440 persone fermate su tutto il territorio nazionale. La maggior parte sono minorenni e rappresentano parte attiva delle manifestazioni che hanno sconvolto la Francia negli ultimi giorni. Il ministero dell’Interno francese comunica la conversione dei fermi in effettiva custodia di polizia in circa due terzi dei casi, mentre tra i feriti si registrano almeno 48 agenti delle forze dell’ordine e altri 10 tra studenti e personale scolastico.
La protesta ha preso il via nella regione dell’Île-de-France attorno a Parigi, per poi estendersi ad altre aree come Lione, Villeurbanne, Décines-Charpieu, Thizy-les-Bourgs, Bordeaux, Rennes, Nantes, Marsiglia. Tuttavia, è nell’epicentro che la rivolta ha assunto la sua forma più violenta con lanci di bottiglie, atti vandalici, roghi costellanti le strade della città e persino episodi di lanci di acido cloridrico contro le forze di sicurezza. Sull’altro fronte, la polizia ha adoperato gas lacrimogeni e manganelli per disperdere i manifestanti, oltre ad aver fatto ricorso alle unità CRS e BAC, rispettivamente impiegate per il controllo dell’ordine pubblico e per contrastare la criminalità di strada.
La rabbia parte dalle scuole
Il ministero dell’Istruzione ha registrato proteste in circa 400 istituti scolastici, che in proporzione alle unità presenti sul territorio nazionale indicano il coinvolgimento di quasi un istituto su dieci. Circa 40 licei sono stati completamente bloccati, mentre altri 44 hanno subito tentativi di blocco da parte dei manifestanti.
Ma perché succede questo? Gli studenti avrebbero iniziato la mobilitazione in risposta ad un grave sottofinanziamento della scuola pubblica, denunciando una serie di condizioni che rendono impossibile il normale svolgimento delle lezioni: tre le critiche rivolte all’istituzione emerge quella del sovraffollamento nelle classi e del conseguente sovraccarico per i docenti, evidenziando il problema relativo alla scarsità del personale scolastico esacerbata dai tagli di spesa pubblica previsti nel bilancio statale. Inoltre, alcune testate internazionali raccontano di giovani che agitano cartelloni con impressa una frase diventata slogan della mobilitazione “8:00-18:00. Più ore di lezione che di sonno”, a denunciare i ritmi giornalieri ritenuti insostenibili dai giovani. Le rivendicazioni degli studenti, però, non si limitano agli orari e alle risorse, si estendono anzi fino alla critica delle stesse strutture educative, considerate inadeguate a ospitare gli studenti perché inefficaci nella termoregolazione delle aule, soprattutto nelle banlieue dove il reddito è più basso ed i disagi più evidenti.
Gli studenti hanno bloccato gli istituti posizionando barriere, dando alle fiamme cassonetti dei rifiuti ed esponendo striscioni dai toni chiaramente provocanti come “Meno polizia, più soldi”, o ancora “Macron esplosione”. La tensione scaturita dalla mobilitazione popolare ha condotto a scontri diretti con le forze dell’ordine, cui intervento sarebbe stato definito “proporzionato” dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez, mentre il Primo Ministro Lecornu ha fortemente condannato le violenze protratte dai militanti definendole “indifendibili”. Dall’altra parte, i rappresentanti studenteschi e leader politici di opposizione, come Jean-Luc Mélenchon, hanno accusato il governo di una repressione sproporzionata e sistemica nei confronti di studenti minorenni.
La protesta si allarga
La manifestazione però non è rimasta circoscritta all’ambito dell’istruzione. Secondo le organizzazioni sindacali, circa 300.000 persone sono scese in piazza in varie città francesi, inclusi vigili del fuoco, insegnanti, operatori sanitari e personale dei trasporti, mentre la polizia stima la presenza di 30.000 manifestanti nella sola capitale. The Guardian ci fornisce una percentuale di adesione del personale scolastico alla mobilitazione, identificando un 40% di partecipazione degli insegnanti nelle scuole primarie, un dato nettamente superiore all’11% rilevato dal ministero dell’Istruzione per l’insieme degli insegnanti e del personale scolastico.
La mobilitazione risponde alla volontà dell’esecutivo di attuare un piano di risparmio pari a 54 miliardi di euro, oltre alla decisione di congelare gli stipendi base dei dipendenti statali per il 2027 per il quarto anno consecutivo. La richiesta dei manifestanti, infatti, prevede un aumento salariale del 6 % per far fronte ad una vita sempre più dispendiosa e ad un potere di acquisto sempre più contratto. La Francia, infatti, ha registrato un calo del potere d’acquisto per due anni consecutivi, un evento eccezionale verificatosi solo due volte nella storia del Paese e che si traduce in un abbassamento costante degli stipendi che nemmeno le misure di emergenza varate dal governo per il caro-energia riescono a sanare.
Il voto del 2027 sullo sfondo
Il tempismo con cui la mobilitazione ha preso piede non è un caso: lo sciopero nazionale si è svolto a soli due giorni dalla presentazione ufficiale della bozza di bilancio 2027 da parte del governo. Sophie Binet, segretaria generale della CGT, ha poi definito le proteste come un segnale da non sottovalutare e ha lanciato un ultimatum di 48 ore per ritirare i tagli dal bilancio prima di proclamare nuove azioni di sciopero.
L’ondata di mobilitazione e lo sciopero nazionale che hanno portato nelle piazze centinaia di migliaia di persone a soli sette mesi dalle elezioni presidenziali mostrano l’ampiezza del malcontento sociale in una fase particolarmente delicata per il governo francese. In questo clima di forte instabilità, l’avanzata della destra radicale guidata da Marine Le Pen, che per la prima volta può costruire un proprio gruppo parlamentare in Senato, conferma quanto il quadro istituzionale stia cambiando e quanto fragili siano oggi gli equilibri politici del Paese.
Fonti
https://www.afp.com/en/le-pen-hails-victory-after-breakthrough-french-senate
https://www.aljazeera.com/news/2026/9/30/french-public-workers-strike-over-pay-as-student-protests-turn-violent
https://www.bbc.com/news/articles/c862epne7glyo
https://www.theguardian.com/world/2026/sep/29/french-students-police-clash-school-blockades-violent
https://www.lemonde.fr/economie/article/2026/09/30/la-france-traverse-une-crise-du-pouvoir-d-achat-historique-depuis-2024-les-familles-ont-perdu-1-200-euros-en-moyenne_6785932_3234.html
https://www.reuters.com/world/europe/student-protests-french-public-sector-strike-heap-pressure-macron-2026-09-29/