Gli Stati Uniti hanno votato e nelle prime ore dello scrutinio molti dati chiave appaiono consolidati. La mappa elettorale degli States si colora di rosso e di blu secondo misure ormai consolidate: Kamala Harris vince nel Nord-Est, Donald Trump nell’America profonda e periferica. E sempre più si conferma la tendenza della vigilia: gli Stati preventivati come rossi vanno a The Donald, i democratici sfondano nel contesto dell’America progressista e costiera.
Si concentra, in queste prime ore, una tendenza ormai storica negli Usa. Vanno al Partito Repubblicano la somma della “Bible Belt” (che comprende l’Alabama, l’Arkansas, la Carolina del Nord, la Carolina del Sud, la Georgia, il Kentucky, la Louisiana, il Mississippi, il Missouri, l’Oklahoma, il Tennessee, il Texas, la West Virginia) e i centri agricoli della Corn Belt (Indiana, Iowa, Nebraska). I democratici invece conquistano la costa occidentale: i risultati di Vermont, Massachusetts, New Hampshire, New York e altri Stati appaiono sempre più solidi nella loro matrice “blu”.
Si registra nelle prime ore dello scrutinio la definitiva uscita della Florida dal novero degli Swing States: lo Stato governato da Ron DeSantis ha visto Trump vincere per la terza volta consecutiva dopo il 2016 e il 2020 e il vantaggio di The Donald sfiora i 15 punti. “Nel 2020, Trump ha vinto in Florida con il 51% dei voti contro il 48% di Joe Biden e nel 49% contro il 48% di Hillary Clinton”, nota la Nbc. La Florida “era un tempo considerata uno stato indeciso, ma nelle recenti elezioni ha avuto una tendenza verso i repubblicani e quindi non è più molto contestata. Trump risiede in Florida e il governatore repubblicano dello stato, Ron DeSantis, ha sostenuto la sua campagna”, ha sottolineato. Un dato importante che racconta della scelta di una parte di elettorato, quello latino, che nello Stato è sempre più consolidato per The Donald. E mentre lo scrutinio avanza, Trump è in testa in North Carolina e Georgia e la via per la Casa Bianca per Harris sembra spostarsi al Nord e all’Ovest.

