Come è cambiato, se è cambiato, il commercio di armi tra i protagonisti della scena internazionale? Lo studio pubblicato dall’Istituto Internazionale sulla Pace di Stoccolma che monitora il sempreverde settore dell’industria militare aiuta a tracciare un quadro dell’attuale situazione.
Tra gli esportatori Israele si trova al sesto posto (perdendo una posizione rispetto all’anno scorso) dopo Stati Uniti, Russia, Francia, Germania e Cina, che nel periodo tra il 2013 e il 2017 insieme hanno rappresentato il 74% dell’export totale di armi nel Mondo. I tre mercati più importanti per Tel Aviv si concentrano in Asia: Nuova Delhi nel 2017 ha comprato armi per un valore di 715milioni di dollari, meno del 2016 (757milioni di dollari), ma che comunque rientra nel contesto di un aumento del 650% nell’ultimo decennio per quanto concerne il commercio tra i due paesi in questo settore. Per il governo indiano Israele rappresenta il secondo venditore di armi mentre al primo posto con 1.9miliardi di dollari di armi vendute si trova la Russia. Gli altri due grandi acquirenti di armi israeliane sono il Vietnam, con 142milioni di dollari di armi nel 2017, e l’Azerbaijan con 137milioni di dollari nello stesso anno. E’ interessante notare come i rapporti commerciali anche in questo settore strategico non influenzino la posizione di questi paesi nei confronti di Israele, come dimostrano i loro voti alle Nazioni Unite sulle questioni che riguardano il piccolo stato guidato da Benjamin Netanyahu.
La Cina ha scalato la classifica diventando il quinto esportatore mondiale di armi: ciò è stato possibile perché nel periodo tra il 2008-12 e il 2013-17 l’aumento dell’export militare è stato pari al 38%. Il Pakistan si conferma come primo importatore di armi cinesi, che hanno visto un importante aumento della richiesta anche da paesi come Algeria e Bangladesh. Se Pechino è entrata nella top five degli esportatori di armi mondiali lo deve anche e soprattutto all’aumento della richiesta da paesi – nel periodo tra il 2008 e il 2017 – come Israele (aumento del 55%), Corea del Sud (aumento del 65%), Turchia (aumento del 145%).
L’India si conferma come il più grande importatore mondiale di armi al mondo, con una quota di importazioni del dodici per cento nel periodo 2013-2017. Il paese precede nella classifica degli acquirenti l’Arabia Saudita, l’Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, la Cina, l’Australia, l’Algeria, l’Iraq, il Pakistan e l’Indonesia. Nel periodo considerato i principali fornitori di Nuova Delhi sono stati la Russia (62 per cento), gli Stati Uniti (15 per cento) e Israele (11 per cento), mentre le forniture statunitensi sono aumentate notevolmente nell’ambito di una politica di contrasto alla crescente influenza cinese: nello specifico del 557% tra i quinquenni 2008-2012 e 2013-2017.
In questa cornice è giusto ricordare la più grande vendita di armi della storia americana avvenuta durante l’amministrazione del premio Nobel per la pace BarackObama che, al partner saudita, ha concesso la vendita (da spalmare nell’arco di otto anni) di 110miliardi di dollari di armi Made in Usa. Armi in parte utilizzate dall’Arabia Saudita per combattere nel conflitto yemenita contro i ribelli Houthi, in parte smistate negli scenari di guerra più attivi, come quello siriano, e finite nelle mani dei gruppi jihadisti supportati dal regno dei Saud.