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Politica

Fidesz lascia il Partito popolare europeo

Resa dei conti finale fra il Partito popolare europeo e Fidesz, il partito nazionalista del primo ministro magiaro Viktor Orban. Un epilogo scontato, dato che fra il partito ungherese e il Ppe il divorzio era nell’aria già da tempo. Come...

Resa dei conti finale fra il Partito popolare europeo e Fidesz, il partito nazionalista del primo ministro magiaro Viktor Orban. Un epilogo scontato, dato che fra il partito ungherese e il Ppe il divorzio era nell’aria già da tempo. Come conferma il partito popolare europeo in una nota diffusa dall’agenzia Agi, Fidesz sta ora affrontando “una procedura di espulsione” dal partito e la permanenza o meno nella formazione politica, da non confondere con l’omonimo gruppo dell’Eurocamera, la quale “deve essere decisa dall’Assemblea politica del Ppe che si riunirà quando sarà sicuro farlo, data l’attuale situazione pandemica”. “La dirigenza del partito è stata informata dell’intenzione dei membri di Fidesz di lasciare il gruppo del Ppe”, spiegano dal partito presieduto da Donald Tusk. L’appartenenza al Ppe del partito del premier magiaro è stata sospesa il 20 marzo 2019 e da allora Fidesz è rimasto con un piede fuori dal partito, ma senza mai abbandonare la casa politica dei popolari europei. L’addio al gruppo parlamentare degli eurodeputati ungherese, sottolinea l’Agi, potrebbe dunque ora incoraggiare le delegazioni più contrarie alla permanenza di Orban nel partito a procedere con l’espulsione.

Orban contro il Ppe

Non si tratta di una decisione casuale. Questa mattina, sottolinea Il Fatto Quotidiano, il gruppo del Partito popolare europeo ha votato dei cambiamenti al suo regolamento in materia di espulsioni. Una consultazione resa necessaria proprio dalla situazione riguardante il partito di governo di Budapest, sospeso dal 2019 a tempo indeterminato e senza possibilità di voto interno, di partecipare agli incontri del partito e di proporre candidati per le varie cariche per le numerose contestazioni riguardanti lo stato di diritto nel Paese. Protesta Orban, sottolineando che “gli emendamenti delle regole del gruppo del Ppe sono chiaramente una mossa ostile contro Fidesz. Limitare i nostri eurodeputati nella loro capacità di rappresentare i nostri elettori è antidemocratico, ingiusto e inaccettabile”, ha scritto Orban in una lettera indirizzata al capogruppo del Ppe al Parlamento Ue, Manfred Weber.

Quest’ultimo, in un briefing con la stampa, si è detto “dispiaciuto” per lo strappo dei 12 deputati di Fidesz. Commentando la lettera ricevuta in mattinata dal premier magiaro, Weber ha spiegato che “Il dibattito (sul cambiamento delle regole, ndr) non era sulla sostanza politica. Ma non accettiamo lezioni » ha detto, aggiungendo che “Fidesz non è più coerente con i valori dell’Europa e del Partito europeo”. Il partito di Orban era finito sotto accusa per la linea dura sull’immigrazione e per la chiusura dell’università legata al magnate e finanziare. George Soros.

Approdo nei Conservatori e riformisti europei?

Il naturale approdo per i 12 eurodeputati di Fidesz a questo punto è il Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei, lo stesso dei Democratici svedesi, di Vox (Spagna) e, soprattutto, di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Come nota l’Huffpost,
se aderisse al gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr, 62 eurodeputati), Fidesz sarebbe la seconda delegazione dopo i polacchi del Pis (che sono 27) e potrebbe ambire a posizioni di vertice nel gruppo. Peraltro pochi giorni fa Viktor Orban ha scritto una lunga lettera alla leader di Fratelli d’Italia, nella quale offre la sua massima disponibilità per proseguire la collaborazione politica in campo europeo. Un segnale inequivocabile della volontà del partito del premier magiaro di avvicinarsi al Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei dopo gli screzi con il Ppe.

Non è un caso che il Gruppo che riunisce i sovranisti europei abbia manifestato la sua vicinanza al partito di Orban. “A seguito della decisione odierna sul regolamento interno presa dal gruppo dei partiti popolari europei (gruppo PPE) del Parlamento europeo, i copresidenti del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (gruppo ECR) hanno espresso le loro simpatie e solidarietà agli eurodeputati del Partito ungherese Fidesz” si legge in una nota. “Entrambi i copresidenti ECR considerano l’ingerenza politicamente motivata del PPE nel protocollo interno come democraticamente indegna e una mossa chiaramente ostile nei confronti degli elettori ungheresi, non lasciando ai deputati di Fidesz altra opzione che lasciare il gruppo PPE”. Il copresidente dell’ECR Ryszard Legutko sottolinea che “con la decisione odierna, è ovvio che il PPE ha perso anche l’ultimo residuo della sua originale anima cristiana. I valori che un tempo i padri fondatori dell’UE rappresentavano non hanno più una casa nel PPE”. Raffaele Fitto, co-presidente del gruppo, ha poi aggiunto: “L’Ue si trova nella peggiore crisi della sua storia. Invece che farsi fautori di legami più forti e di un vero spirito di solidarietà, i cosiddetti europeisti alzano steccati, e creano divisioni tra i diversi popoli europei. Tutto questo aggravato dalle loro pretese di dare patenti di “democrazia” a governi legittimati democraticamente, solo sulla base del fatto che questi governi gli piacciano o no. La nostra idea di Europa è diversa, ossia quella di un insieme di Nazioni che cooperino pacificamente tra loro, rispettando le diverse opinioni e identità”. 





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