Nella giornata di giovedì, milioni di elettori di Inghilterra, Galles e Scozia sono chiamati alle urne per le elezioni amministrative. Un voto particolare, per nulla scontato, che molti analisti ritengono possa essere un banco di prova importante in vista delle elezioni generali dell’8 giugno.L’importanza di questo voto è racchiusa principalmente nel fatto che raramente delle elezioni amministrative locali sono avvenute in un periodo di campagna elettorale per le elezioni del Parlamento inglese. Mancano, infatti, soltanto cinque settimane al voto che deciderà le sorti del Regno Unito e il prossimo governo, ed è quindi importante capire come si sita muovendo l’elettorato britannico.Un elettorato che, altra rarità rispetto alla norma, sembra andare a questo voto con l’intenzione di sostenere il governo e non di punirlo. Un fatto raro, si diceva, perché solitamente, le elezioni locali di “midterm” rappresentano il classico scoglio per la maggioranza di governo a causa delle sue scelte politiche. In genere, l’elettorato punisce l’esecutivo e premia l’opposizione perché scontento di quanto avviene nelle stanze del potere. Ed infatti, gli occhi sono tutti puntati non tanto sul risultato conservatore, che è comunque rilevante, ma su quanto perda terreno il Partito Laburista.I Labours sono, infatti, il grande tema delle prossime elezioni generali di giugno, perché, se sembra scontato che vinca il partito Conservatore, non è tanto per le qualità di Theresa May quanto per l’incapacità del centrosinistra inglese di raccogliere il voto dell’opposizione al governo. Secondo molti analisti, Corbyn non è stato in grado arginare la dispersione di elettori negli ultimi mesi, e non sembra in grado di frenarla nemmeno questa volta. In Scozia, lo Scottish National Party sembra dover fare man bassa dei voti che un tempo appartenevano ai laburisti, ed anche in Galles sembra stiano perdendo molto voti a vantaggio di sigle autonomiste.Queste elezioni, che decideranno decine di consigli cittadini e regionali, saranno un banco di prova fondamentale per i laburisti anche come messaggio da lanciare a un mese dalle elezioni generali. E non sarà, con ogni probabilità, un messaggio di speranza per il proprio elettorato. Dovunque si voti, sembra che il Labour debba perdere consensi e rischia di perdere molti seggi e molti posti di potere in varie parti del Paese. In particolare, bisognerà vedere come si comporterà il partito nel Nord e nelle Midland, dove la classe operaia sembra essere più attratta dalle lusinghe conservatrici del governo May e dalla Brexit piuttosto che dalla propaganda di Jeremy Corbyn. Ed anche se si tratta di elezioni locali, è chiaro che in molti voteranno più pensando al governo del Paese e alle elezioni di giugno che in base a quanto fatto dal singolo partito nella singola comunità.Ma sarà anche un’elezione che darà molto sul ruolo dei due partiti alternativi a livello nazionale rispetto a quelli tradizionali: Ukip e Libdem. Per quanto riguarda i nazionalisti inglesi, dopo Brexit sono stati lentamente allontanati dalla scena pubblica. Nonostante la vittoria al referendum di giugno 2016 sia stata per molti versi una loro vittoria, poiché Farage e il suo partito si erano spesi in modo feroce per uscire dall’Unione Europea, il Partito Conservatore è riuscito a spodestarli dal trono e a rendersi il movimento in grado di fare anche la politica isolazionista ed euroscettica. Dopo il boom delle elezioni europee, l’Ukip è calato bruscamente e sta quasi scomparendo nei luoghi che contano. Il rischio per l’Ukip è che i suoi voti si spostino sui conservatori. Un rischio che vale anche per i laburisti, perché i nazionalisti inglesi, quattro anni fa, ottenere nelle elezioni locali il 20% dei seggi. Quindi ha un grosso bacino elettorale che, se si sposta sui Tory, significherebbe un dominio totale di quest’ultimi sui consigli del Regno Unito.I Libdem, dal canto loro, hanno da sempre avuto peso nelle elezioni locali, ma il referendum su Brexit sembra avere avuto delle conseguenze importanti sui loro elettori. I Liberaldemocratici si sono sempre messi di traverso rispetto a una hard-Brexit, però i loro feudi, specialmente nel Sudovest dell’Inghilterra, sono quelli che hanno votato in maggioranza per uscire dall’Unione Europea. Questa spaccatura tra elettorato e partito potrebbe avere un effetto devastante sulla capacità dei Libdem di ottenere voti a loro favore e riuscire a strappare qualche consiglio cittadino o regionale.Ora bisognerà attendere venerdì per comprendere come siano andate a finire queste consultazioni. La speranza del governo conservatore è che la divisione e il crollo delle opposizioni a livello nazionale, favorisca il partito di governo e che queste elezioni si convertano in un grandioso messaggio propagandistico per le elezioni generali dell’8 giugno. Theresa May ha deciso di fare sul serio, e se incassa il consenso alle locali, può sognare in grande e prendere davvero in mano le redini del Regno Unito.