Le elezioni regionali svoltesi nella comunità autonoma di Madrid si sono concluse con la netta vittoria del Partito Popolare (PP) e della governatrice uscente Isabel Diaz Ayuso, al timone della capitale dal 2019. I conservatori hanno ottenuto oltre il 44% dei voti e ben 65 seggi sui 136 dell’Assemblea sfiorando, in questo modo, la maggioranza assoluta ed assorbendo il consenso dei liberali dei Ciudadanos, che dal 19.5% del 2019 sono crollati sotto la soglia di sbarramento del 5%. La crescita fatta registrare dai popolari è stata impressionante se si pensa che, appena due anni fa, avevano racimolato poco più del 22% dei consensi.

Vincitrice: la scommessa di Isabel Diaz Ayuso

La spiegazione del successo di Ayuso è data anche dal contesto particolare, in piena pandemia, in cui si sono svolte le consultazioni. La Ayuso si è sempre opposta, strenuamente, alle chiusure ed alle misure restrittive decise dal governo centrale e dalle autorità sanitarie preferendo lasciare la maggior parte delle attività aperte sia per motivi economici che psicologici. I cittadini della capitale hanno premiato la sua linea di condotta ed hanno scelto di trasformarla nella vera vincitrice di queste elezioni.

Vincitore: Mas Madrid e il successo degli verdi radiali

Il partito Mas Madrid è stato una delle sorprese delle elezioni ed ha ottenuto più voti del PSOE. Il movimento, guidato dal medico anestesista Monica Garcia che fino ad un mese fa era un’illustre sconosciuta, ha basato la propria campagna elettorale su temi legati anche all’ecologismo. Le aspettative generate dalla campagna, austera e con un bilancio totale di appena 550mila euro (molto inferiore rispetto a quello dei rivali), sono state mantenute. La Garcia ha alternato apparizioni sui grandi mezzi di comunicazione ad interviste rilasciate ai canali minori senza dimenticare, poi, il suo canale Twitch. L’obiettivo era quello di mobilitare gli elettori più scettici e disillusi che tendono ad informarsi in maniera alternativa. Nel suo programma avevano una grande importanza il rafforzamento dei servizi pubblici ed il riscatto delle famiglie e delle imprese colpite dalla pandemia.

Vincitore: Vox che conferma lo stato di forma

VOX è, senza dubbio, uno dei vincitori. In termini di voti e seggi, in realtà, il partito è rimasto statico ma le prospettive politiche appaiono, ora, radicalmente mutate. Sinora VOX forniva il proprio supporto all’esecutivo di destra di Madrid senza far parte del governo ma ora potrebbe accrescere la sua influenza sul PP. La Ayuso avrà probabilmente bisogno di un partner di coalizione per poter governare e le sue scelte erano limitate a Ciudadanos e VOX.

Sconfitti: Socialisti e di Pedro Sanchez

Tra i grandi sconfitti delle consultazioni c’è il Partito Socialista (PSOE) del primo ministro Pedro Sanchez che, dopo aver vinto le elezioni del 2019 si è trasformato nella terza forza politica locale perdendo ben 13 seggi (da 37 a 24). Gli elettori, più che il candidato locale Angel Gabilondo, hanno voluto punire il primo ministro che si era speso personalmente nell’architettare la campagna. La strategia delle alleanze postelettorali dei progressisti è parsa confusa dato che si è optato per attrarre gli ex sostenitori di Ciudadanos e di marcare la distanza da Podemos.

Sconfitti: Crollo dei radicali di Podemos

La netta sconfitta subita dai socialisti non è comunque paragonabile a quanto accaduto al movimento di sinistra Unidas Podemos il cui leader, Pablo Iglesias, aveva lasciato la vicepresidenza del governo per candidarsi a presidente della comunità autonoma di Madrid. I risultati, però, non sono stati quelli sperati dato che Podemos ha ottenuto solo 10 seggi, tre in più rispetto al 2019 ma molti meno dei 27 del 2015. Troppo pochi per le aspettative del partito che, a breve, si ritroverà orfano del suo ormai ex leader. Iglesias ha annunciato che lascerà tutti i suoi incarichi pubblichi e la politica dopo il risultato insoddisfacente e questa mossa rischia di avere pesanti ripercussioni sulla tenuta del governo centrale.

Sconfitti: Ciudadanos non pervenuto

Pessime notizie per Ciudadanos. Il partito, che poteva contare su 26 seggi, è ormai una forza extraparlamentare dato che non ha raggiunto il 5% dei voti necessari per superare lo sbarramento. La curva discendente di questo movimento aveva subito un’accelerazione il 10 marzo quando si era unito ai Socialisti per provare a disarcionare il Partito Popolare nella regione di Murcia. La mossa politica si era però rivelata controproducente. Nel giro di alcuni giorni la faida  aveva fatto saltare tutte le alleanze regionali tra i due partiti ed aveva seriamente danneggiato diversi esecutivi locali. Numerosi deputati di Ciudadanos avevano inoltre deciso di cambiare bandiera ed erano passati dalla parte del PP.  E pensare che non troppo tempo fa, nel 2018, Ciudadanos aveva vinto le elezioni regionali in Catalogna ed il suo giovane leader Albert Rivera veniva portato in palmo di mano dal mondo degli affari e dai media. Una serie di errori strategici hanno però provocato la dipartita dello stesso Rivera ed hanno privato il partito del futuro radioso che lo attendeva.

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