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Le forze armate francesi possono contare soltanto su un terzo dei loro elicotteri, e le problematiche che costringono la flotta a terra vengono definite “croniche” nei rapporti consegnati all’Eliseo. Le cause vanno ricercate nel pessimo stato di servizio e nell’assenza di un adeguato supporto per gli aeromobili militari. 

A confermare una situazione di stallo per la flotta di elicotteri di Armèe de terre, Armèe de l’Air e Aeronaval è stato un rapporto del Senato, che riporta inoltre l’aumento di spesa per ogni velivolo analizzando come, nonostante l’incremento annuale della spesa militare, ogni anno il costo di manutenzione per ogni unità renda necessari dei tagli che limitano l’operatività della flotta. Già l’anno scorso 300 elicotteri della totale flotta ad ala rotante che conta 467 unità erano “immobilizzati”. L’esercito detiene il 65,5% della flotta, con 306 unità; la Marina il 17,8% con 83 unità. L’Aeronautica il 16,7% con 78 unità.

Solo un elicottero su tre è in grado di decollare oggi“, ha dichiarato il senatore Dominique de Legge nel suo rapporto per la commissione finanze del Senato. C’è una “preoccupante” mancanza di disponibilità, nonostante un aumento di oltre il 56 percento delle spese per il servizio di elicottero, che è salito fino a 645 milioni di euro nel 2017, dai 412 milioni di euro che venivano spesi nel 2009. Ciò ha segnato un aumento annuale di quasi il 5,8 percento, e ciò rappresenta l’1,5 percento del budget della difesa.

La flotta si basa in gran parte su elicotteri multiruolo Aérospatiale Puma/ Cougar/ SuperPuma, elicotteri utility Aérospatiale Gazzelle/Fennec, elicotteri multiruolo da trasporto tattico Eurocopter Caracal e elicotteri d’attacco Eurocopter Tiger.

Questa mancanza di disponibilità sarebbe dovuta a una serie di motivi, tra cui una complessa organizzazione del servizio, 12 diverse tipologie di elicotteri appetenti a tre diverse generazioni ognuna con le proprie rigide regole di aeronavigabilità, e una debolezza strutturale nella catena di approvvigionamento. Questi problemi  definiti “cronici” nel rapporto hanno raggiunto un livello tale da “impedire alla Francia di poter condurre alcune missioni” in patria e all’estero. A questo va aggiunto che l’assenza di attività ha portato una mancanza di allenamento nel personale addetto alla manutenzione. Parte del problema inoltre sarebbe insito nei rapporti “non adeguati” tra le forze armate e le industrie che si occupano della manutenzione degli apparecchi.

Per ovviare a questo problema “cronico ma non irrisolvibile”, la relazione consegnata all’Eliseo richiede un miglioramento della gestione finanziaria, una maggiore efficienza nel supporto operativo e relazioni più strette con le industria produttrici.

Tentativi di aumentare la disponibilità, tra cui un piano d’azione ad hoc per elicotteri del 2014 e una spinta alla modernizzazione per la manutenzione degli aeromobili, venne lanciato dal ministro delle Forze armate Florence Parly, viene fatta menzione nel rapporto, ma questo, insieme al budget militare pluriennale per il 2019-2025, non è bastato a fornire i fondi necessari al raggiungimento di un livello quanto meno accettabile per la flotta a pala rotante francese, che verte in una situazione quanto mai preoccupante.

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