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Rafforzare “l’educazione ideologica e politica” delle forze armate cinesi. È questo uno degli ultimi obiettivi della Cina, come emerso dal recente incontro avuto tra Xi Jinping e i rappresentanti dell’esercito in occasione di una conferenza sul lavoro di educazione ideologica e politica dell’Esercito Popolare di Liberazione. Il presidentissimo Xi, infatti, non è solo la guida politica del Paese. Tra le cariche che egli ricopre, spiccano quelle di segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista cinese e presidente della Commissione Militare Centrale (Cmc).

Quest’ultimo è il più alto organismo direttivo militare della Cina. Altro particolare da tenere bene in mente: il fatto che dalla presidenza di Jiang Zemin in poi (1993-2003) il presidente della Cmc sia solitamente anche il presidente della Repubblica ed il segretario generale del Partito, dà al leader cinese un potere praticamente illimitato, permettendogli di controllare ogni aspetto della vita statale. Ebbene, secondo quanto riportato dall’agenzia statale cinese Xinhua, Xi Jinping ha sfruttato la conferenza per comunicare l’esigenza di migliorare la suddetta educazione ideologica e politica nell’esercito.

Esercito, partito, Stato

Detto altrimenti, il rafforzamento della leadership ideologica e politica del Partito sull’esercito, nonché sulla “costruzione di un sistema per il lavoro educativo correlato nella nuova era”, dovrebbe contribuire a migliorare le forze armate cinesi. Già, perché dall’avvento di Xi, il Partito, che da Mao in poi si è sempre identificato nello Stato, ha progressivamente preso il centro della scena anche a scapito dell’esercito. Tutto è sotto il Partito unico guidato da Xi Jinping. Anche l’esercito. Che per ovvie ragioni rappresenta uno dei tre pilastri nazionali assieme al Partito Comunista cinese e allo Stato.

Alla riunione spiccavano numerosi pezzi grossi dell’establishment militare cinese, tra cui i vicepresidenti della CMC Xu Qiliang e Zhang Youxia, e i membri della CMC Li Zuocheng, Miao Hua e Zhang Shengmin. Alla maggior parte degli occidentali questi nomi non diranno assolutamente niente, ma la loro carica è rilevante. In ogni caso, Zhang Youxia ha chiesto sforzi per attuare le istruzioni di Xi. Il diktat del presidente è chiaro e preciso: è necessario concentrarsi sull’accumulo ideologico e politico del Partito nell’esercito. In altre parole, Xi Jinping vuole che l’educazione politica sia parte integrante della formazione militare.

Il ruolo dell’esercito nella Cina di Xi

Da un punto di vista geopolitico la Cina ha intenzione, intanto, di stabilire la propria zona di influenza in Asia. Non solo: date le turbolente acque del Mar Cinese Meridionale, e le varie questioni aperte che contraddistinguono il continente asiatico – dalla Corea del Nord a Taiwan – , Pechino ha pensato bene di modernizzare il proprio esercito per garantirsi una adeguata capacità difensiva in caso di attacchi. Già, perché negli anni passati l’esercito cinese era solito puntare tutto o quasi sulle forze di terra. Recentemente Marina e Aeronautica sono riuscite a ritagliarsi importanti spazi, in parte grazie a operazioni coordinate e in parte con le cosiddette operazioni congiunte integrate.

Senza scendere ulteriormente in dettagli tecnici, ci basta sapere che Pechino ha fatto passi da gigante nella modernizzazione delle proprie forze militari. Il Dragone ha infatti integrato sistemi di combattimento aggiornati e tecnologie di comunicazione di ultima generazione, oltre ad aver sviluppato capacità di condurre operazioni combinate tra i vari corpi di armata. Nel 2017 Xi Jinping aveva condiviso due obiettivi con i vertici militari: completare il processo di ammodernamento delle truppe entro il 2035 e trasformarsi, entro la metà del secolo, in una forza militare di “classe mondiale”. Per raggiungere i traguardi, il leader cinese ha ritenuto opportuno lavorare anche sull’educazione ideologica e politica dei suoi uomini. Per renderli più consapevoli del ruolo che sta giocando la Cina nel mondo ma anche per renderli più fedeli.