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Eric Zemmour è dato in difficoltà dai sondaggi, che lo piazzano tra il quarto ed il quinto posto del podio, e così l’editorialista de Le Figaro rilancia una delle sue istanze chiave: le limitazioni in materia di gestione dei fenomeni migratori. Se Marine Le Pen, che sta spingendo soprattutto su temi liberisti come il taglio delle tasse ed il rilancio del potere d’acquisto dei cittadini, propone un referendum sull’immigrazione, il politico conservatore la fa molto più semplice: si dice certo che, in caso di elezione all’Eliseo, potrà espellere un milione d’immigrati dalla Francia.

Sono le ultime battute di una campagna elettorale che, in questa fase finale, ha riavvicinato le “destre”: Zemmour ha aperto ad un discorso unitario con Marine Le Pen a partire dal secondo turno, mentre resta molto complessa l’ipotesi di un ricongiungimento con i Les Republicains di Valerie Pecresse che in seconda battuta, dovessero essere esclusi dopo il primo giro elettorale del prossimo 10 aprile, potrebbero sostenere in via diretta Emmanuel Macron. Zemmour, per questo suo intento sull’immigrazione, ha voluto individuare anche una strada concreta.

Il bonapartista ha dichiarato che, in caso di vittoria delle presidenziali, istituirà un “ministero del rimpatrio“. L’idea per la “remigrazione” è più o meno questa: istituire ex lege una fattispecie di reato che disciplini sugli status che sarebbero considerati non regolari. E dunque avere una pezza d’appoggio giuridica per far sì che delle persone debbano, e non possano, abbandonare la Francia. Zemmour lo ha ribadito in queste ore pure per mezzo di un’intervista concessa a France24, così come riportato dall’Agi. Il saggista vorrebbe intervenire anche sulla nazionalità, restringendo il campo delle possibilità: i migranti, insomma, dovrebbero scegliere se possedere quella francese o un’altra.

Questa è una delle ultime mosse: la campagna elettorale termina l’8 aprile. Zemmour ha il vantaggio di non dover arrivare al secondo turno a tutti i costi, a differenza di Marine Le Pen, e continua a contare su un effetto sorpresa. Se i sondaggisti hanno una difficoltà per questa tornata, quella riguarda proprio il sondare il candidato di Reconquete! che è all’esordio politico. Non esiste una base elettorale da sondare con precisione per comprendere che aria tiri rispetto a Zemmour. E quindi la forbice che oggi viene ventilata – quella che ritiene che il polemista transalpino possa assestarsi attorno al 10% – potrebbe anche essere smentita dalla realtà dei fatti (in un senso o nell’altro).

“Se non sarò eletto – ha dichiarato Zemmour in un’intervista rilasciata a Le Figaro e riportata dall’agenzia Nova – ci sarà la rielezione di Emmanuel Macron e questo significherà due milioni di nuovi stranieri che verranno in Francia, la delinquenza sempre più violenta, i poliziotti scoraggiati, il crollo della scuola, nuove tasse, un debito vertiginoso e presto una nuova Francia africana e islamizzata”. I toni sono quelli di chi sta provando a stringere a sé tutto l’elettorato di destra possibile, con gli accenti posti anche alla “sottomissione” dell’identità francese nei confronti dell’islam. Un tema che ha fatto le fortune di Marine Le Pen e dei lepinisti sino a qualche anno fa e che ora deve essere condiviso, per così dire, con l’altro candidato del lato sovranista della scacchiera.

Il presidente uscente Emmanuel Macron, nel comizio tenuto a Parigi in questa ultima settimana di campagna elettorale, ha chiesto ai suoi di non credere alle voci secondo cui sarebbe imbattibile. Macron ha segnalato la possibilità che un candidato sovranista riesca a batterlo eccome. Si tratta anche di un modo per evitare che i sostenitori di En Marche! si rilassino troppo ma è noto come la partita, stando alle ultime rilevazioni statistiche, si sia riaperta. Sarebbe – dicono i sondaggi – Marine Le Pen ad essersi avvicinata a Macron, avendo un distacco di appena cinque punti dall’attuale inquilino dell’Eliseo al secondo turno. Zemmour sarebbe fuori dai giochi ed è probabile che in queste ore la novità della politica d’Oltralpe aumenti di parecchio i toni per far parlare di sé.

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