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All’ombra delle elezioni presidenziali Usa prosegue la molto interessante corsa al Congresso a stelle e strisce. E su questo fronte il voto per il Senato americano mostra due risultati importanti per il Partito Democratico: da un lato, il quarto mandato dell’indipendente, che fa caucus con la formazione dell’asinello, Bernie Sanders in Vermont; dall’altro, l’elezione del primo coreano-americano della storia a Capitol Hill, Andy Kim in New Jersey.



Sanders in volo per il quarto mandato

Il Vermont, Stato che ha “adottato” l’83enne Sanders, storico esponente del socialismo democratico, non ha tradito la figura di punta del progressismo a stelle e strisce: vince col 64,4% contro il repubblicano Gerald Malloy e si assicura altri sei anni in Senato.

Nel 1990 Sanders vinse il seggio della Camera dei Rappresentanti del Vermont, entrando nella grande politica americana. Dal 2006 è al Senato, che ha sempre vinto con consensi attorno ai due terzi delle preferenze. Bernie Sanders potrà stare in Senato almeno fino alla soglia dei novant’anni e resterà una coscienza critica dell’America democratica, come ha dimostrato anche nella recente campagna elettorale in cui ha sostenuto Kamala Harris in nome della continuità con Joe Biden.

Bernie Sanders, durante il suo mandato come deputato e senatore, ha criticato sia i repubblicani che i democratici, mettendo in luce la sua visione alternativa rispetto al bipartitismo americano. Sentita soprattutto in casa dem: Sanders contesta la scelta dei democratici di sostenere la finanziarizzazione dell’economia, un processo che a suo avviso favoriva le élite finanziarie a scapito dei lavoratori e delle classi meno abbienti.

Queste posizioni hanno contribuito a definire il percorso politico di Sanders come indipendente e alternativo, portandolo a sostenere una politica più orientata alla giustizia sociale e al contrasto alle disuguaglianze economiche. A suo avviso incarnata da Biden, ritenuto dal senatore “il presidente più progressista da Franklin Delano Roosevelt.

Andy Kim, il primo senatore coreano

Sorride ai democratici il seggio del Senato del New Jersey, dove i repubblicani puntavano a ribaltare la tendenza politica che ha visto il Partito dell’Asinello mantenere la carica sfruttando la debolezza politica dettata dalle dimissioni dell’uscente Bob Menendez, accusato di corruzione.

A vincere è stato il Andy Kim, Kim, 42 anni, democratico, primo coreano-americano della storia americana a conquistare il laticlavio senatorio. Kim ha sconfitto il repubblicano Curtis Bashaw in una gara che il New York Times ha sottolineato “essersi contraddistinta per la sua civiltà”: “Quando un podcaster ha attaccato le origini coreane del signor Kim, il signor Bashaw ha subito denunciato i commenti e difeso il suo avversario definendolo un brav’uomo e un patriota americano”, nota la testata della Grande Mela. C’è spazio per la vera politica all’ombra del divisionismo che permea le istituzioni americane. E esempi come questo lo testimoniano.

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