Angela Merkel ed Emmanuel Macron devono capire come gestire il futuro dell’Europa a pochi mesi dalle elezioni europee. E lo fanno partendo da un atto, simbolico ma anche molto importante: un nuovo trattato di cooperazione tra Francia e Germania che sigleranno ad Aquisgrana il 22 gennaio. Lì dove Carlo Magno regnava sul Sacro Romano Impero, potere che univa, ideologicamente, Francia e Germania, i due leader rilanceranno il patto tra Parigi e Berlino. Un accordo che serve a rafforzare di nuovo l’asse franco-tedesco in un momento in cui sia Macron che Merkel appaiono deboli. E soprattutto distanti rispetto ai primi mesi di idillio in cui sembrava che Macron dovesse essere il miglior alleato di Frau Merkel.

Negli ultimi tempi, le cose sembrano cambiate fra i due leader. E il motivo è da ricercare nella situazione estremamente diversa che vivono Francia e Germania. Il capo dell’Eliseo si trova a dover gestire un Paese in ebollizione, dove i gilet gialli hanno dimostrato che la maggior parte della popolazione non accetta le politiche volute da Parigi. Il Paese è stanco ed economicamente debole rispetto al passato, tanto che per rilanciare l’economia e frenare le proteste, Macron ha dovuto sforare il tetto del 3% e ha provato a smuovere le acque in Europa per avere maggiore libertà in campo economico.

Richiesta che però Berlino ha rispedito al mittente. Perché è vero che Germania e Francia condividono l’idea di gestire in una sorta di reggenza comune l’Unione europea. Ma è anche vero che se Parigi vuole aprire i cordoni della borsa per evitare il tracollo, Berlino non ha alcuna idea di lasciare il campo libero a una Francia che potrebbe capeggiare una sorta di “rivolta” contro l’austerity che invece da parte tedesca nessuno ha intenzione di bandire.

Le divergenze fra i due Stati non mancano, questo è evidente. C’è una differenza di natura industriale, visto che uno è un Paese esportatore mentre l’altro è soprattutto un importatore. Ed esistono differenza di visioni anche per quanto riguarda l’immigrazione e il Nord Africa (come dimostrato dalle parole della Merkel a Sergio Mattarella sulla Libia). Ma rinnovare l’asse franco-tedesco, ora, dopo più di 50 anni dal trattato di amicizia fra Parigi e Berlino, ha un significato molto profondo. Perché rispetto al 1963 le cose sono cambiate e l’Europa si sta sempre più affrancando da quest’alleanza che sembrava dovesse decidere il futuro del continente.

Proprio per questo motivo, Macron e Merkel tornano a incontrarsi: per cercare di capire come rafforzare l’intesa che lega Francia e Germania in cui i due governi sembrano essere sempre più sotto attacco. Le elezioni europee rischiano di trasformare l’Europarlamento in un regno dell’euroscetticismo. E i due leader sanno perfettamente che devono mettere da parte le differenze per provare a capire come proseguire su una rotta intrapresa dai loro predecessori, cioè quella di gestire in coordinamento fra loro l’intera Unione europea.

Francia e Germania, e in particolare Macron e Merkel, rappresentano gli ultimi due leader (con il pur debole Pedro Sanchez) che in Europa vogliono davvero rafforzare l’Unione europea. Per il resto, il nucleo duro dell’Ue è costellata di governi che vogliono colpire le sue fondamenta. L’asse franco-tedesco è ormai rimasto solo e isolato. E oggi sono molti i governi che respingono l’idea che siano Parigi e Berlino a spartirsi l’agenda europea.

A nord, la Scandinavia ha virato decisamente verso l’euroscetticismo. Il Regno Unito, Brexit permettendo, lascerà a breve l’Unione europea. A Est, il Gruppo Visegrad capeggiato da Ungheria e Polonia rappresenta la spina nel fianco dell’Ue. Mentre a sud, l’Italia del governo Lega-Movimento 5 Stelle si conferma uno dei principali antagonisti del duo franco.-tedesco, insieme al potente alleato americano.

Ormai sotto assedio, Angela ed Emmanuel non possono che unire le proprie forze. E per farlo, vogliono rinnovare un’alleanza strategica in maniera molto più profonda. L’accordo di Aquisgrana sembra abbia anche come obiettivo quello di creare una zona economica franco-tedesca “con regole comuni”. E addirittura si parla di far scomparire del tutto la frontiera fra i due Paesi.

E come riporta Reuters, il testo del trattato dell’Eliseo 2.0 sembra essere molto più incisivo sul futuro dei due Paesi. Nella bozza vista dall’agenzia, si legge che “entrambi gli Stati approfondiranno la loro cooperazione in materia di Affari esteri, Difesa, Sicurezza interna ed esterna e sviluppo e allo stesso tempo lavoreranno per rafforzare la capacità dell’Europa di agire in modo indipendente”.

Ma fatte queste premesse, è soprattutto una seconda parte a destra sospetti per tutti i Paesi europei. Nel testo si legge infatti che l’estensione del trattato stabilisce che sarà una priorità della diplomazia franco-tedesca fare in modo che la Germania diventi membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.