Ruth Bager Ginsburg, deceduta ieri per un tumore al pancreas all’età di 87 anni, era un simbolo dell’ideologia liberal. Un giudice della Corte Suprema in grado di far sognare, attraverso le sue disposizioni, i Dem americani e non solo. Per comprendere cos’ha rappresentato nella sua vita il giudice Ginsburg, basta fotografare i commiati: tra i più dispiaciuti per la sua morte, c’è padre James Martin, gesuita, consultore per la comunicazione della Santa Sede ed ecclesiastico da sempre impegnato per la costruzione di un “ponte” tra la comunità Lgbt e la Chiesa Cattolica. Il consacrato, in queste settimane che precedono l’appuntamento con le elezioni presidenziali, si sta spendendo per Joe Biden a livello pubblico. E anche Biden, com’era ovvio che fosse, ha speso parole dense di significato.

L’ex giudice della Corte Suprema, in sintesi, era una paladina di quelli che Joseph Ratzinger ha definito, non senza negatività di giudizio, “nuovi diritti”. In queste ore, pur non esultando, molti cattolici, soprattutto quelli che appartengono al fronte pro life, non si nascondono: sperano che Trump la sostituisca con un esponente meno “relativista”, sempre in senso ratzingeriano. Ma scegliere un nuovo giudice a ridosso delle elezioni presidenziali potrebbe essere considerata una mossa politicamente scorretta dai media. Vedremo cosa decideranno il tycoon e la maggioranza repubblicana del Senato degli Stati Uniti.

Le posizioni e gli scontri col mondo conservatore

Femminista, egualitarista e favorevole ad alcuni sdoganamenti giuridici su temi spinosi come l’aborto o i matrimoni tra persone dello stesso sesso, la Ginsburg ha percorso una parabola significativa soprattutto per quel che riguarda la parificazione delle possibilità e dei diritti riservati agli uomini ed alle donne. Per quanto la liberal preferisse il termine “genere” a “sesso”. Ma non è tutto qui. Il giudice Ginsburg è stata un’istituzione sotto più punti di vista, tanto rispetto a quello formale quanto in chiave immaginifica. C’è persino del merchandising che la riguarda, e non è proprio un fatto consueto per un’autorità giuridica e giudiziaria. L’emblema delle sue posizioni è l’esito del caso Roe contro Wade. Quello che ha sostanzialmente dato il via libera al diritto all’aborto nel sistema giuridico a stelle e strisce: la Ginsburg, contrariamente ai repubblicani, non ha mai aperto ad una revisione delle conseguenze di quella sentenza.

Ludovico Seppilli, che collabora con la fondazione Stand for America e che è il responsabile dei rapporti con il Gop, il Partito Repubblicano statunitense, per i giovani di Forza Italia, pensa che Ruth Bager Ginsburg non vada demonizzata: “Non darei un’accezione troppo negativa. Certo, in relazione ai valori cattolici, è sempre stata agli antipodi del conservatorismo: dall’aborto alle battaglie Lgbt, passando per il femminismo spinto declinata in maniera molto forte, ma è stata una figura impattante…”. In che senso, abbiamo domandato: “Per il modo in cui ha influito sulla giurisprudenza. Aveva buoni rapporti umani con il giudice Scalia, con cui ha comunque collaborato. Nonostante sia stata nominata dal presidente Bill Clinton (nel 1993, ndr), la Ginsburg è riuscita ad avere a che fare con molti giudici conservatori”. Questa morte, comunque la si pensi, può disegnare scenari nuovi per il futuro. Perché Donald Trump ora ha la facoltà di nominare un nuovo giudice della Corte Suprema, modificando ancora gli equilibri interni. Trump non è mai andato troppo d’accordo con la Ginsburg. Entrambi questi esponenti, del resto, hanno fatto della polarizzazione delle opinioni un tratto caratteristico.

La vita

La storia della Ginsburg è quella di una persona che ce l’ha fatta. Una di quelle vicende esistenziali che piacciono tanto agli americani. La Ginsburg non è esplosa subito. Anzi, ci ha messo parecchio per trovare una dimensione lavorativa che le desse la possibilità di assecondare la sua vocazione, che forse era quella di un’attivista, e di battagliare in favore delle istanze che riteneva giuste ed opportune. La famiglia era di origini russe. La religione praticata in casa era quella ebraica. Il principio di questa storia è Brooklyn, New York. Lo stesso quartiere – non una “zona-bene” – da cui proviene Alexandria Ocasio Cortez, che ora è politicamente chiamata a raccogliere il testimone. Seconda donna nominata all’interno della Corte Suprema degli States nella sua storia, la Ginsburg, per i progressisti occidentali, ha assunto nel tempo l’importanza di un’icona.

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