggiore della Repubblica democratica popolare algerina, il generale Said Shanegrikha. Shoigu ha rinnovato l’impegno russo nel migliorare le capacità militari delle forze armate dell’Algeria. Mosca sta penetrando sempre di più nel continente africano lasciando pochi Paesi indietro. Con Algeri i rapporti sono sempre stati stretti e duraturi ma adesso il Paese maghrebino si trova a doversi destreggiare tra due interessi: quello di compiacere i Paesi europei – Italia al primo posto – nel rifornimento di risorse energetiche e la Russia come garante di vecchia data della sua difesa bellica.
Una velata lotta di potere tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi sta forse incrinando i rapporti tra i due giganti energetici?
Una società privata di servizi energetici con sede a Dubai Kent è stata appena acquisita dalla compagnia Nesma&Co, parzialmente di proprietà del Fondo pubblico di investimento dell’Arabia Saudita (Pif). L’espansione delle compagnie saudite come Nesma&Co sono appannaggio dell’avanzamento del potere del Primo ministro Mohammad bin Salman, principe saudita che a mano a mano sta cercando di sorpassare Dubai e far diventare Riyad il centro economico e petrolifero di tutto il Medio Oriente. Infatti da poco le tensioni tra il principe ereditario saudita e il suo ex mentore, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed, sono ora allo scoperto, sia per la politica energetica che per il loro posizionamento geopolitico nella regione. Malgrado i due Paesi si dichiarino amici “strategici”, sembra che siano ai ferri corti sul petrolio dopo che Riad ha siglato l’accordo con la Russia nell’ambito dell’Opec. Che si stia aprendo uno scenario di crisi nel cuore del Medio Oriente?
Altro giorno di fuoco in Cisgiordania
Nell’insediamento israeliano di Màale Adumim, nella Cisgiordania occupata, è avvenuta una sparatoria che ha visto coinvolti un palestinese e sei coloni israeliani rimasti feriti. Il presunto attentatore palestinese è stato poi colpito e ucciso da un agente fuori servizio. Sul posto si sono subito recati il capo della polizia israeliana Kobi Shabtai e il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. “I combattenti della resistenza non si fermeranno per difendere la nostra terra e i nostri luoghi sacri”, ha dichiarato subito dopo l’attacco il portavoce di Hamas, Abd al Latif al Qanou. Sempre oggi, nella città palestinese di Sebastia, nord di Nablus, nella Cisgiordania occupata, le Forze di di fesa israeliane hanno effettuato un’operazione nel sito archeologico della città.
La fuga francese dal Niger
“Di fronte a una situazione di sicurezza che si va degradando a Niamey e approfittando della relativa calma in città, si sta preparando un’operazione di evacuazione aerea”, ha reso noto l’ambasciata francese a Niamey. Dopo il golpe del 26 luglio per mano dell’esercito, la Francia sta evacuando i primi connazionali presenti in loco per paura di una ritorsione anti francese che ha scosso negli ultimi anni altri Paesi della regione. L’operazione di evacuazione dei civili è iniziata oggi e sta continuando irrefrenabilmente. I voli previsti per la giornata di oggi sarebbero tre. Già due Airbus A330 militari sono arrivati all’aeroporto civile di Niamey e dovrebbero arrivare a Parigi in serata. Un terzo volo sta arrivando in Niger.
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