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Politica

Elezioni in Aragona, una nuova batosta per il governo Sanchez

Il voto in Aragona ha punito prima di tutto i socialisti ma anche Podemos, presentatosi in solitaria. La sconfitta della sinistra.
Sanchez

Il voto di domenica in Aragona, regione del Nord-Est della Spagna, rappresenta una nuova batosta per i socialisti del presidente del Governo Pedro Sanchez, che fa seguito a quella subita circa un mese fa nelle consultazioni in Extremadura; la stessa stretta sui social non solo non ha aiutato, ma anzi dimostra come certe scelte si possano rivelare un vero e proprio boomerang.

Gli elettori aragonesi sono stati chiamati alle urne in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, a causa della revoca del sostegno di Vox, che governava in coalizione coi popolari, dovuta ai disaccordi su temi legati dell’immigrazione. Il governo uscente, guidato dal popolare Jorge Azcón, ad ogni modo esce rafforzato dalle urne, per quanto il vero vincitore sia Vox, che col 18 per cento ha praticamente raddoppiato i seggi nel parlamento regionale, pur restando dietro rispetto al PP (oltre il 34).

Batosta per la sinistra

I veri sconfitti, come dicevamo, sono i socialisti, che pur classificandosi come la seconda forza politica per numero di voti (poco più del 24%), perdono cinque seggi. La debacle elettorale presenta anche un aspetto personale per Sanchez, visto che capolista era Pilar Alegría, ex portavoce del governo e ministra dell’Educazione. L’altro sconfitto, sempre a sinistra, è Podemos, che viene tagliato fuori dal Parlamento regionale, pagando la scelta di essersi presentato solo, e non in coalizione con Izquierda Unida, come in Extremadura.

Quello in Aragona rappresentava un importante appuntamento elettorale, innanzitutto perché il voto in questa regione, grande all’incirca come la Svizzera (il capoluogo Saragozza è la quinta città spagnola per numero di abitanti), è da sempre una sorta di termometro politico: tutte le forze che dal 1977 in poi sono state premiate dal voto locale, si sono poi aggiudicate la vittoria in ambito nazionale. L’altro dato estremamente significativo è offerto dall’avanzata delle forze radicali di destra, visto che la coalizione di governo, uscita confermata dal voto, vedrà il maggior peso di Vox, sull’onda di quanto già avvenuto in Extremadura. Alla luce di quest’ultimo punto si comprende come la stessa vittoria dei popolari presenti aspetti paradossali, soprattutto perché evidenzia una radicalizzazione dell’elettorato, specie su tematiche come sicurezza e immigrazione, da sempre alcuni dei principali cavalli di battaglia di Vox.

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