“L’Iran fornisce armi ai ribelli houthi in Yemen“. Ad affermarlo questa volta non sono né gli Stati Uniti né l’Arabia Saudita, ma (a sorpresa) il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian. “C’è un problema nello Yemen: il processo politico non è iniziato, l’Arabia Saudita si sente regolarmente attaccata dagli houthi, che sono armati dall’Iran“, queste le frasi di Le Drian intervista alla radio Rtl

Le parole del ministro francese sono abbastanza sorprendenti. Parigi è da sempre uno dei bastioni della difesa dei rapporti proficui con Teheran, anche soltanto da un punto di vista storico e politico. E la presidenza di Emmanuel Macron non ha mai negati di voler consolidare le relazioni con il governo iraniano, in particolare grazie alle enormi commesse per le aziende francesi con la fine delle sanzioni nei confronti dell’Iran.

La scelta di Le Drian dunque sorprende, perché tra aeronautica, automobili e gas, i francesi avrebbero tutto da perdere da questa presa di posizione. Tra l’altro, le accuse sul supporto militare agli houti sono sempre state rilanciate negli ultimi mesi da Stati Uniti e Arabia Saudita e l’Iran ha sempre negato (ovviamente) qualsiasi coinvolgimento. Possibile dunque che l’Iran sia diventato tutto a un tratto un avversario della Francia?

Un do ut des fra Stati Uniti ed Europa

Probabilmente no. Ma la polarizzazione dello scontro fra Stati Uniti e Iran rende di fatto l’Europa vittima di un gioco a cui non voleva partecipare. I recenti sommovimenti interni alla Casa Bianca hanno reso chiaro a tutti che i falchi contrari all’accordo sul nucleare iraniano stanno prendendo il sopravvento. E questo comporta che gli Usa siano più rigidi anche nei confronti degli alleati europei che non vogliono che venga stracciato l’accordo siglato all’epoca di Barack Obama.

Ma forse è proprio questo il motivo di queste accuse nei confronti dell’Iran. Come riporta il Jerusalem Post, i funzionari dell’Unione europea si sono incontrati mercoledì a Bruxelles per prendere in considerazione nuove sanzioni contro l’Iran sul suo programma di missili balistici. Se adottate, le misure si rivolgerebbero a specifici individui ed entità coinvolti nello sviluppo delle armi balistiche.

Secondo le informazioni ottenute, Francia, Germania e Regno Unito hanno proposto le nuove sanzioni nel tentativo di placare gli Stati Uniti che da tempo stanno chiedendo azioni più dure contro l’Iran. L’offerta di sanzioni da parte dell’Unione europea finora non è stata all’altezza delle aspettative di Donald Trump. E certamente non lo saranno neanche adesso, con John Bolton e Mike Pompeo a guidare la politica estera americana.

Trump ha dato tempo a Londra, Parigi e Berlino fino al 12 maggio per offrire “soluzioni concrete” all’accordo. In caso contrario, Trump deciderà di ripristinare le sanzioni statunitensi sul programma nucleare iraniano ritirando Washington dall’accordo. E questo è ciò che gli Stati europei non vogliono che accada.

La scelta di Le Drian per accodarsi alla questione dei missili iraniani consegnati agli houti potrebbe essere letta quindi come uno scambio. Per fare in modo che gli Stati Uniti non si ritirino dall’accordo sul nucleare iraniano, la Francia sarebbe disposta a cedere sul fronte yemenita. Un po’ come avvenuto sul tema dei diplomatici russi tra Stati Uniti e alleati europei.

Naturalmente in questo c’è anche da dire che l’Arabia Saudita e una parte della classe dirigente israeliana premono perché l’Europa si allinei a questa nuova politica di raffreddamento nei confronti di Teheran. Il viaggio di bin Salman a Washington non casualmente coincide con una nuova ondata di accuse nei confronti del governo iraniano. E per evitare di scontentare alleati potenti, la Francia potrebbe decidere di colpire l’Iran almeno per ciò che riguardo lo Yemen. Un bene se serve a mantenere vivo l’accordo sul nucleare: ma bisognerà capire fino a che punto a Teheran accettino questo nuovo assedio.