Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, personalità politica certamente controversa ma dotata di grande carisma, sta portando avanti uno dei punti centrali della sua agenda politica: estendere e rafforzare le relazioni bilaterali con la Russia. Ne è un esempio, molto più che simbolico, ciò che è accaduto pochi giorni fa presso il porto di Manila: due navi russe, l’antisommergibile “Admiral Tributs” e la petroliera “Boris Butoma”, hanno solcato le acque del porto della capitale delle Filippine per una visita ufficiale di cortesia.Navi russe in visita presso il porto di ManilaSi tratta di un segnale molto importante e da non sottovalutare, che potrebbe concretizzarsi in una collaborazione sempre maggiore tra Mosca e l’ex colonia degli Stati Uniti. “In futuro – ha affermato l’ammiraglio russo Eduard Mikhailov durante la visita – potremmo organizzare delle esercitazioni militari congiunte, in modo da aiutarvi e condividere con voi le nostre conoscenze per i risolvere i vostri problemi legati alla pirateria e al terrorismo. Ci auguriamo che nel giro di pochi anni, le esercitazioni militari nella vostra regione e nel Mar Cinese Meridionale, coinvolgeranno non solo la Russia e le Filippine, ma anche la Cina e la Malesia”. Anche in questa dichiarazione è evidente la volontà di aprire una nuova cooperazione tra i due Paesi.Futura cooperazione militare tra Russia e Filippine. E CinaD’altro canto, la minaccia crescente del terrorismo islamista nelle Filippine è purtroppo un dato di fatto e la Russia ne è perfettamente a conoscenza. Il Presidente Rodrigo Duterte, usando il solito linguaggio a dir poco “colorito”, aveva minacciato i leader jihadisti, affermando che, se li avesse trovati, “li avrebbe mangiati vivi”.La visita del marina russa a Manila arriva un mese dopo quella del segretario alla Difesa delle Filippine, Delfin Lorenzana in Russia, al fine di stabilire nuove prospettive di cooperazione tecnico-militare.Nel corso di quell’incontro, entrambi i Paesi hanno espresso la volontà di finalizzare un accordo sulla cooperazione in materia di difesa, dopo che Manila ha manifestato un forte cambiamento nella sua politica estera e sfilandosi, almeno in parte, dalla sfera di influenza degli Stati Uniti. Durante un viaggio a Pechino svoltosi nel mese di ottobre, il Presidente Duterte aveva sottolineato la sua volontà di rafforzare i legami con la Russia e la Cina. “Gli Stati Uniti hanno perso. Mi sono spostato verso il vostro flusso ideologico e forse andrò in Russia a parlare con il presidente Vladimir Putin a dirgli che che siamo in tre, contro il resto del mondo: Cina, Filippine e Russia. E ‘l’unico modo”.Rapporti sempre più tesi tra le Filippine e gli Stati Uniti. Ora l’incognita TrumpDuterte nel frattempo ha ridimensionato il numero delle truppe filippine che partecipano a esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti nella regione e non ha risparmiato, nel corso degli ultimi mesi, pesanti affermazioni – e persino insulti – nei confronti degli Usa e del presidente Barack Obama.La scorsa settimana, Lorenzana ha confermato ai giornalisti che Mosca è pronta a rifornire Manila con un sottomarino e dei droni, oltre ad altro hardware militare. Il Ministro ha inoltre sottolineato che il Dipartimento della Difesa sta cercando di acquistare dei fucili di precisione russi. Gli Stati Uniti hanno definitivamente perso il loro “pivot” nel Pacifico? C’è da scommettere che Donald Trump tenterà di ricucire, in tutti i modi possibili, i rapporti con Manila e con il Presidente Rodrigo Duterte per scongiurare tale ipotesi.

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