Il giornalista russo Vladimir Soloviev l’ha già ribattezzata la “battaglia delle bionde”. Sì, perché dopo Ksenia Sobchak, ora a voler sfidare il presidente russo Valdimir Putin alle elezioni presidenziali di marzo 2018 c’è un’altra donna con i capelli chiari e gli occhi celesti: la cantante, giornalista e conduttrice radiofonica, Ekaterina Gordon.

Domenica scorsa Katya, come la chiamano i suoi follower, ha annunciato attraverso un video pubblicato su Youtube, di voler correre per diventare la prossima inquilina del Cremlino. “Sono seria”, ha confermato la trentasettenne conduttrice radiofonica, intervistata lunedì dal quotidiano Komsomolskaja Pravda. Ekaterina è anche un avvocato e da cinque anni, con lo studio legale che ha fondato, si occupa dei diritti delle donne e dei bambini in Russia. Ed è proprio per difendere “i diritti delle mamme single” che è pronta a scendere in campo alle prossime elezioni.

“Di loro non importa niente a nessuno nel nostro Paese”, è convinta la Gordon. “So come le donne tirano sù i figli, mentre gli uomini fuggono dalle proprie responsabilità”, afferma nel video, lei che è mamma di due bambini, Danja, di cinque anni, e Serafim, nato lo scorso febbraio. Classe 1980, ha all’attivo tre lauree e due matrimoni. Il primo con il presentatore Alexander Gordon e il secondo, nel luglio del 2011, con l’avvocato Sergej Zhorin. Anche la seconda unione, però, è naufragata dopo che la Gordon ha denunciato di essere stata picchiata dal marito. Lo scorso febbraio è nato il secondo figlio della donna, avuto da un uomo d’affari russo di cui però non si conosce il nome. I due sarebbero in buoni rapporti, scrive la Komsomolskaja Pravda, ma attualmente Katya si starebbe “frequentando con un’altra persona”.

“Sono l’unica candidata ad essere in disaccordo con l’amministrazione presidenziale”, ha detto la giornalista, con riferimento a Ksenia Sobchak, candidata alle prossime presidenziali. Fu il padre di Ksenia, l’ex sindaco di San Pietroburgo, Anatoly Sobchak, infatti, a lanciare la carriera politica di Vladimir Putin. Così, anche se la “Paris Hilton russa”, come viene soprannominata la 36enne, si presenta con la sua lista “Protiv vseh” – che in russo significa “contro tutti” – sono in molti a credere che anche lei, al pari del Partito Liberal Democratico e dei comunisti, incarni la cosiddetta “opposizione di sistema“. “Non incarno il glamour e non sono nata con il cucchiaio d’argento in bocca”, ha detto poi Katya Gordon prendendo le distanze dalla Sobchak, che in Russia dirige il mensile di moda L’Officiel.

Per ufficializzare la sua candidatura la Gordon dovrà raccogliere 300mila firme. Un’impresa che, però, non sembra spaventare la bella conduttrice radiofonica. “Se la gente crederà in me e nelle mie idee, riuscirò a raccogliere le firme necessarie, altrimenti continuerò la mia attività per la difesa dei diritti”, ha detto alla Komsomolskaja Pravda. No comment, intanto, dal Cremlino, sulla candidatura della bionda paladina dei diritti di donne e bambini. “La costituzione russa non impone limiti alla partecipazione di candidati senza esperienza politica alle elezioni”, si è limitato a puntualizzare il portavoce di Putin, Dmitrj Peskov, rispondendo ai giornalisti.

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