Sembra non avere fine, negli Stati Uniti, la polemica in merito ai personaggi storici accusati di “razzismo” dalla sinistra e dai movimenti “anti-razzisti”. A scrivere un nuovo capitolo della storia che ha già portato all’abbattimento di numerose statue e monumenti, ci ha pensato questa volta il sindaco di New York Bill De Blasio, che intervenendo durante una festa della consistente comunità italo-americana, ha preferito non citare Cristoforo Colombo e la Columbus Parade, che si svolgerà il 9 ottobre. Suscitando così l’ira dei presenti, che da sempre vedono nello scopritore del Nuovo Mondo un simbolo di orgoglio e di “italianità”.

Ad imbarazzare il sindaco ed a spingerlo a cancellare dal suo discorso ogni riferimento “identitario” sono state, infatti, le pressioni che da mesi provengono dagli ambienti “anti-razzisti”, e che vorrebbero l’abbattimento della statua di Colombo, posta dal 1890 al Columbus Circle, nell’angolo sud di Central Park.

L’esploratore genovese è accusato di essere uno dei colpevoli dello sterminio delle popolazioni indigene e dell’oppressione schiavista. Una tesi quantomeno singolare, dal momento che Colombo si limitò a sbarcare nell’odierna San Salvador, e non ebbe alcun ruolo nei processi di colonizzazione avvenuti secoli dopo, ma che pare essere sufficiente ad alimentare la furia iconoclasta degli ambienti “liberal” che sostengono De Blasio.

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Per prendere tempo in vista delle incombenti elezioni cittadine, e non rischiare di perdere il sostegno della sinistra da un lato, e degli italo-americani dall’altro, ad agosto il sindaco aveva istituito una commissione di 18 esperti (sociologi, antropologi e storici) incaricati di individuare i monumenti da rimuovere in quanto “simboli di odio”. Ma con l’avvicinarsi della tradizionale festa italo-americana non ha potuto comunque sottrarsi alle polemiche di chi lo accusa di aver “tradito” le sue origini italiane, in nome del “politicamente corretto”. Parole molto più chiare in merito all’importanza di Colombo per gli italo-americani sono arrivate invece dall’ambasciatore italiano negli Stati Uniti Armando Varricchio che, intervenendo durante la festa, ha ricordato ed omaggiato più volte l’esploratore genovese definendolo “un grande italiano”. Tra le ovazioni della comunità italo-americana l’ambasciatore ha poi proseguito: “I grandi personaggi storici vanno giudicati non su episodi specifici, bensì sull’apporto che hanno portato nel mondo. Cristoforo Colombo – ha concluso – ha solcato mari sconosciuti, aperto vie di cooperazione, conoscenza e scambi commerciali. È stato l’artefice di una svolta nel mondo, un mondo finalmente unito in una grande comunità”.

E mentre le parole di Varricchio sembrano suonare come un monito verso chi vorrebbe cancellare la storia ed i suoi protagonisti, a Chicago un altro monumento ad un celebre italiano, l’aviatore Italo Balbo, sembra correre gli stessi rischi di Colombo. Chissà che le parole della massima carica diplomatica italiana negli Stati Uniti, e la proteste della Little Italy, non riescano a placare gli animi e salvare i simboli italiani nel paese a stelle e strisce.