Recep Tayyp Erdogan non si ferma. E non si fermano neanche le sue forze armate che, dopo aver invaso il nord della Siria, adesso bombardano anche le forze curde in Iraq aprendo un nuovo fronte di guerra per la Turchia

Nelle ultime ore, i bombardieri di Ankara hanno martellato quelle che il governo turco definisce “postazioni terroristiche”. Sono le forze curde, quelle più legate al Pkk. Il movimento dei lavoratori curdi, considerato l’obiettivo principale di Erdogan, è ritenuto una minaccia esistenziale. Una minaccia che il presidente turco ha sfruttato prima per entrare in Siria contro le milizie Ypg e adesso per sfondare il fronte iracheno.

Ieri, lo Stato Maggiore turco ha comunicato attraverso il suo canale Twitter dell’avvenuto bombardamento nell’Iraq settentrionale, in cui erano stati distrutti quattro obiettivi del Pkk. Gli attacchi aerei sono stati effettuati nella regione di Hakurk, nel Kurdistan iracheno. L’area è un fondamentale crocevia tra Iraq, Turchia e Iran.

Le operazioni si inseriscono nel quadro di una crescente attività dell’aviazione di Erdogan in Iraq. Come scrive Agenzia Nova, sabato scorso lo Stato maggiore turco ha reso noto che erano stati colpiti 12 obiettivi del Partito dei lavoratori del Kurdistan in Iraq con raid avvenuti nella notte fra giovedì e venerdì nelle regioni di Gara, Metina, Sinath-Haftanin e Hakurk. Niente di nuovo quindi ,se non l’ennesima dimostrazione che la strategia di Erdogan è molto più profonda e risoluta di quanto si possa immaginare.

Del resto ad aprile Erdogan era stato chiaro: le sue forze sarebbero entrate in territorio iracheno per combattere le forze del Pkk anche senza l’approvazione di Baghdad. “Se potete occuparvene, affrontateli, altrimenti verremo a Sinjar e ce ne occuperemo noi. Non chiediamo il permesso a nessuno“. Queste le parole del presidente turco. E la promessa l’ha mantenuta, bombardando il territorio iracheno.

Uccisi due soldati turchi

Ma la guerra della Turchia in Iraq adesso inizia a contare anche i suoi morti. Proprio ieri, mentre lo Stato maggiore riferiva dei nuovi raid dell’aeronautica di Ankara, la Difesa turca ha confermato la notizia della morte di due soldati dell’esercito e del ferimento di altri due militari. A detta del comando, le vittime sarebbero state uccise durante un attacco compiuto dalle forze del Pkk nel nord del Paese.

Nel messaggio di condoglianze inviato alle famiglie dei soldati uccisi e ai commilitoni, lo Stato maggiore ha confermato che le forze armate turche “continueranno la loro lotta contro tutte le organizzazioni terroristiche fino a quando l’ultimo terrorista sarà neutralizzato”. Un termine caro alla propaganda di Erdogan, che di solito non parla di uccisioni dei miliziani, ma di neutralizzazione, come avvenuto durante l’assedio e la conquista del cantone di Afrin.

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