Il Financial Times lancia un’informazione importante e potenzialmente dirompente: Francia e Italia avrebbero avviato colloqui con l’Iran per negoziare dei passaggi sicuri alle navi petroliere e gasiere destinate a passare attraverso lo Stretto di Hormuz diretto verso i due Paesi.
Il quotidiano della City di Londra segnala quello che, se confermato, sarebbe un duro scacco politico per gli Stati Uniti e Israele, in guerra contro l’Iran dal 28 febbraio. Dall’inizio del conflitto l’Europa sta venendo pesantemente impattata dalle ricadute economiche della guerra, e i fatti che Washington e Tel Aviv non controllino Hormuz, collo di bottiglia vitale per i traffici energetici, e che Teheran abbia garantito il passaggio a cargo diretti in India, Cina e Bangladesh sembrano convergere a far prevalere la diplomazia sulla forza.
Parigi e Roma sono toccate in ‘primo piano dalla guerra: la Francia piange la morte di un alpino di fronte agli attacchi delle milizie sciite in Iraq e ha inviato la portaerei Charles de Gaulle verso il Golfo e dei caccia Rafale negli Emirati Arabi Uniti; Roma puntella la difesa aerea di Cipro, è presente nel Kurdistan iracheno a fianco della sorella latina e in prospettiva intende presenziare anche per blindare il Golfo.
Il fatto che la notizia sia comunicata dal Ft dopo la tragedia della morte dell’alpino francese vicino Erbil e nel giorno in cui a Roma si riunisce il Consiglio Supremo di Difesa lascia pensare alla volontà di cercare una exit strategy per la guerra, e dato che anche chi ha ritenuto inizialmente positivo l’intervento di Usa e Israele, come il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ora è più cauto segnala uno smarcamento politico tra l’Europa e la coalizione israelo-americana. Dall’aumento dei prezzi di gas e petrolio a quelli dei fertilizzanti e dell’alluminio, Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno imposto, scatenando la guerra e provocando la prevedibile ma sottovalutata reazione iraniana, un duro pedaggio all’economia europea.
Da Roma, smentiscono chiaramente: “non è vero”. Ma in una recente intervista al Corriere della Sera, il Ministro della Difesa Guido Crosetto aveva detto che l’Italia e l’Europa chiedevano di “consentire il passaggio attraverso Hormuz alle navi provenienti da paesi non in guerra”. Roma non è stata avvisata in anticipo dagli Usa dell’attacco all’Iran e nonostante Giorgia Meloni abbia provato a mantenere uniti Europa e Usa, le divergenze sono parse palesi. E l’Italia ha ospitato uno dei round di colloqui tra Usa e Iran nel 2025, dunque l’ipotesi di una diplomazia aperta verso Teheran non è da escludere. Mentre Macron avrebbe tutto l’interesse a un distinguo europeo rispetto agli Usa per marcare una differenza. Per ora sono voci accompagnate di smentite. Ma in momenti critici una smentita può anche essere una notizia data due volte…
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