Come cambieranno i rapporti transatlantici fra Italia e Stati Uniti con Joe Biden alla Casa Bianca? Come riferisce la nota di Palazzo Chigi, nella giornata di ieri presidente del Consiglio ha avuto una conversazione telefonica con il presidente eletto degli Stati Uniti d’America, Joseph Biden Jr. Nel corso del colloquio, nel quale Conte ha ribadito le sue congratulazioni a Biden e alla vice presidente Kamala Harris, sono stati sottolineati i tradizionali, profondi legami di amicizia ed alleanza fra i due Paesi. È stata inoltre riaffermata la forte volontà di collaborare di fronte alle grandi sfide globali, in merito alle quali Italia e Stati Uniti condividono le medesime priorità.
Nello specifico, sottolinea La Stampa, nel corso del colloqui telefonico Conte e Biden hanno condiviso l’opportunità riaffermare la collaborazione strategica tra Usa e Italia; contrastare Covid e cambiamenti climatici; rivitalizzare la relazione transatlantica attraverso Nato e Ue; accrescere l’impegno di Roma per la difesa comune, aumentando gli investimenti verso l’obiettivo del 2% del Pil, o fornendo nuove risorse militari; rilanciare la collaborazione nel Mediterraneo, a partire dalla Libia; puntare sulle alleanze per contenere la Cina. Quanto alla Russia, tutti d’accordo sulla necessità di tenere le sanzioni in vigore fino a quando occuperà l’Ucraina, ma attenzione al doppio binario” suggerito dal nostro Paese.
Con Biden Ue e Nato tornano al centro dell’agenda Usa
Con Biden alla Casa Bianca, com’era facilmente prevedibile, gli Stati Uniti tornano a rimettere al centro i pilastri dell’ordine liberale internazionale, mettendo da parte il grande scetticismo di Donald Trump verso la Nato e istituzioni come l’Unione europea, che per i democratici tornano a essere centrali. Con il democratico alla Casa Bianca, inoltre, tornano di moda il multilateralismo e la lotta ai cambiamenti climatici ma ciò che molto probabilmente non cambierà sono le priorità strategiche degli Stati uniti, su tutte la sfida con Pechino.
Come riporta La Stampa, infatti, Washington continuerà a chiedere che Roma riveda l’adesione alla Via della Seta e non consegni il network 5G a Huawei. Rimarranno inoltre le sanzioni contro la Russia e anzi, l’atteggiamento generale verso la Federazione Russa potrebbe farsi ancora più aggressivo rispetto al passato, soprattutto con Hillary Clinton nel ruolo di ambasciatrice presso le Nazioni Unite e un Segretario di Stato come la papabile Susan Rice.
Biden si fiderà di Giuseppi?
Difficilmente, però, nonostante la retorica sulle origini italiane della moglie di Biden, l’Italia potrà avere un ruolo centrale per la nuova amministrazione americana. Anzi: vista la diffidenza di Trump verso Germania e Francia, Roma aveva occasione di emergere più con The Donald che con il nuovo presidente eletto. Ma tutte le occasioni sono state buttate al vento, anche per via dell’atteggiamento ondivago del governo con Pechino. Perché sarà anche stata una chiamata “calorosa”, ma rimane indicativo e simbolico il fatto che Biden abbia avuto prima un colloquio telefonico con gli altri stati del G7, e poi con l’Italia, per ultima. D’altra parte, come già sottolineato da InsideOver, la nuova amministrazione americana potrebbe non fidarsi di un premier – “Giuseppi” – che in passato ha goduto delle simpatie di Donald Trump.
“Siamo pronti a lavorare con il presidente eletto Joe Biden per rafforzare le relazioni transatlantiche. Gli Stati Uniti possono contare sull’Italia come un solido alleato e un partner strategico” aveva scritto Conte sui social, commentando la vittoria di Biden con una certa freddezza. È indubbio che la corrente centrista dei dem americani che ora governa gli Usa preferirebbe un profilo diverso a quello dell’ex “avvocato del popolo”. Se Matteo Renzi è l’indiscusso pupillo, la figura di Mario Draghi potrebbe mettere tutti d’accordo. Lega compresa che, preso atto della vittoria di Joe Biden, ha promesso fedeltà all’alleanza transatlantica attraverso un’intervista rilasciata da Giancarlo Giorgetti.