Avevamo già dedicato nelle scorse settimane un approfondimento alla geopolitica australiana, preannunciando l’appuntamento con le urne del 3 maggio. A distanza di poche ore dalla chiusura dei seggi, abbiamo già il responso definitivo: i laburisti del premier uscente, a questo punto dovremmo dire riconfermato, Antony Albanese, hanno vinto, a quanto si dice pure grazie al cosiddetto effetto Trump, con un chiaro riferimento da parte della stampa mainstream alle recenti elezioni canadesi.
Non solo i conservatori e liberali, presentatisi uniti e dati per favoriti fino a qualche settimana fa, sono stati sconfitti, ma il loro leader, Peter Dutton, non entrerà neppure nel Parlamento di Canberra, avendo perso il suo seggio nel collegio di Dickson, il che ne fa il primo leader dell’opposizione a non sedere tra i banchi parlamentari.
Vittoria dei laburisti
I laburisti si sono aggiudicati, grazie al sistema elettorale vigente (una sorta di mix tra l’uninominale maggioritario a turno unico sul modello inglese e quello a doppio turno), la maggioranza dei seggi con poco meno del 35 per cento dei consensi, contro il 32 circa andato al centro destra. Albanese sarà così il primo capo del governo a vincere due tornate elettorali consecutive, dai tempi del liberale John Howard (2004), potendo contare – stando alle proiezioni disponibili – su 85 seggi, dieci al di sopra della maggioranza richiesta in senso alla Camera dei Rappresentanti; al momento nel quale questo articolo viene scritto, ai liberali vanno 41 seggi, ai verdi nessuno, 10 alle restanti liste; anche il Queensland, tradizionalmente non feudo laburista, avrebbe dato il suo sostegno alla coalizione uscente.
Ricordiamo che l’altro ramo del Parlamento, il Senato, viene eletto su base territoriale.
Tra le prime dichiarazioni di Albanese, quella secondo cui “Gli australiani hanno scelto di affrontare le sfide globali alla maniera australiana, prendendosi cura gli uni degli altri e costruendo al contempo il futuro.” Dutton, ammettendo la sconfitta, ha già detto di aver chiamato il primo ministro per congratularsi, assumendosi la piena responsabilità per la debacle elettorale.
Laconico il commento della giornalista indipendente australiana, Caitlin Johnstone, che sul suo profilo X ha scritto: “La conclusione più importante della schiacciante sconfitta di Peter Dutton alle elezioni australiane è che Israele sta deliberatamente affamando Gaza per eliminare tutti i palestinesi dal territorio palestinese e colonizzare definitivamente la loro terra”, con un chiaro riferimento all’appoggio incondizionato da sempre garantito dai laburisti allo stato ebraico.

