Skip to content
Politica

Foip 2.0: così prende forma la nuova strategia del Giappone per l’Indo-Pacifico

Il Giappone rafforza la sua strategia indo-pacifica con missioni in Vietnam e Australia. Ecco a cosa punta Tokyo.

Due importanti viaggi di Stato per costruire nuove partnership, rafforzare la presenza nel cosiddetto Indo-Pacifico e controbilanciare l’ascesa della Cina. Le trasferte di Takaichi Sanae in Australia e Vietnam rientrano a pieno titolo nella costruzione della nuova strategia regionale del Giappone, interessato a ridefinire il proprio ruolo nel continente asiatico assumendo un ruolo più proattivo dopo anni di quasi immobilismo.

Sull’agenda della premier nipponica ci sono come detto due Paesi, Vietnam (dal primo a tre maggio) e Australia (dal 3 al 5), che servono alla signora come palcoscenici per parlare di sicurezza energetica, minerali critici oltre che della postura di Pechino.

Ad Hanoi, Takaichi ha illustrato la versione aggiornata della Strategia per un Indo-Pacifico Libero e Aperto (Foip), avanzata nel 2016 dall’allora premier Abe Shinzo. “In questa regione, che detiene la chiave per la pace e la stabilità future della comunità internazionale, ribadisco la mia determinazione a svolgere il ruolo del Giappone – come abbiamo sempre fatto, e anzi, con maggiore proattività che mai – nella costruzione di un ordine internazionale basato su libertà, apertura, diversità, inclusione e stato di diritto”, ha dichiarato Takaichi dopo aver incontrato il presidente vietnamita To Lam.

La nuova strategia asiatica del Giappone

Più nello specifico, Takaichi ha sottolineato l’importanza di rafforzare le catene di approvvigionamento, la sicurezza marittima, lo sviluppo spaziale e un’infrastruttura di comunicazione affidabile per lo scambio di grandi quantità di dati. “L’eccessiva dipendenza da specifici Paesi per i beni critici deriva da condizioni di fornitura con prezzi ingiustamente bassi”, ha affermato la leader giapponese, aggiungendo che “per rafforzare le catene di approvvigionamento è essenziale garantire condizioni competitive eque basate su fattori diversi dal prezzo”.

Non è finita qui, perché sempre in Vietnam Takaichi ha sottolineato l’importanza della “navigabilità sicura e libera delle rotte marittime“, impegnandosi a destinare maggiori aiuti per aiutare le nazioni a costruire porti e aeroporti, nonché a rafforzare le capacità di sicurezza marittima. La premier ha citato le navi pattuglia e i sistemi radar forniti dal Giappone alle Filippine, che fungono da “occhi” e “piedi” a protezione della sicurezza delle rotte marittime.

Hanoi e Tokyo hanno annunciato la firma di sei accordi riguardanti la tecnologia spaziale, l’informatica e le comunicazioni, l’irrigazione, lo sviluppo di infrastrutture per la resilienza ai disastri e ai cambiamenti climatici e la crescita a basse emissioni di carbonio, insieme a misure per aumentare gli investimenti giapponesi in Vietnam a 5 miliardi di dollari all’anno in tempi brevi e portare gli scambi commerciali bilaterali a 60 miliardi entro il 2030.

Giappone

A cosa punta Tokyo

Il discorso di Takaichi è arrivato in occasione del decimo anniversario dell’introduzione della Foip e in un momento in cui il Giappone sta gradualmente rafforzando la sua presenza all’estero, cercando al contempo alleanze per garantire risorse (compresi i richiamati minerali critici) attraverso solide catene di approvvigionamento. Non solo: nelle ultime settimane, la signora ha rimosso la maggior parte delle restrizioni sull’esportazione di armi Made in Japan, mentre le truppe nipponiche hanno partecipato per la prima volta a esercitazioni militari con Stati Uniti e Filippine.

Ma perché effettuare un discorso del genere sulla Foip proprio in Vietnam? In primis per inviare un messaggio distensivo a un’opinione pubblica, quella vietnamita, sensibile alle rivendicazioni marittime di Pechino e, in teoria, ricettivo ad accogliere la proposta di Tokyo. E poi perché le aziende giapponesi stanno spostando le proprie basi produttive dalla Cina al Vietnam a causa delle turbolenze politiche.

Intanto, il ministro della Difesa nipponico, Shinjiro Koizumi, è pronto a volare in Indonesia e nelle Filippine, sia per supervisionare la prima e piena partecipazione delle Forze di Autodifesa giapponesi a esercitazioni militari congiunte, che per consolidare legami militari con i partner statunitensi in Asia.

“La Foip non intende imporre nulla a nessuno. Si è sviluppata in modo flessibile, accogliendo diverse voci e adattandosi ai tempi che cambiano”, ha concluso Takaichi, impegnata più che mai a recuperare spazio diplomatico (e d’azione) nell’intero Indo-Pacifico.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.