La Corea del Nord si è offerta di ritirare le batteria di artiglieria a lunga gittata schierate lungo la Dmz, ma i buoni propositi di Pyongyang potrebbero rivelarsi una mossa strategica che attende una contropartita da Seul e Washington.

In seguito ai colloqui di pace che hanno visto recentemente coinvolti i leader delle due Coree – e l’incontro storico tra il leader Kim Jong-un e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump – i segni di distensione proseguono. Dopo la rimozione degli altoparlanti di propaganda, durante i colloqui militari transfrontalieri svoltisi a Panmunjom la scorsa settimana, nei quali si sono incontrati ufficiali di altissimo livello delle due parti, gli ufficiali dell’Armata del popolo coreano  hanno suggerito la rimozione di pezzi di artiglieria a lungo raggio schierati in prossimità dalla linea di confine che corre lungo in 38esimo parallelo – nota come Zona demilitarizzata. Le batterie, che contano pezzi da campagna e semoventi a lunga e media gittata di derivazione sovietica, sono posizionate nell’entroterra in un range di 30 a 40 chilometri dalla Dmz.

I colloqui hanno coinvolto i generali a due stelle (generali di divisione ndr) delle forze armate della Repubblica di Corea –Rok Armed Forces– e dell’Esercito Popolare Coreano –Chosŏn inmin’gun – registrando il primo dialogo militare tra le due parti in oltre un decennio.Secondo fonti nordcoreane sarebbero stati i delegati nordcoreani i primi a sollevare la possibilità di rimuovere i propri pezzi di artiglieria a lungo raggio per una cosiddetta “questione di principio”; la stampa sudcoreana invece avrebbe attribuito ai propri ufficiali il “suggerimento” di rimuovere l’artiglieria pensante dalla frontiera.

Dobbiamo creare misure per ridurre drasticamente le tensioni militari rimuovendo le minacce pratiche“, ha riportato una fonte accreditata citata dal Korea Times. “Capisco che [il Sud] abbia suggerito di spostare l’artiglieria del Nord, che minaccia l’area metropolitana di Seoul e le aree retrostanti”. Questo sarebbe un segnale importante, “un modo da attuare attivamente la Dichiarazione Panmunjom”. Secondo analisi precedentemente proposte, nelle fasi più tese della crisi coreana ci sarebbero state oltre 6mila bocche da fuoco di pezzi d’artiglieria di vario calibro puntate sulla capitale sudcoreana. Il ministero della Difesa della Corea del Sud ha però formalmente negato di aver proposto il ritiro di pezzi di artiglieria della Corea del Nord dalla Dmz. L’articolo in questione afferma però che “il Nord ha invitato le forze armate del Sud e gli quelle del Comando americano di stanza in Corea del Sud (Uskf) ad attuare passi reciproci“. 

Il Nord potrebbe alludere – e spingere implicitamente – alla rimozione delle batterie di missili tattici militari guidati con precisione dalla superficie alla superficie (ATacMs) schierate a difesa della sua controparte. L’Army Tactical Missile System Mgm-140 schierato dal Roak e Uskf è una piattaforma cingolata armata con missili surface-to-air M-74 con una portata di 300 chilometri: dunque in grado di colpire la capitale nordcoreana Pyongyang dalla Dmz. Il sistema ha dimostrato la sue capacità durare le numerose esercitazione congiunte svolte in risposta ai lanci di missili balistici nordcoreani.

La proposta del Nord di rimuovere i sistemi di artiglieria a lungo raggio – piuttosto che le armi a corto raggio o medio -suggerisce l’intenzione di voler ridurre, in una fase di contrattazione dall’epilogo ancora incerto, le minacce che potrebbero colpire la propria capitale. Pyongyang dista di fatto 195 chilometri dall’entroterra della Dmz dalla parte del sud: dunque è a portata della pioggia di missili che potrebbero scatenare le batterie ATacMS. L’offerta di Pyongyang sarebbe quella di ritirare quelli che si stimano essere oltre 1.440 cannoni semoventi da 122 millimetri, 430 cannoni semoventi Koksan da 170 millimetri M-1978 con un raggio di tiro massimo di 60 chilometri, ma sopratutto i lanciarazzi multipli KN- 09 da 300 millimetri, in grado di colpire bersagli a una distanza posti a oltre 200 chilometri. Secondo le stime espresse da The Diplomat , si pensa che questa linea di fuoco sarebbe in grado di sparare 10.000 colpi al minuto su Seoul, la capitale sudcoreana che dista soli 60 chilometri dalla Dmz. 

Se la proposta del Nord si rivelasse sincera, questo messaggio politico teso alla distensione sarebbe un punto di svolta dal quale iniziare “seriamente” a deporre l’ascia di guerra nella penisola coreana, dato che in passato, l’artiglieria a lungo raggio delle due parti ha veramente preso parte a rappresaglie che hanno causato morti in entrambe le parti della penisola.