SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

Il volto di Frontex è sempre più orientato verso la linea di Visegrad. Il rinnovo del consiglio di amministrazione dell’agenzia europea che si occupa del controllo dei confini e delle frontiere ha sancito una decisa svolta verso posizioni più nette sull’immigrazione. Un nome su tutti sembra dare una precisa indicazione in tal senso: si tratta, in particolare, di Zoran Niceno, ossia il direttore della Polizia di frontiera croata. È lo stesso protagonista della vicenda relativa agli eurodeputati italiani fermati al confine con la Bosnia durante una missione politica. 

Lo sguardo verso Visegrad

La posizione di Zagabria sull’immigrazione è molto netta: i confini devono essere sigillati e i migranti irregolari non devono entrare. Nell’ambito della rotta balcanica il ruolo della Croazia è cruciale, visto che le sue sono frontiere esterne dell’Ue e dunque le carovane che risalgono dalla Serbia e dalla Bosnia vedono nel confine croato il primo lembo di territorio comunitario. Anche per questo Zagabria ha come obiettivo quello di arrestare il flusso migratorio. Diversamente, secondo le linee del trattato di Dublino, dovrebbe accollarsi l’onere delle richieste di asilo in quanto Paese di primo approdo. La linea dura della Croazia ha trovato applicazione pratica nel dispiegamento massiccio della polizia di frontiera. Il corpo è comandato da Zoran Niceno, adesso membro del consiglio di amministrazione di Frontex. Il governo croato non fa parte del blocco di Visegrad, ossia dei Paesi dell’est Europa che vogliono una posizione molto più netta in ambito europeo sull’immigrazione. Tuttavia è possibile notare delle linee comuni tra Zagabria e gli esecutivi di questo gruppo.

Ecco perché l’inserimento di Zoran Niceno nel board di Frontex è possibile valutarlo come emblema dell’orientamento futuro dell’agenzia. Non solo: nel nuovo consiglio di amministrazione è stato nominato tra gli altri anche Zsolt Halmosi, vice capo della polizia ungherese. Si tratta di una delle figure più vicine a Viktor Orban, il capo del governo di Budapest tra i più attivi all’interno del blocco di Visegrad, il quale comprende anche gli esecutivi di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Halmosi è tra gli artefici della linea dura sui migranti, da attuare anche con la costruzione e la fortificazione del muro lungo i confini con la Serbia.

L’agenzia nel mirino

A capo di Frontex da anni vi è il francese Fabrice Leggeri. Quest’ultimo nei mesi scorsi è stato aspramente criticato in sede europea soprattutto da ambienti vicini al centro sinistra. A dicembre il gruppo dei Verdi e dei Socialisti Democratici al parlamento europeo avevano chiesto la testa di Leggeri. Il perché è da ricercare nei contenuti di alcune inchieste pubblicate sull’inglese The Guardian e sul tedesco Der Spiegel. Secondo le due testate, Frontex all’inizio del 2020 si sarebbe resa protagonista di respingimenti illegali verso la Turchia. Il contesto era quello della crisi migratoria esplosa nel marzo dell’anno scorso lungo i confini tra Atene ed Ankara. Erdogan, come arma di ricatto verso l’Europa, ha lasciato passare migliaia di irregolari verso il territorio ellenico con l’intento di mettere pressione a Bruxelles. Il governo greco guidato da Kiryakos Mitsotakis ha reagito con il pugno duro: piuttosto che sottostare ai ricatti di Erdogan, esercito e polizia hanno blindato sia i confini terrestri che quelli marittimi. In tal modo si è evitato un massiccio afflusso in grado di destabilizzare il quadro politico continentale, proprio come accaduto con la crisi dei rifugiati siriani tra il 2015 e il 2016.

Ma secondo The Guardian e Der Spiegel, Atene si sarebbe resa protagonista di respingimenti lesivi della dignità dei migranti. Il tutto con la complicità dei mezzi di Frontex. Da qui la richiesta di dimissioni presentata da almeno due gruppi parlamentari. Dal canto suo Fabrice Leggeri ha respinto le accuse. Ma il quadro oramai appare chiaro: per chi ha portato avanti negli ultimi anni posizioni immigrazioniste, Frontex è diventata inaffidabile. La svolta verso Visegrad operata all’interno del consiglio di amministrazione potrebbe acuire le tensioni e portare a nuove polemiche, soprattutto dal centro – sinistra. In poche parole, è lecito attendersi nei prossimi mesi azioni volte a denigrare e delegittimare il ruolo dell’agenzia.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.